Conquistadores
Con il termine Conquistadores (Conquistatori) si indicano delle compagnie di soldati, esploratori e avventurieri che portarono gran parte delle Americhe sotto il controllo spagnolo, nel periodo che va dal XV al XVII.
Nei primi decenni del 1500, gli Europei conobbero le civiltà più evolute del nuovo continente. Si trattò di una vera e propria invasione che provocò la scomparsa di tali civiltà, ad opera dei conquistadores, cioè di compagnie di soldati al comando di avventurieri, spinti dall'avidità suscitata dalle enormi ricchezze del continente.
Il più celebre tra i Conquistadores fu Hernán Cortés, un nobile castigliano che, nel 1519, con poche centinaia di soldati, pochi cavalli e qualche pezzo di artiglieria sbarcò nell'America Centrale, dove fu accolto amichevolmente dagli Atzechi. Quando però questi si ribellarono alle esorbitanti richieste di Cortés, costui non esitò ad usare le armi da fuoco per sterminarli e ridurre in schiavitù i superstiti.
Tra i Conquistadores più noti ci fu anche Francisco Pizarro, conquistador spagnolo che annientò gli Incas impadronendosi delle loro immense ricchezze.
Bartolomeo de Las Casas, un domenicano, denunciò all’imperatore Carlo V ed al governo spagnolo le atrocità commesse dai conquistadores, ma fu ostacolato da alcuni teologi che, per favorire gli interessi degli affaristi, affermarono che gli indigeni erano privi d'anima e che quindi, potevano essere trattati come animali da soma. Solo alcuni decenni più tardi il governo spagnolo intervenne, mitigando la situazione degli indigeni, però ormai le civiltà precolombiane erano state distrutte.
