Costa d'Avorio
| Costa d'Avorio | |||||
| |||||
| Motto: Union, Discipline, Travail (ossia Unione, Disciplina, Lavoro); | |||||
| 300px|Localizzazione geografica | |||||
| Informazioni | |||||
| Denominazione: | République de Côte d'Ivoire | ||||
| Lingua ufficiale: | francese | ||||
| Capitale: | Yamoussoukro (de facto Abidjan) (100.000 ab./ ) | ||||
| Politica | |||||
| Forma di governo: | Repubblica | ||||
| Capo di stato: | Laurent Gbagbo | ||||
| Capo del governo: | Seydou Diarra | ||||
| Indipendenza: | Dalla Francia, 7 agosto 1960 | ||||
| Ingresso all' ONU: | |||||
| Area | |||||
| Totale: | 322.460 km² | ||||
| Pos. nel mondo: | 67° | ||||
| % delle acque: | 1,4% | ||||
| Popolazione | |||||
| Totale: | 16.962.491 ab. (2003) | ||||
| Pos. nel mondo: | 57° | ||||
| Densità: | 53 ab./km² | ||||
| Geografia | |||||
| Continente: | Africa | ||||
| Fuso orario: | UTC +0 | ||||
| Economia | |||||
| Valuta: | Franco CFA | ||||
| Consumo energia: | kW/ab. | ||||
| Varie | |||||
| TLD: | .ci | ||||
| Prefisso tel.: | +225 | ||||
| Sigla autom.: | CI | ||||
| Inno nazionale: | L'Abidjanaise | ||||
| Festa nazionale: | |||||
| 300px| | |||||
| |||||
La Repubblica di Côte d'Ivoire (conosciuta fino al 1985 come Repubblica di Costa d'Avorio; si veda sotto circa il nome) è una nazione dell'Africa occidentale. Il suo nome, in francese dovrebbe scriversi Côte-d'Ivoire (con un trattino d'unione) ma il governo del paese si oppose alla modifica, così come si oppose anche alla traduzione del nome in lingue diverse dal francese (Ivory Coast, Costa d'Avorio, Costa do Marfim, ecc...). Confina ad ovest con la Liberia e la Guinea, a nord con il Mali e il Burkina Faso, ad est con il Ghana e a sud con il Golfo di Guinea. Nonostante il suo sviluppo economico sia insidiato dall'agitazione politica dovuta alla dilagante corruzione, la Costa d'Avorio rimane uno degli stati più prosperi dell'Africa occidentale.
| Indice |
Storia
Non si sa molto della Côte d'Ivoire nel periodo precedente l'arrivo delle navi europee, intorno al 1460. Il gruppo etnico principale vi giunse in epoca piuttosto recente, dalle zone vicine: il popolo Kru migrò dalla Liberia attorno al 1600; i Senoufo e i Lubi vi giunsero scendendo al sud dal Burkina Faso e dal Mali. Bisogna aspettare il 18o e 19o secolo perché vi giungesse anche il popolo Akan, inclusi i Baoulé, che emigrarono dal Ghana nell'area orientale del paese, insieme ai Malinkè, migrati nello stesso periodo dalla Guinea verso il nordovest della Costa d'Avorio.
In confronto con il confinante Ghana, la Côte d'Ivoire non ha sofferto molto dal traffico di schiavi. Le navi dei mercanti di schiavi preferivano altre zone lungo la costa che offrivano approdi migliori. La Francia si interessò alla Côte d'Ivoire intorno al 1840, persuadendo i capi locali a dare il monopolio dei commerci lungo la costa ai mercanti Francesi. Successivamente, i Francesi costruirono delle basi navali per tenere lontano gli altri mercanti e iniziarono una conquista sistematica dell’interno. L’occupazione fu ottenuta soltanto intorno al 1890 dopo una lunga guerra contro i Mandinka, originari per lo più del Gambia. La resistenza armata da parte dei Baoulé e di altri gruppi dell’Est continuò fino al 1917.
I Francesi avevano un obiettivo prevalente: stimolare la produzione di generi per l’esportazione. In breve tempo furono avviate lungo la costa delle piantagioni per la produzione di caffè, cacao e olio di palma. La Côte d'Ivoire divenne l’unico paese dell’Africa Occidentale con una apprezzabile popolazione di ‘coloni’; altrove in Africa Occidentale e Centrale i Francesi e gli Inglesi erano essenzialmente dei burocrati. Di conseguenza, un terzo delle piantagioni di cacao, caffè e banane erano nelle mani di cittadini Francesi e un odiato sistema di lavoro forzato divenne la spina dorsale dell’economia.
