Costantino I

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Costantino I thumb|right|200px|Costantino I Flavio Valerio Costantino, conosciuto come Costantino I il Grande (Naisso, oggi Nis, Serbia, 274 ca. - Nicomedia 337) fu imperatore di Roma dal 306 al 337, forse il primo fra gli imperatori romani a convertirsi al cristianesimo. Secondo il suo panegirista, Eusebio di Nicomedia, Costantino si fece da lui battezzare in punto di morte (la notizia non è però riportata da nessun altro storico).

Era figlio di Costanzo Cloro e di Elena Flavia Augusta (Sant'Elena Imperatrice). Giunto al potere dopo una lunga serie di guerre civili, Costantino dal 306 divenne imperatore insieme a Licinio. Fu il primo a comprendere l'importanza di realizzare una pace tra l'impero e la nascente Chiesa di Roma.

A questo proposito è famosa una leggenda. Il 28 ottobre 312 Costantino affrontò il cognato Massenzio in una sanguinosa battaglia al Ponte Milvio, sulla Via Flaminia alle porte di Roma. Il racconto vuole che la notte precedente la battaglia Costantino sognò Gesù, il quale gli chiese di far scrivere sugli scudi dei suoi soldati le lettere XP (che rappresentano in greco il nome di Cristo). Durante i combattimenti poi l'imperatore avrebbe visto apparire in cielo una croce e la scritta: “In hoc signo vinces”. La vittoria di Costantino fu schiacciante e il suo avversario morì affogando nel Tevere.

Ad ogni modo Costantino riconobbe con l'Editto di Milano del 313 la libertà di culto per tutte le religioni, ponendo fine alle persecuzioni. Prima di lui, infatti, molti degli imperatori romani avevano ritenuto che il Cristianesimo fosse pericoloso per l'unità dell'impero. Ancora l'imperatore Diocleziano tra il 300 e il 304 aveva ordinato una persecuzione durante la quale vennero pubblicamente bruciate le Sacre Scritture e morirono migliaia di credenti. Ma il Cristianesimo si era ormai infiltrato nella comunità ed era impossibile sopprimerne gli ideali. La persecuzione si esaurì.

Nell'Editto di Milano si affermava:

Noi, dunque Costantino Augusto e Licinio Augusto abbiamo risolto di accordare ai Cristiani e a tutti gli altri la libertà di seguire la religione che ciascuno crede, affinché la divinità che sta in cielo, qualunque essa sia, a noi e a tutti i nostri sudditi dia pace e prosperità.

Anche se Costantino con l'Editto metteva in parità tutte le religioni, favorì notevolmente il Cristianesimo, costruendo basiliche a Roma, Gerusalemme e nella stessa Costantinopoli; conferì alle chiese maggiori vaste proprietà, fece della domenica una festività pubblica e diede ai vescovi poteri giudiziari. Inoltre, contrastò il paganesimo con notevole durezza e quasi certamente fu lui ad emanare il primo editto che proibiva i sacrifici pagani ordinando la distruzione di molti templi.

Costantino trasferì a Bisanzio (rifondata come "Nova Roma", ma ben presto fu denominata dallo stesso imperatore Costantinopoli, oggi Istanbul) la sede dell'impero. Bisanzio resterà poi fino al 1453 capitale dell'Impero Bizantino.

È considerato santo dalla chiesa cristiana ortodossa ma non da quella cattolica, infatti non è riportato nel Martirologio Romano. Come santo è commemorato dalle Chiese Orientali e riportato nel Sinassario Costantinopolitano dove è celebrato il 21 maggio assieme alla madre Sant'Elena Imperatrice, diversamente dal rito romano che la celebra il 18 agosto.

I difetti dell'Imperatore: Egli fu il vero e proprio iniziatore dell'oscurantismo, un machiavellico opportunista che sfruttava a suo favore la credulità di massa: diffuse una propaganda falsa riguardo le sue origini, dicendo che il padre Costanzo Cloro, ex contadino dell'Illiria, era un discende nobile dell'Imperatore Claudio il Gotico, in modo da poter acquistare maggior prestigio presso l'opinione pubblica. Il suo famoso editto del 313 non fu che una sapiente manovra politica, dettata da puro calcolo, e non, come nel caso di Galerio, da vero timore divino. Costantino infatti, dopo gli insuccessi dei persecutori che lo precedettero, calcolò di poter sfruttare il cristianesimo, sempre più diffuso, come religione per unire l'Impero. Egli però si fece battezzare solamente nel 337, al momenteo della morte, e non morì cattolico ma eretico perchè il Vescovo che lo battezzò,Eusebio - lo stesso che ci racconta questo fatto - era appartenente alla setta degli Ariani. Costantino nel 326 fece strage dell'intera sua famiglia: uccise il primogenito Crispo, tanto giovane quanto precocemente valoroso, la seconda moglie Fausta con l'aiuto della santa madre Elena che preparò un bagno bollente in cui annegare la nuora; e il figlio di Licinio, il cui padre era già stato eliminato nel 324. Inventò di sana pianta la famosa visione di Ponte Milvio, e diffuse solo le notizie e le culture che gli convenivano. Rinnegò la sua appartenenza alla tetrarchia diffamando Diocleziano, ai cui insegnamenti in materia militare tra l'altro doveva molto, e condannando alla damnatio memoriae il suocero Massimiano. Trasferì la capitale a Bisanzio, gesto che contribuì infinitamente alla decadenza della parte occidentale dell'Impero.

See also: Costantino I, 1453, 18 agosto, 21 maggio, 274, 28 ottobre, 300, 304, 306