Decio

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L'Imperatore Decio

Decio, Gaio Messio Quinto Traiano imperatore romano dal 249 al 251.

Fu il primo di una lunga serie di imperatori provenienti dalla provincia dell'Illiria, che produsse anche una notevole serie di illustri personalità dell'epoca. Decio nacque nel villaggio di Budalia, non lontano da Sirmium, nella bassa Pannonia nell'anno 201 D.C. Intorno all'anno 245 l'imperatore Filippo l'Arabo gli assegnò un importante comando militare in una zona della regione del Danubio, e in quell'occasione, mentre era impegnato a sedare la ribellione di alcune guarnigioni stanziate in Mesia e in Pannonia, fu convinto ad assumere la carica imperiale.

Nonostante egli confermasse la propria fedeltà a Filippo, questi gli si rivolse contro, e, nello scontro che avvenne fra i rispettivi eserciti nei pressi di Verona fu ucciso. Nel corso del suo breve regno Decio fu impegnato in importanti operazioni militari contro i Goti, i quali, in un numero mai visto prima e comandati dall'abile sovrano Cniva, avevano attraversato il Danubio e premevano contro le provincie della Mesia e della Tracia. I dettagli non sono chiari, tanto che sussistono notevoli dubbi sul ruolo effettivamente svolto in occasione di questa campagna da Decio stesso e dal proprio figlio, pure di nome Decio.

I Goti furono attaccati di sorpresa dall'imperatore mentre assediavano la città di Nicopoli, ma riuscirono a disimpegnarsi, e, dopo aver attraversato tutta la penisola balcanica, attaccarono la città di Filippopoli. Decio li inseguì, ma subì una pesante sconfitta presso Bero, e questo gli impedì di salvare Filippopoli, che, caduta in mano ai Goti, fu saccheggiata con spaventosa ferocia. Il comandante della guarnigione romana, Tito Giulio Prisco, si autodichiarò imperatore sotto la protezione dei Goti stessi, anche se in seguito di lui non si seppe più nulla.

L'assedio di Filippoli aveva talmente esaurito le risorse materiali ed umane dei Goti che essi offrirono di restituire bottino e prigionieri a condizione di potersi ritirare indisturbati, ma Decio, che li aveva circondati e sperava di sbarrare loro la ritirata, rifiutò. Lo scontro finale ebbe luogo vicino ad Abritto (o a Forum Trebonii), in Dobrugia, e i Goti, che combattevano con la forza della disperazione, ebbero la meglio, sconfiggendo ed uccidendo sia Decio che il figlio, Erennio Etrusco.

Decio fu un valoroso soldato, un uomo di indole gradevole ed un onesto e capace amministratore, degno di essere annoverato fra le maggiori personalità della storia romana. Tuttavia il suo regno si macchiò della sistematica e feroce persecuzione dei Cristiani, attuata nel vano tentativo di restaurare le antiche tradizioni ed istituzioni romane. Per venire incontro ai desideri del senato, o forse nella speranza di elevare la pubblica moralità, Decio tentò in ogni modo di far rivivere e rendere autorevole la carica di censore. La scelta unanime dei senatori cadde su Valeriano I (che in seguito diventerà imperatore). Tuttavia Valeriano I, consapevole delle difficoltà e dei pericoli derivanti da questa carica nelle mutate condizioni dell'opoca, non accettò la nomina. L'invasione dei Goti e la morte di Decio posero prematuramente fine a questo anacronistico tentativo di restaurazione. Decio fu il primo imperatore romano a morire in battaglia contro i barbari.

Nel suo ultimo anno di vita Decio associò al trono i suoi figli, Erennio Etrusco e Ostiliano.


Parte di questo testo è la traduzione dell'articolo presente sull'Enciclopedia Britannica del 1911 ora di pubblico dominio.

Imperatori Romani
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