Cecenia
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| Capitale | Grozny | ||||
| Area - totale | 79a - 15.500 km² | ||||
| Popolazione - Totale | 49a - 1.103.686 (2002) | ||||
| Status politico | repubblica | ||||
| Distretto federale | Distretto Federale Meridionale | ||||
| Regione economica | Nord Caucaso | ||||
| Numero catastale | 20 | ||||
| Lingua ufficiale | russo, ceceno | ||||
| Presidente | Alu Alkhanov | ||||
| Primo Ministro | Sergey Abramov | ||||
| Inno | — | ||||
La Repubblica Cecena (in russo Чеченская Республика, in ceceno Нохчийн Республика/Noxçiyn Respublika) nota anche come Cecenia (in russo Чечня, in ceceno Нохчичьо/Noxçiyçö), è una repubblica autonoma della Federazione Russa. Confina a nordovest con la regione di Stavropol', ad est e nordest con la repubblica del Daghestan, a sud con la Georgia e ad ovest con le repubbliche dell'Inguscezia e dell'Ossezia del Nord. Si trova sulle montagne del Caucaso settenrionale nel distretto federale meridionale della Federazione Russa.
| Indice |
Storia
Parte dell'impero russo fino al 1859, Cecenia ed Inguscezia fuorono inglobate nella Repubblica Autonoma Socialista Sovietica Ceceno-Inguscia durante la nascita dell'Unione Sovietica. Durante la seconda guerra mondiale i ceceni furono deportati dal governo centrale sovietico nella repubblica sovietica del Kazakhstan. Fu loro concesso di ritornare alla loro regione d'origine solo nel 1957. Dopo il collasso dell'Unione Sovietica in Cecenia nacque un movimento indipendentista che entrò in conflitto con la Russia, non disposta a riconoscere la secessione della Cecenia.
Džokhar Dudayev, il presidente nazionalista della repubblica cecena, dichiarò l'indipendenza dalla Russia nel 1991. Nel 1994 il presidente russo Boris Eltsin inviò 40.000 soldati nella repubblica per impedirne la secessione e dando avvio alla prima guerra cecena. Tra i motivi dell'opposizone russa vi è anche la produzione petrolifera locale.
La Russia si è trovata presto in una situazione difficile, paragonabile a quella già sperimentata in Afghanistan. Le sue truppe mal equipaggiate e poco motivate subirono sconfitte anche notevoli ad opera dei ribelli ceceni. Le truppe russe riuscirono a prendere il controllo di Groznyj, la capitale, solo nel febbraio del 1995. Nell'agosto 1996 Eltsin si accordò con i leader ceceni per un cessate il fuoco che portò nel 1997 alla firma di un trattato di pace.
Il conflitto tornò a divampare nel 1999, annullando de facto il trattato esistente, dando inizio alla seconda guerra cecena. I separatisti ceceni continuano a rivendicare l'indipendenza della Cecenia ed hanno organizzato diversi attentati sia in Cecenia che in altre regioni della Russia, inclusa Mosca. La maggior parte della Cecenia è attualmente sotto il controllo dei militari federali russi.
Politica
La Cecenia è considerata una repubblica indipendente dai separatisti ed una repubblica federata dai suoi federalisti. La sua Costituazione regionale è entrata in vigore il 2 aprile 2003 dopo un referendum tenutosi il 23 marzo 2003.
Sin dal 1990 la repubblica cecena è stata al centro di conflitti legali, militari e civili riguardanti la sua indipendenza. L'attuale governo recepisce la maggior parte delle leggi della precedente repubblica socialista sovietica, della successiva repubblica cecena e della Federazione Russa. Questo compromesso viene visto da alcuni come troppo pro-federale. A dispetto dell'opinione corrente, la maggior parte dei cittadini ceceni vede la propria repubblica come parte della Federazione Russa (oltre il 70% anche secondo sondaggi di fonte indipendente e anti-russa).
Il primo leader della guerra separatista, Akhmad Kadyrov, visto oggi dai separatisti come un traditore, è stato eletto presidente della repubblica con l'83% dei consensi in un'elezione condotta alla presenza di osservatori internazionali il 5 ottobre 2003. L'OSCE ha tuttavia segnalato brogli elettorali e atti di intimidazione da parte dei soldati russi, nonché l'esclusione delle liste separatiste dalla contesa elettorale. Rudnik Dudaev è il capo del consiglio di sicurezza ceceno e Anatolij Popov il primo ministro. Lo scorso 9 maggio 2004 Kadyrov è stato ucciso in uno stadio di Groznyj con una mina posta nella tribuna d'onore fatta esplodere durante una parata a commemorazione della seconda guerra mondiale. Sergej Abramov ne ha assunto le funzioni ad interim dopo l'attentato.
