Delta di Dirac
La funzione delta di Dirac, introdotta da Paul Dirac, in realtà non è neppure una funzione! δ(x), infatti, assume valore infinito quando x=0 e risulta nulla in qualsiasi altro punto, mentre il suo integrale su tutto lo spazio
è pari a uno. La delta di Dirac può quindi essere agevolmente utilizzata come approssimazione per i picchi alti e stretti di alcune funzioni: è lo stesso tipo di astrazione che si fa per la carica puntiforme, la massa puntiforme, l'elettrone puntiforme.
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La definizione di Dirac
Formalmente la delta di Dirac viene definita dal seguente integrale:
valido per ogni funzione continua in un intorno di y. Questa definizione fu introdotta per la prima volta da Dirac alla fine degli anni 20 nelle sue ricerche sulla meccanica quantistica. Nonostante sia facilmente dimostrabile che non può esistere alcuna funzione con le proprietà della delta di Dirac, questa definizione si rivelò operativamente molto utile e fu presto adottata in molti ambiti della fisica e delle scienze applicate. Anche per Dirac era chiaro che la delta non era una funzione nel senso usuale; la sua idea era che il valore della delta nel punto 0 fosse un infinito di grado "abbastanza elevato" da permettere la proprietà definitoria. Una formalizzazione matematicamente corretta della delta fu possibile solo molti anni dopo nell'ambito della teoria delle distribuzioni.
In pratica, la "funzione delta di Dirac"
è definita come una distribuzione la cui immagine δ(ξ) è omeomorfa alla funzione
e soddisfa la seguente equazione integrale:
.
Definizione rigorosa
Formalmente, la delta di Dirac può essere definita come una distribuzione, vale a dire un funzionale lineare su un opportuno spazio di funzioni.
Chiamiamo D lo spazio di funzioni considerato: presa una funzione f ∈ D, l'azione della delta è data da
Dalla definizione si evince che la delta può agire su qualunque funzione che abbia un ben definito valore nel punto 0, quindi D può essere un qualsiasi spazio i cui elementi soddisfino questa proprietà.
È facile convincersi che la delta non è una distribuzione regolare, cioè che non può esistere una funzione δ(x) tale che
tuttavia, principalmente per comodità, la notazione integrale è largamente utilizzata.
Significato fisico
La funzione delta può essere pensata come la densità di un punto. Consideriamo, ad esempio, un corpo con massa M finita, esteso in una certa regione V dello spazio tridimensionale. Possiamo associare ad ogni punto x dello spazio una quantità f(x) che rappresenti la densità del corpo. La funzione f sarà nulla al di fuori della regione V e, all'interno, assumerà valori tali che l'integrale
converga ad M. Essendo f(x) = 0 al di fuori di D l'integrale può essere esteso a tutto lo spazio e si può quindi scrivere:
Ora, se immaginiamo di restringere la regione V senza variare la massa del corpo, la densità di questo dovrà conseguentemente aumentare e tenderà all'infinito al tendere di V al singolo punto: vogliamo, quindi, trovare un'espressione come densità limite per la densità del corpo puntiforme.
Per semplicità consideriamo un corpo con densità costante e a una regione V sferica con raggio R; il volume di V sarà
e la corrispondente densità
e in questo modo
Se si considera il limite
avverrà che f(x) = ∞ per x = 0, f(x) = 0 per x≠0, da cui
e questo vuol dire che f(x) non è assimilabile alla densità di un punto di massa M.
Consideriamo allora un diverso tipo di limite per le densità fR: il cosiddetto limite debole. Con pochi calcoli si nota che per ogni funzione continua h
.
Questa formula mostra che il limite debole della successione fR, è il funzionale che associa alla funzione h il valore M h(0), questo limite, che indichiamo simbolicamente M δ(x), è la densità cercata; infatti, posto h(x)=1, abbiamo
dove il primo integrale è un'espressione simbolica con cui si sottointende il passaggio al limite.
Voci correlate
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