Crispo

Crispo (Flavio Giulio Valerio Prisco) (intorno al 302 - 326), era figlio di Costantino I (280 - 337) e di Minervina.

Crebbe nella sede imperiale di Treviri ed ebbe come pedagogo Lattanzio. Nel 317 ricevette il titolo di cesare insieme all'appena nato fratellastro Costantino, figlio del nuovo matrimonio del padre con Fausta, figlia di Massimiano Erculio e sorella di Massenzio, e insieme a Liciniano, figlio dell'augusto Licinio, collega del padre per l'oriente. Nel 320 gli fu affidato il comando militare in Gallia, mentre il padre era occupato a difendere i confini orientali e nel 321 sposò una certa Elena, di cui conosciamo solo il nome, da cui ebbe una discendenza. Nel 323 sconfisse la flotta di Licinio nella battaglia di Crisopoli presso l'Ellesponto.

Nel 326 fu fatto giustiziare dal padre a Pola sembra a causa dell'accusa dell'imperatrice Fausta di aver tentato di sedurla, che ella lanciò forse allo scopo di garantire la successione dei propri figli. Poco dopo, accertata l'innocenza del primogenito, Costantino fece affogare la moglie durante il bagno. La sorte della moglie e dei figli di Crispo è ignota. Altre interpretazioni suggeriscono che Crispo si opponesse alla politica del padre, in particolare per quanto riguarda l'appoggio ai cristiani e la creazione della Nuova Roma a Bisanzio, e che sia stato giustiziato perché sospettato di un complotto, mentre Fausta sarebbe stata messa a morte per un sospetto di adulterio.

Secondo lo storico bizantino Zosimo fu in seguito ai rimorsi per la morte del figlio innocente che Costantino si avvicinò ancor più al cristianesimo e finì con il farsi battezzare in punto di morte dal vescovo ariano Eusebio.

Questa tragedia familiare ha lasciato anche una traccia archeologica: recentemente nel duomo di Treviri sono stati rinvenuti i frammenti di un soffitto cassettonato i cui riquadri erano stati dipinti con la raffigurazione dei membri della famiglia imperiale, probabilmente eseguito in occasione delle nozze di Crispo come parte del palazzo a lui destinato. Successivamente il volto del principe era stato cancellato, forse volutamente. Poco dopo il palazzo e la sala vennero distrutti ed al suo posto, probabilmente per volontà di Elena, madre di Costantino, venne edificata una chiesa espiatoria.

La vicenda del presunto incesto di Crispo e Fausta, che richiama il mito di Fedra e di Ippolito, ebbe un certo successo nella letteratura del XVII secolo, a partire dalla tragedia "Crispo" di padre Bernardino Stefonio, rappresentata al Collegio Romano nel 1597 e stampata nel 1601. Successivamente il compositore[ [Johann David Heinichen]] di Dresda (1683-1729) lasciò un'opera musicale incompiuta dal titolo "Flavio Crispo". Lo stesso argomento è trattato nell'opera "Fausta" di Gaetano Donizetti.

Collegamenti esterni

Il soffitto di Treviri

See also: Crispo, 1597, 1601, 280, 302, 317, 320, 321, 323, 326