Il 29 agosto 2004 si è tenuta una nuova elezione presidenziale. Stando alla commissione elettorale cecena, Alu Alkhanov, ex ministro dell'interno, ha ricevuto il 74% dei consensi. L'affluenza alle urne è stata dell'85,2%. Alcuni osservatori, quali il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e la Federazione Internazionale dei Diritti Umani di Helsinki, nonché i partiti di opposizione hanno contestato l'elezione citando, tra le altre cause, anche la mancata accettazione della candidatura del principale oppositore Malik Saidullaev dovuta a vizi di forma. Anche la conduzione dell'elezione è stata contestata, senza tuttavia l'apertura di contestazioni formali. Le elezioni sono state sorvegliate nel loro svolgimento dalla Comunità di Stati Indipendenti e dalla Lega Araba; osservatori occidentali, benché invitati, non hanno partecipato all'osservazione.
Oltre al governo eletto, esiste anche un autoproclamato governo separatista non riconosciuto da nessuno stato - benché ad alcuni suoi membri sia stato offerto asilo politico in alcune nazioni europee ed arabe. Il presidente di questo governo è Aslan Maškhadov, il ministro degli esteri è Il'jas Akhmadov. Aslan Maškhadov fu eletto con un mandato quadriennale in un'elezione tenuta sotto monitoraggio internazionale nel 1997, quando i separatisti rappresentavano una forza maggioritaria. Nel 2001 ha anche promulgato un decreto che ne prorogava la carica per un altro anno. Non gli è stato possibile partecipare elle elezioni presidenziali del 2003, dato che i partiti separatisti furono posti fuori legge e dato che su di lui pendevano accuse di terrorismo per il suo coinvolgimento nelle guerre separatiste. Maškhadov ha lasciato Groznyj e si è spostato nelle aree meridionali controllate dai separatisti all'inizio della seconda guerra cecena. Il presidente Maškhadov non è stato in grado di esercitare influenza sui signori della guerra che esercitano il controllo di fatto sul territorio ceceno e da ciò il suo potere ne è uscito ridimensionato. È molto probabile che le azioni del governo di Maškhadov, o perfino la sua dissoluzione, non portino ad effettivi cambiamenti dell'attuale situazione in Cecenia.
Divisioni Amministrative
Distretti
La Repubblica di Cecenia è divisa nei seguenti distretti (in russo районы)
- Naurskij (Наурский)
- Shelkovskoj (Шелковской)
- Nadterečnyj (Надтеречный)
- Groznenskij (Грозненский)
- Gudermeskij (Гудермесский)
- Sunženskij (Сунженский)
- Ačkhoj-Martanovskij (Ачхой-Мартановский)
- Urus-Martanovskij (Урус-Мартановский)
- Šalinskij District (Шалинский)
- Kurčaloevskij (Курчалоевский)
- Itum-Kalinskij (Итум-Калинский)
- Šatojskij (Шатойский)
- Vedenskij (Веденский)
- Nožaj-Jurtovskij (Ножай-Юртовский)
- Šarojskij (Шаройский)
Principali centri urbani
- Znamenskoe
- Naurskaja
- Ačkhoj-Martan
- Urus-Martan
- Groznyj
- Šali
- Gudermes
- Šelkovskaja
- Itum-Šale
- Šatoy
- Vedeno
- Nožaj-Jurt
Geografia
- Popolazione: 1,3 milioni di abitanti
- Area: 19,300 km²
- Confini:
- Interni alla Russia:
- Inguscezia
- Ossezia Settentrionale-Alania
- Daghestan
- Internazionali:
- Interni alla Russia:
Fiumi:
- Terek
- Sunža
- Argun
Economia
Nel 2003
Durante gli anni della guerra l'economia cecena è collassata. Il prodotto interno lordo, se fosse attendibilmente misurabile, risulterebbe essere una frazione di ciò che era prima delle guerre. I problemi dell'economia cecena hanno anche impatto sull'economia federale russa - molti crimini finanziari negli anni '90 sono stati commessi da (o con la copertura di) organizazioni finanziarie cecene. La Cecenia è all'interno della Federazione Russa la regione in cui si registrano i maggiori movimenti di capitali da dollari a rubli. Consistente è il giro di dollari USA falsi. I separatisti hanno previsto l'introduzione di una valuta locale, il Nahar, ma l'esercito federale russo finora l'ha impedita.
