Classificazione dei lavoratori
I lavoratori vengono, nell'ambito del diritto del lavoro, classificati in varie categorie, definibili legali se previste dalla legge, e sindacali se previste dai contratti collettivi.
Categorie legali
L'art. 2095 del Codice civile prevede quattro tipi di categorie di lavoratori subordinati: dirigenti, quadri, impiegati ed operai. I criteri di individuazioni vanno trovati nelle leggi speciali e nei contratti collettivi in relazione a cisascun ramo di produzione alla particolare struttura dell'impresa.
Paradossalmente però, l'unica vera categoria a differenziarsi nella disciplina legale, è quella dei dirigenti. Dirigente è colui che ha poteri decisionali nell'ambito dell'impresa o dell'eventuale luogo di lavoro che comportano anche determinate responsabilità. Consegue la riduzione di numerose tutele previste per le altre categorie, controbilanciata dalla forte indipendenza della categoria, la possibilità di propri sindacati e, spesso, uno speciale regime previdenziale.
I quadri invece, hanno avuto riconoscimento formale soltanto dal 1985, e sono soggetti che pur non essendo dirigenti, svolgono comunque attività di rilevante importanza ai fini dello sviluppo e dell'attuazione degli obiettivi dell'impresa. Riconoscimento formale che tuttavia non ha portato ad un'organica o differenziata disciplina rispetto alle altre categorie, dato che si applica quasi totalmente la disciplina prevista per gli impiegati.
Categorie sindacali
Le classificazioni sindacali variano da sindacato a sindacato e sono innumerevoli ed eterogenee. Tale classificazione divide i lavoratori in varie "qualifiche" e "livelli" sulla base di mansioni svolte, tuttavia totalmente convenzionali e mutevoli.
