Compact disc
Immagine mancante Cd_drive-lens_and_motor.jpg Meccanica di un lettore di CD-ROM |
Immagine mancante MO_OLYMPUS_OL-D640.jpg Un disco ottico riscrivibile in cartuccia |
Immagine mancante MO_Detail_Sectors.jpg Dettaglio di un riscrivibile |
| thumb|none|Mini CD |
| thumb|none|Mini CD a forma rettangolare |
Un Compact Disc, o CD, è un supporto di memorizzazione digitale composto da un disco di resina termoplastica trasparente, generalmente di 12 centimetri di diametro, ricoperto da un sottile foglio di materiale metallico sul quale sono memorizzate le informazioni come "buchi" (in inglese "pits") successivamente letti per mezzo di un laser.
L'origine del CD risale al 1979, quando fu inventato, congiuntamente, da Sony e Philips. La genesi del CD è dovuta alla ricerca, da parte del mondo della telefonia, di un sistema efficiente di moltiplicazione per le informazioni, attraverso la numerizzazione e semplificazione dei segnali. L'applicazione congiunta del sistema binario al suono e del laser diede vita al compact disc.
I formati di CD più diffusi sono:
- CD Audio per la memorizzazione di suoni: fu il primo, originale tipo di compact disc, messo in commercio nei primi anni '80.
- CD-ROM (Compact Disc Read Only Memory) usati per la memorizzazione di dati generici, stampati con appositi macchinari industriali. I CD-ROM di più larga distribuzione vedono una capienza di 74 minuti/650 MB e di 80 minuti/700 MB, mentre più rari sono i formati da 90 minuti e da 100 minuti/870 MB. A loro volta si dividono in:
- CD-R (Compact Disc Recordable): registrabili una sola volta con i comuni masterizzatori
- CD-RW (Compact Disc Rewritable): riscrivibili e perciò registrabili più volte.
- CD-I (Compact Disc Interactive): inventato dalla Philips nel 1986 e ceduto poi alla Sony, può essere definito il progenitore del DVD, in quanto è un supporto in grado di contenere audio, video ed altra multimedialità integrata.
Il Digital Audio Tape (DAT), un formato di nastro digitale in cartuccia, può essere usato per creare una copia digitale di un CD, con caratteristiche audio indistinguibili dall'originale, o per registrazioni audio dal vivo di qualità comparabile a quella del CD.
Questi supporti, sviluppati prima dei CD-RW, venivano utilizzati prevalentemente in ambito editoriale dato il loro costo elevato, ma soprattutto perché, per le loro stesse caratteristiche, minavano alla base la possibilità di protezione del diritto d'autore, e non ebbero perciò incentivo da parte di nessuna etichetta discografica. Negli Stati Uniti la RIAA portò il caso del DAT persino davanti al Congresso.