Tra gli effetti della guerra rientra la distruzione di circa l'80% del potenziale economico della Cecenia. L'unico settore industriale che è stato finora ricostruito è l'industria petrolifera. Nel 2003 la produzione locale è stata stimata in circa 1,5 tonnellate (circa 30.000 barili al giorno) contro la produzione massima degli anni '80 di circa 4 milioni di tonnellate. La produzione del 2003 rappresenta circa lo 0,6% della produzione totale russa.
Il tasso di disoccupazione è al 76%. Nonostante qualche miglioramento, baratto ed espedienti sono praticati da gran parte della popolazione.
Secondo il governo federale russo, sono stati spesi dal 2000 ad oggi oltre 2 miliardi di dollari per la ricostruzione dell'economia cecena. Tuttavia, secondo l'equivalente russo della Corte dei Conti (Sčotnayja Palata) non più di 350 milioni di dollari sono stati spesi come pianificato.
Popolazione
La maggior parte dei ceceni è di religione musulmana sunnita; la regione vi fu convertita tra il XVI secolo ed il XVIII secolo.
Alla fine dell'era sovietica i russi rappresentavano il 23% circa della popolazione (269.000 nel 1989), tuttavia la guerra ed i conflitti sociali hanno spinto molti russi a lasciare il paese. Alla fine degli anni '90 ne rimanevano nel paese circa 60.000.
Le lingue usate nella repubblica sono la lingua cecena e la lingua russa. La lingua cecena appartiene alla famiglia lingustica Vaynakh, o del Caucaso centro-settentrionale, che include anche le lingue inguscia e batsb. Alcuni ricercatori collocano questa famiglia linguistica in una super-famiglia ibero-caucasica.
La Cecenia ha una tra le popolazioni più giovani della Federazione Russa, la cui popolazione sta generalmente invecchiando. Nei primi anni '90 era una tra le poche regioni la cui popolaizone cresceva in modo naturale.
- Popolazione: 1.103.686 abitanti (2002)
- Urbana: 373.177 (42.5%)
- Rurale: 730.509 (57.5%)
- Maschi: 532.724 (48.3%)
- Femmine: 570.962 (51.7%)
- Età media: 22,7 anni
- Urbana: 22,8 anni
- Rurale: 22,7 anni
- Maschile: 21,6 anni
- Femminile: 23.9 anni
- Numero di nuclei familiari: 195.304 (1.069.600 persone)
- Urbano: 65.741 (365,577 persone)
- Rurale: 129.563 (704,023 persone)
Collegamenti esterni
in inglese, dove non altrimenti specificato
- Sito ufficiale del governo ceceno pro-russo (in russo)
- Sito ufficiale bilingue della ChRI news media
- Daimokh (in russo)
- Ministero degli esteri della ChRI (l'autoproclamato governo indipendentista)
- Il trattato di pace russo-ceceno del 12 maggio 1997
- forum moderato di notizie sulla Cecenia
- Russia Links Arab Millitants to Bombing in Chechnya by Michael Wines. The New York Times, December 28, 2002
- Almanacco "Fenomeno Cecenia" (in inglese e russo)
- CBC.ca News Indepth: Chechnya
- Dobbiamo parlare coi cceni - afferma Grigorij Javlinskij (in polacco)
- Sondaggi sulla Cecenia (ulteriori informazioni nella versione russa del sito)
- Di chi è la colpa?
- L'opinione di un gruppo di politici baltici sulle ultime elezioni presidenziali in Cecenia
- L'opinione dei russi sulla Cecenia
- Protesta a Groznyj contro la grazia a Budanov
- Il rapporto PACE sulla situazione politica in Cecenia
- Il rapporto PACE sulla situazione dei diritti umani in Cecenia
- WashingtonPost: Is there no solution to the nine-year-old Chechen bloodbath?
Letture ulteriori
in inglese
- Russia's Chechen Wars 1994 - 2000: Lessons from Urban Combat, by Olga Oliker. ISBN 0833029983. A strategic and tactical analysis of the Chechen Wars.
- Estratti significativi dell'opera sono disponibili gratuitamente on-line all'indirizzo http://www.rand.org/publications/MR/MR1289/
| Suddivisioni amministrative della Russia | 50px|Bandiera russa | ||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Soggetti federali | |||||||||||||
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| 1. Il 1 dicembre 2005, gli Oblast di Perm e Permyakia verranno uniti per formare il Krai di Perm. 2. Il 1 gennaio 2007, Evenkia e Taymyria verranno unite al Krai di Krasnoyarsk. | |||||||||||||
| Distretti federali | |||||||||||||
| Centrale | Meridionale | Nordoccidentale | Estremo Oriente | Siberiano | Urali | Privolzhsky (Volga) | |||||||||||||
