Gesù

thumb|right|150px|Natività in un presepe
thumb|right|150px|Statua lignea del Cristo crocifisso

Gesù deriva dall'ebraico יהושע [pron.: Yĕhošūa‘], attraverso il greco dei vangeli Iesoùs (Ιησους, Iēsoûs). "Gesù" che significa "Dio è salvezza".

Il nome Gesù non era raro in quell'epoca, per questo spesso era seguito da un appellativo, come Gesù il Nazareno, che specificava di quale Gesù si stesse parlando. Gesù di Nazareth è conosciuto come il Cristo (greco Χριστός, Christòs), o, usando la traslitterazione dell'equivalente ebraico, Messia (המשיח, Mashìach). Entrambe le parole significano "Unto", in relazione all'unzione che nel tempo dell'Antico Testamento si faceva ai re, ed è considerato il fondatore del Cristianesimo.

Gesù nacque, visse, morì e risorse in Palestina negli anni del principato di Augusto e di Tiberio. Una parte della sua storia è raccontata nei quattro Vangeli, "ma vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù, che, se fossero scrittte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere." (Gv 21,25).

Indice

Cristo e il calendario

Nella maggior parte dei paesi a maggioranza cristiana, ed in altri che si sono adattati, l'origine degli anni si conta a partire dalla nascita di Cristo. Tuttavia, studi abbastanza fondati hanno suggerito che la sua data di nascita vada anticipata intorno al 7 AC. Ad ogni modo, va però detto che ulteriori studi, condotti sui manoscritti di Qumran, rivalutano l'ipotesi che Gesù sia nato effettivamente nel periodo intorno al 25 dicembre precedente l'anno 1. Il calendario di Dionigi il Piccolo sarebbe dunque esatto. Si veda a riguardo l'articolo di Vittorio Messori nel Corriere della sera del 9 luglio 2003, "Gesù nacque davvero quel 25 dicembre".

Anche sulla data di morte vi sono molte discrepanze tra le varie versioni, ma le due più accreditate sono il 7 aprile 30 e il 3 aprile 33. Tutte e due queste date sono dei venerdì che precedono la prima domenica di luna piena di primavera, e sono in accordo con le prescrizioni del Concilio di Nicea per il calcolo della Pasqua

Vita di Gesù secondo i vangeli

thumb|Gesù dona a Pietro le chiavi sacre Secondo il racconto dei Vangeli Gesù nacque da Maria, sposa di Giuseppe, a Betlemme in Giudea, al tempo del re Erode, durante il primo censimento. La sua nascita fu caratterizzata da segni prodigiosi. Non si conosce la sua vita dai 12 anni fino ai 30. Successivamente, dopo avere compiuti i 30 anni di età, Gesù ricevette il battesimo di Giovanni il Battista, e a partire da quel momento cominciò a muoversi per la Giudea (allora provincia romana), identificando se stesso con il Messia preannunciato dalle sacre scritture e predicando una nuova forma di ebraismo, raccogliendo attorno a sé dodici apostoli e una folla di discepoli.

La sua predicazione venne considerata infine sovversiva dalle autorità romane e blasfema da una parte delle autorità ebraiche, e venne quindi condannato alla pena romana della crocifissione. Alla morte fece seguito la resurrezione, dopo tre giorni, a prova della sua origine divina.

Gesù secondo l'Ebraismo

thumb|Santino del Cristo Sebbene storicamente il cristianesimo sia nato in ambito ebraico, l'ebraismo non riconosce in Gesù il Messia né tantomeno le caratteristiche divine che i cristiani gli attribuiscono. L'ebraismo ritiene inoltre che le profezie e i riferimenti all'Antico Testamento che si trovano nel Nuovo Testamento (che non è considerato canonico) non siano pertinenti.

L'ebraismo ortodosso ritiene che la venuta del Messia non si sia ancora manifestata.

