Centrosinistra italiano

Con la locuzione Centrosinistra viene denominata la coalizione politica sorta in Italia nei primi anni Sessanta dall'unione - peraltro solo formale - di partiti situati al centro del cosiddetto arco costituzionale e partiti della sinistra del dopoguerra, uniti da un programma teso alla realizzazione di riforme che privilegiassero principalmente le classi sociali medio-basse.

Ufficialmente, il centrosinistra nacque nel 1963, cioè quando Aldo Moro - divenuto presidente del Consiglio - chiamò alla collaborazione governativa il PSDI e il PSI, oltre che gli storici alleati repubblicani e liberali formando un governo pentapartito.

Nonostante le proteste del PLI, inizialmente contrario alla presenza di uomini politici socialisti nel Consiglio dei ministri, e nonostante la tragica morte dello stesso Moro, avvenuta nel 1978, la formula politica del centrosinistra è andata avanti fino al 1987, anno in cui si chiuse la seconda legislatura guidata dal socialista Bettino Craxi.

Tra le riforme effettuate dal centrosinistra vanno ricordate quelle riguardanti la scuola media unica, la nazionalizzazione dell'energia elettrica e l'istituzione della Cassa per il Mezzogiorno.

Un secondo centrosinistra è sorto, di fatto, in Italia a partire dal 1995: ne fanno parte i partiti di centro e di sinistra che si riconoscono nell progetto dell'Ulivo guidato da Romano Prodi e che vinse le elezioni politiche del 1996, governando l'Italia fino al 2001.

Oltre allo stesso Prodi, i leader più importanti dell'attuale centrosinistra sono Massimo D'Alema, Francesco Rutelli, Giuliano Amato.

Nel 2005 la coalizione dell'Ulivo si è portata ad un'alleanza più estesa, costituendo l'Unione, con la partecipazione di Rifondazione Comunista guidata da Fausto Bertinotti e il rinnovato intento di coinvolgere la società civile.

See also: Centrosinistra italiano, 1963, 1978, 1987, 1995, 1996, 2001, 2005, Aldo Moro, Anni 1960