Félix Houphouët-Boigny, figlio di un capo Baoulé, era destinato a diventare il padre dell’indipendenza della Côte d'Ivoire. Nel 1944 egli fondò il primo sindacato agricolo del Paese, per i coltivatori di cacao come lui. Irritati dal fatto che la politica coloniale favoriva i proprietari di piantagioni Francesi, essi si unirono per reclutare lavoratori migranti per le loro stesse aziende agricole. Houphouët-Boigny assunse in breve un ruolo di rilievo e in un anno venne eletto al Parlamento di Parigi. Un anno dopo la Francia aboliva il lavoro forzato. Man mano che Houphouët-Boigny cominciò ad apprezzare il denaro e il potere, e divenne più amichevole nei confronti dei Francesi, lasciò gradualmente cadere le rivendicazioni più radicali della sua giovinezza. La Francia lo ricompensò facendolo diventare il primo Africano a diventare ministro in un governo Europeo.
Al momento della indipendenza della Côte d'Ivoire nel 1960, il Paese era nettamente il più prospero dell’Africa Occidentale Francese, con un contributo di più del 40% alle esportazioni della regione. Quando Houphouët-Boigny divenne il primo presidente del Paese, il suo esecutivo assicurò ai coltivatori prezzi elevati per stimolare ulteriormente la produzione. La produzione di caffè aumentò in modo significativo lanciando la Côte d'Ivoire al terzo posto come volume totale esportato dopo Brasile e Colombia. Per il cacao avvenne lo stesso: entro il 1979 i Paese era il maggiore produttore mondiale, diventando anche il maggior esportatore Africano di ananas e olio di palma. Tecnici francesi avevano pilotato da dietro le quinte questo programma, a cui spesso ci si riferiva come al ‘miracolo Ivoriano’. Nel resto dell’Africa gli Europei venivano espulsi a seguito dei processi di indipendenza; in Côte d'Ivoire al contrario aumentavano vistosamente. La comunità Francese crebbe da 10000 a 50000 unità, la maggior parte dei quali insegnanti e consiglieri. Per 20 anni l’economia mantenne un tasso annuo di crescita di quasi il 10%, il maggiore fra i paesi Africani non esportatori di petrolio.
Houphouët-Boigny governò con il pugno di ferro. La stampa non era indipendente ed era tollerato un unico partito politico. Houphouët-Boigny fu anche il maggior ideatore Africano di progetti faraonici. Per trasformare il suo villaggio, Yamoussoukro, nella nuova capitale vennero spesi così tanti milioni di dollari da farlo diventare lo zimbello della nazione. L’ilarità scomparve all’inizio degli anni ’80 quando l’economia Ivoriana fu scossa da una recessione internazionale e dalla siccità locale. Anche a causa del taglio indiscriminato degli alberi da alto fusto e della caduta del prezzo dello zucchero, il debito estero triplicò. L’eco dell’aumento della criminalità ad Abidjan arrivò sino in Europa. Il miracolo era finito.
Nel 1990, centinaia di lavoratori civili scioperarono, insieme agli studenti che protestavano contro la corruzione istituzionale. L'agitazione forzò il governo ad accettare la democrazia multipartitica. Houphouët-Boigny divenne sempre più debole e morì nel 1993. Il suo successore fu Henri Konan-Bédié.
Nell'ottobre 1995, Bédié venne confermato alla presidenza con il 96% dei voti contro un'opposizione frammentata e disorganizzata. Il suo governo perse però in breve tempo il sostegno internazionale. Bédié favorì l’aumento della corruzione, causando la diffusione del malcontento anche all’interno dell'esercito. Mandò in prigione diverse centinaia di sostenitori dell'opposizione ma d’altro canto migliorò l'economia, almeno superficialmente, con la diminuzione dell'inflazione e un tentativo di eliminare il debito estero.
Nel dicembre 1999, in seguito a una violenta rivolta popolare, Bédié fu infine rovesciato dal
Nel dicembre 1999, un gruppo di generali insoddisfatti organizzò un colpo di stato militare; il presidente Bédié fu rovesciato e costretto ad andare in esilio in Francia. Il colpo di Stato ebbe l'effetto di ridurre il crimine e la corruzione; i generali fecero pressioni per introdurre severe misure di austerità economica, e auspicarono una società meno dispendiosa, anche attraverso campagne di sensibilizzazione lungo le strade. L'esercito instaurò un Comitato di Salute Pubblica con il compito di condurre al più presto a libere elezioni nel paese.
