Ciclope (mitologia greca)
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Mitologia greca</small> |
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Mitologia greca |
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Il ciclope è una figura della mitologia greca e romana.
Esseri enormi, caratterizzati dalla presenza di un solo occhio e dalla stazza abominevole. Ne ritroviamo il mito in molti testi della letteratura greca. Secondo Esiodo, Bronte, Sterope e Arge sono figli di Urano e Gea. Erano creature prodigiose, alti conoscitori dell'arte della lavorazione del ferro. La loro attività era fabbricare i fulmini di Zeus. Nella mitologia romana i Ciclopi erano gli aiutanti di Efesto (o Vulcano).
Omero ne parla nell'Odissea (libro IX) quando Ulisse incontra in Sicilia i loro figli: i barbari Ciclopi, che, ormai scordata l'arte degli avi che lavoravano come fabbri per Zeus, vivevano dediti alla pastorizia e isolati l'uno dall'altro in caverne. Omero da solo il nome di uno di loro, Polifemo, che fece prigioniero Ulisse e i suoi compagni.
- "Qui un uomo aveva tana, un mostro, che greggi
- pasceva, solo, in disparte, e con gli altri
- non si mischiava, ma solo viveva, aveva animo ingiusto.
- Era un mostro gigante; e non somigliava
- a un uomo mangiatore di pane, ma a picco selvoso ..."
- Omero