Interessanti riflessioni sulla figura di Gesù sono state fatte da un punto di vista ebraico da Leo Baeck in un saggio pubblicato in Germania nel 1938 (in piena dittatura hitleriana): "Il Vangelo: un documento ebraico". In esso Baeck ci vuole dimostrare, attraverso un'attenta analisi filologica dei vangeli, che questi, "ripuliti" dalle sedimentazioni paoline di carattere teologicamente antigiudaiche, ci trasmettono il messaggio profondamente ebraico di Gesù.

Gesù secondo l'Islam

I seguaci dell'Islam onorano la figura di Gesù come un profeta con il nome di Issa, nato miracolosamente dalla vergine Maria.

La divinità di Gesù

A Gesù Cristo nel cristianesimo si attribuisce sia la natura umana che quella divina. Questa dottrina si è progressivamente definita nel primo millennio del cristianesimo soprattutto nei primi sette concili ecumenici.

Vedi articolo: Cristologia

Rappresentazione di Gesù nell'arte

[[Immagine:Michelangelo.pieta.jpg|thumb|right|La Pietà di ]] Nei primi secoli del cristianesimo non si hannno rappresentazioni dirette di Gesù, ma piuttosto simboli o immagini allegoriche, come il pesce (il cui acronimo in greco aveva un significato religioso) o il buon pastore, derivato dalla tradizione classica.

Nel periodo tardo antico, con la legalizzazione del culto cristiano, si diffondono rappresentazioni dirette di Cristo, inizialmente raffigurato come giovane imberbe e poi come filosofo barbuto.

L'eta bizantina vede una fissazione dell'iconografia cristiana, anche a seguito della disputa sull'iconoclastia che porta ad una rigida codificazione della pittura di icone e su parete. Nell'alto medioevo la tradizione bizantina avrà una fortissima autorità anche in Occidente.

La più forte rottura fra Oriente e Occidente avrà luogo nel rinascimento (per Giorgio Vasari il pittore che tradusse la pittura dal greco al latino fu Giotto). In quest'epoca la figura di Gesù si laicizza e diventa il prototipo dell'uomo perfetto. Tale visione avrà il suo massimo esponente in Michelangelo, che però si concentrò anche sulla rappresentazione di Cristo morto nelle pietà. Da notare che il mezzo espressivo prediletto era la scultura su marmo, cioè una forma d'arte non tradizionale per la figurazione cristiana, più legata alla pittura.

Le rappresentazioni di Gesù più diffuse nell'ambito della Riforma protestante hanno di solito un carattere didascalico, mentre prevalgono in ambito cattolico, dopo il concilio di Trento, le rappresentazioni classicheggianti e patetiche al tempo stesso. Grande fortuna avranno ad esempio le raffigurazioni di Guido Reni di Cristo coronato di spine. Del resto, l'iconografia della Crocifissione è, per mole della produzione e qualità, argomento che merita una trattazione separata.

Altre rappresentazioni della vita di Gesù sono avvenute in forme particolari, come nel presepe - ricostruzione scenografica della natività di Cristo - che a Napoli ha trovato fin dal Settecento la culla di una propria scuola.

Per quanto riguarda la musica sacra, bisogna distinguere fra la musica utilizzata nella chiesa durante le funzioni religiose, nella quale i riferimenti a Gesù sono solitamente definiti dalla liturgia, e la musica da oratorio, una sorta di melodramma sacro che in alcuni casi si è ispirata direttamente alla vita di Gesù. Famose sono le cantate e le passioni di Johann Sebastian Bach, ispirate ai vangeli festivi del calendario luterano e l'oratorio di George Friedrick Haendel "il Messiah", composto per l'esecuzione teatrale.

Dal XX secolo la vita di Gesù è diventato anche un soggetto cinematrografico con esiti spesso controversi. I registi più noti che si sono occupati del tema sono Pasolini, Zeffirelli, Gibson. Famoso è anche il musical degli anni '70 "Jesus Christ Superstar".

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See also: Gesù, 1938, 2003, 30, 33, 3 aprile, 7 AC, 7 aprile, 9 luglio