Nel mese di ottobre 2000 Laurent Gbagbo, candidato del Fronte Popolare Ivoriano, sfidò il generale Robert Guéi, capo del Comitato di Salute Pubblica, alla presidenza del paese. Ma l'elezione non fu né pacifica né democratica. La vigilia delle elezioni fu segnata da agitazioni sia tra le fila dell'esercito che tra i civili. Il tentativo di brogli elettorali da parte di Guéi portò a un sollevamento popolare, che causò la morte di 180 persone e la sua rapida sostituzione con il probabile vincitore delle elezioni, Gbagbo. La corte suprema del paese escluse dalla competizione elettorale un capo dell'opposizione musulmano, Alassane Ouattara, motivando la sua ineleggibilità sulla sua nazionalità Burkinese. L'esclusione provocò violenti proteste tra i suoi sostenitori, principalmente nel nord musulmano del paese, combattute contro la polizia nella capitale, Yamoussoukro.
Il 19 settembre 2002, truppe di ribelli provenienti dal nord guadagnarono il controllo di gran parte del paese. L'ex presidente Guéi rimase ucciso nei combattimenti. Una prima tregua con i ribelli, che godevano del pieno appoggio della popolazione del nord, prevalentemente musulmana, si rivelò di breve durata e ripresero i combattimenti per conquistare le principali zone di coltivazione del cacao. La Francia inviò delle truppe per il rispetto dei confini della tregua; milizie irregolari, comprendenti signori della guerra e combattenti provenienti dalla Liberia e dalla Sierra Leone, approfittarono della crisi per impossessarsi di parte delle regioni occidentali.
Nel gennaio 2003, il presidente Gbagbo e i capi dei ribelli firmarono degli accordi per la creazione di un 'governo di unità nazionale'. Il coprifuoco fu tolto e le truppe Francesi ripulirono il confine occidentale del paese, che era fuori controllo. Ma i problemi centrali rimasero e nessuna delle due fazioni riuscì a realizzare i propri obiettivi.
Da allora, il governo di unità nazionale si è dimostrato estremamente instabile. Nel marzo 2004, 120 persone furono uccise durante un raduno dell'opposizione. Un rapporto sull'accaduto concluse che le uccisioni erano state premeditate. Nonostante i mediatori delle Nazioni Unite fossero sul posto, le relazioni tra Gbagbo e l'opposizione continuarono a deteriorarsi.
Politica
Articolo principale: Politica della Costa d'Avorio
Dal 1983 la capitale ufficiale è Yamoussoukro; comunque, Abidjan resta il centro amministrativo. La maggior parte dei paesi mantiene la propria ambasciata ad Abidjan. La popolazione continua a soffrire a causa del continuo stato di guerra civile. Le organizzazioni internazionali per i Diritti Umani hanno segnalato problemi relativi al trattamento dei civili prigionieri da parte di entrambi gli schieramenti e la ricomparsa del fenomeno dei bambini ridotti in schiavitù e impiegati come lavoratori nella produzione del cacao.
Dipartimenti
La Côte d'Ivoire è divisa in 19 regioni, a loro volta ripartite in 58 dipartimenti:
|
|
|
|
|
|
Geografia
La Côte d'Ivoire è un paese dell'Africa occidentale Sud-Sahariana. La zona occidentale è caratterizzata dalla presenza di scogli, baie e promontori rocciosi; mentre quella orientale è percorsa da grandi e profonde lagune, di cui gran parte risultano inaccessibili al mare a causa della presenza di piccoli arcipelaghi sabbiosi che formano una barriera naturale tra la zona litoranea e il mare aperto. I fiumi principali sono il Bandama, il Sassandra e il Komoé, nessuno dei quali navigabile poiché interrotti in più punti da rapide o soggetti a siccità durante la stagione secca. Bisogna attendere il 1950 perché venga costruito il primo canale, nella laguna di Ebriè, ad Abidjan. L'entroterra è invece caratterizzato da fitte foreste pluviali, dimora e rifugio di più di 200 specie di piante. Le foreste digradano rapidamente verso nord lasciando il posto ad una vegetazione più rada, tipica delle savane. Gli unici rilievi presenti si trovano nelle regioni occidentali di Man e Odienné, tra cui spiccano i monti Nimba, alti più di 1.750 metri. La fauna indigena comprende sciacalli, iene, leopardi, scimpanzè, elefanti, coccodrilli e diverse razze di rettili e serpenti velenosi.
