Congiuntivite
38px|left Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo, non sono prescrizioni né consigli medici - Leggi il disclaimer
La congiuntivite è l'infiammazione della congiuntiva.
Si distingue in due forme:
- congiuntivite semplice
- congiuntivite infettiva
Per vedere la congiuntiva palpebrale, occorre poggiare il pollice sul bordo inferiore, praticare una leggera pressione verso il basso, staccando la palpebra inferiore; lo spazio scoperto con questa manovra si chiama fornice inferiore. Esiste anche una fornice superiore, ma esaminarla risulta più complesso: un medico che lo voglia fare, deve afferrare il margine della palpebra superiore tra pollice e indice, invitare il paziente a guardare verso il basso, quindi appoggia un bastoncino al dito e con questo forza la palpebra, rovesciandola totalmente.
Queste manovre servono per rendersi conto del colore e dello stato della congiuntiva: un arrossamento è segno di infiammazione ovvero della congiuntivite.
| Indice |
Cause
La causa più semplice di infiammazione è la penetrazione di un corpo estraneo, come un granello di polvere o un piccolo insetto. In questi casi la congiuntiva reagisce aumentando le sue secrezioni, soprattutto di quella lacrimale, che produce il liquido per "lavare" il sacco congiuntivale: il liquido prodotto e qualche battito di palpebre, faranno passare il corpo estraneo nell'angolo interno dell'occhio, da dove sarà espulso.
Se il corpo estraneo si è conficcato nella congiuntiva o addirittura nella sottostante cornea, è necessaria l'asportazione tramite intervento medico.
Oltre a quella dovuta a corpi estranei, l'infiammazione può essere provocata anche da batteri o germi.
Reazione della congiuntiva
Il primo segno dell'infiammazione è l'arrossamento, più o meno intenso, della congiuntiva, dovuto al maggior afflusso di sangue (i vasi sanguigni vi appaiono disegnati in una fitta rete). Appare quindi una sensazione di calore, con la persistenza dell'irritazione, fuoriescono siero e cellule dei vasi sanguigni, tanto che il fenomeno può investire la congiuntiva fino a farla sollevare e staccare dalla sottostante cornea (chemosi).
Vi è un aumento della secrezione lacrimale, che si trasforma in un liquido sempre più denso, appiccicoso, tanto colloso che al mattino rende difficoltosa l'apertura delle palpebre.
Congiuntivite catarrale acuta
È la congiuntivite più frequente e la più facile da diagnosticare per l'evidenza dei sintomi presentati.
Inizia con irritazione che in genere colpisce entrambi gli occhi: bruciore e fastidio sono simili a quando qualcosa è entrato nell'occhio. Al mattino compare la cisposi (raccolta di secrezione agli angoli degli occhi). A volte la vista si annebbia a causa del muco presente, il problema sparisce con qualche battito di palpebre.
La malattia scompare in due o tre giorni, ma, se non curata, possono svilupparsi alcune complicazioni, quasi tutte interessanti la cornea, creando in questa una vera e propria ulcera.
Se trascurata, questa congiuntivite si può trasformare in congiuntivite catarrale cronica, caratterizzata da senso di pesantezza delle palpebre, prurito e bruciore.
Congiuntivite batterica
Di solito inizia in un solo occhio, ma in breve tempo colpisce anche l'altro.
Una forma che colpisce soprattutto i giovani, è provocata dal bacillo di Koch-Weecks. Caratteristica principale è la presenza di piccole emorragie, unita alle altre comuni manifestazioni.
La congiuntivite può essere causata anche da un pneumococco, il germe che provoca la polmonite.
Una congiuntivite particolare è quella detta angolare: ha caratteri meno acuti e si localizza sugli angoli delle palpebre. È causata dal diplobacillo di Morax-Axenfeld.
Anche il gonococco di Naisse (congiuntivite blenorragica) e il bacillo di Löffler (congiuntivite difterica) provocano forme di congiuntivite. Nella congiuntivite difterica, le palpebre si presentano gonfie e dure, la congiuntiva è molto infiammata. Si possono formare delle membrane aderenti, che asportate, lasciano delle ulcere, creando problemi all'integrità dell'occhio.
Congiuntivite da Chlamydia
Questa malattia colpisce soprattutto i giovani. L'infezione è quasi esclusivamente venerea ed è spesso associata con uretrite o cervicite. È una congiuntivite bilaterale e acuta, con secrezione mucopurulenta.
La diagnosi è consentita solo da esami culturali, sierologici e citologici. Se non viene adeguatamente curata, la malattia ha un decorso lungo e può cronicizzare.
La Chlamydia è una causa frequente di infezione agli occhi nei neonati; l'infezione viene trasmessa dalla madre durante il parto.
Altre forme di congiuntivite
Esistono altre forme di congiuntivite:
- la congiuntivite follicolare dei bambini: provoca fotofobia, con frequenti ammiccamenti, la congiuntiva non è infiammata, ma scostando la palpebra inferiore si possono vedere i piccoli noduli (follicoli), disposti in file, rosei e lucidi
- la congiuntivite flittenulare: in cui si sviluppa un nodulo roseo, soprattutto al limite tra cornea e congiuntiva, cui fanno capo minuscoli vasi sanguigni
- la congiuntivite primaverile: causa bruciore e prurito e colpisce soprattutto i giovani, dietro le palpebre sono presenti formazioni piatte e lucide, che, nella loro conformazione, danno l'impressione di un selciato.
Terapia
Le numerose varietà di congiuntiviti rendono la terapia molto diversificata, dalle forme più semplici in cui basta un banale impacco di una soluzione di acido-borico al 2% alle forme più complesse che necessitano di uno specialista.
- Congiuntiviti batteriche: si basa sulla somministrazione di antibiotici a largo spettro; utili possono risultare un collirio per il giorno e una pomata per la notte, importanti anche l'igiene locale e l'asportazione delle secrezioni eventualmente presenti; da evitare i bendaggi oculari.
- Congiuntivite da Chlamydia: si basa sulla somministrazione, locale o generale , di antibiotici.
Si utilizza atropina sotto somministrazione dello specialista come antidolorifico per dilatare il nervo ottico quando l'infiammazione si è estesa ad esso, causando la contrazione dolorosa di tale muscolo.
