Derivato (economia)

In finanza un titolo derivato è considerato ogni titolo il cui valore è basato sul valore di mercato di altri beni (azioni, indici, valute, tassi, ecc.). I titoli derivati hanno raggiunto solo recentemente una diffusione enorme nel mondo grazie alla globalizzazione dei mercati e alla contestuale introduzione dei computer per la trasmissione degli ordini. Esistono derivati strutturati per ogni esigenza e basati su qualsiasi variabile, perfino la quantità di neve caduta in una determinata zona. Gli utilizzi principali sono: arbitraggio, speculazione e copertura (detta hedging).

Nel grande universo dei derivati vi sono innanzitutto le opzioni. Esse conferiscono la facoltà, non l'obbligo, di comprare o vendere a una data determinata e a un prezzo determinato. I future differiscono dalle opzioni proprio perché costituiscono un obbligo.

I derivati possono essere di tipo europeo o americano: i primi possono essere esercitati solo alla scadenza, i secondi in qualunque momento fino alla scadenza.

I derivati sono oggetto di contrattazione in molti mercati ma soprattutto all'over the counter', mercati alternativi alle borse vere e proprie creati da istituzioni finanziarie e da professionisti tramite reti telefoniche.

Call e put sono due principali opzioni intorno alle quali si sono costruite moltissimi titoli, elencati qui di seguito: strangle, straddle, butterfly, swaptions.

Il mercato italiano dei derivati è l'IDEM, Italian Derivative Market.

Il primo mercato a trattare derivati fu il CBOT nel 1848.

See also: Derivato (economia), 1848, Arbitraggio, Azione (finanza), Finanza, Future, Globalizzazione, Mercato (finanza), Valuta, Copertura