Economia
La Côte d'Ivoire possiede una delle economie più prospere d'Africa, benché fragile poiché basata principalmente sull'esportazione di materie prime. Il suo mercato dipende pesantemente dal settore agricolo, infatti quasi il 70% del popolo Ivoriano è impiegato in qualche forma di attività agricola. La Côte d'Ivoire è inoltre la maggior produttrice ed esportatrice mondiale di caffè, semi di cacao e olio di palma. Conseguentemente, l'economia è altamente sensibile alle fluttuazioni dei prezzi internazionali di questi prodotti e delle condizioni meteorologiche. Dall'indipendenza del 1960 fino ai primi anni '80 il paese godette di un lungo periodo di notevole sviluppo economico, conquistandosi in tal modo un posto tra i paesi in via di sviluppo a medio reddito. Negli anni successivi l'economia subì però un forte arresto a causa del crollo dei prezzi dei principali prodotti d'esportazione e subì ulteriori danni a causa della siccità che interessò il paese. Fu inaugurato un programma di privatizzazione e il governo tentò, senza successo, di differenziare l'economia nazionale. Nonostante tutti questi sforzi la Côte d'Ivoire continuò a dipendere ancora in gran parte dall'agricoltura e dalle attività ad essa collegate; e a tutt'oggi quelle stesse attività danno lavoro a circa il 68% della popolazione del paese. Oltre a caffè, cacao e olio di palma, la Côte d'Ivoire produce ed esporta grandi quantità di banane e ananas (soprattutto nell'Unione Europea), noci, canne da zucchero, cotone, sesamo, copra, arachidi e caucciù. Ma è anche produttrice di manioca, riso, mais, miglio, patate dolci e sorgo, destinati soprattutto al consumo locale. Un altro settore di notevole rilevanza divenne, a partire dal 1977, quello manifatturiero; grazie soprattutto alla scoperta di giacimenti di petrolio al largo della costa. Il principale legname destinato all'esportazione è il mogano, e per quanto riguarda le estrazioni minerarie, bisogna segnalare la presenza di notevoli quantità di diamanti, manganese, nichel, bauxite e oro. Nel 2002 il PIL pro capite raggiungeva i 710 dollari.
Demografia
Articolo principale: Demografia della Costa d'Avorio
Il 76% della popolazione è Ivoiriana e costituisce la maggioranza delle persone che parlano francese. Sin da quando la Cote d'Ivoire si è stabilita come una delle più prospere nazioni dell'Africa occidentale, circa il 20% della popolazione consiste in lavoratori provenienti dalla vicina Liberia, dal Burkina Faso e dalla Guinea. Ciò contribuì durante gli ultimi anni ad aumentare in maniera costante le tensioni interne, in special modo poiché la maggior parte di questi lavoratori è musulmana mentre la popolazione nativa è in gran parte cristiana (soprattutto Cattolici romani e animisti). Circa il 4% della popolazione ivoiriana non è di origine africana, anche se non interamente bianca. Molti di loro sono cittadini francesi, britannici e spagnoli. C'è inoltre una minoranza americana e canadese di missionari protestanti. Nell'ottobre 2004 più di 50.000 stranieri, fra francesi e altri europei, sono stati costretti ad abbandonare la Cote d'Ivoire a causa di tensioni interne alla nazione.
Cultura
Articolo principale: Cultura della Costa d'Avorio
- Musica della Costa d'Avorio: Alpha Blondy, Gyil, Djun-djun
- Islam in Costa d'Avorio
Vedi anche: Lista di scirttori della Costa d'Avorio, Arte della Costa d'Avorio
Il nome
Storia
Il paese è conosciuto in italiano come Costa d'Avorio, e corrispondentemente tradotto in altre lingue: Elfenbeinküste in tedesco, Costa de Marfil in spagnolo, Ivory Coast in inglese e così via. A causa del disordine che tutti questi nomi avrebbero potuto produrre nelle tribune internazionali, nell'ottobre 1985, il governo chiese che il paese fosse conosciuto in ogni lingua come Côte d'Ivoire (e non Côte-d'Ivoire comme avrebbe dovuto esserlo in tipografia corretta francese). Infatti, secondo la legge nazionale, il nome del paese non può essere tradotto dal francese. Malgrado ciò, il nome continua di essere tradotto nelle varie lingue, anche perché una legge della Costa d'Avorio non s'impone alle regole grammaticali delle altre lingue. Però la Côte d'Ivoire fa applicare con tenacia questa sua volontà in ambito ONU, dove il nome non è mai tradotto, neanche in inglese.
Argomenti correlati
- Vie di comunicazione in Costa d'Avorio
- Trasporti in Costa d'Avorio
- Aspetti militari della Costa d'Avorio
- Rapporti stranieri della Costa d'Avorio
- Guerra civile in Costa d'Avorio
Referenze
Le fonti di questo articolo sono il CIA World Factbook 2000 e il sito web del dipartimento di stato USA del 2003. (l'articolo è in parte tradotto dalla wikipedia in lingua inglese)
Collegamenti esterni
(in inglese)
