Equus caballus
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Il cavallo è un mammifero ungulato di grossa taglia. Il cavallo allo stato brado vive in branchi È usato come animale domestico e attualmente si trova diffuso in tutte le parti del mondo. I cavalli vengono adoperati come animali da sella, da soma e da tiro. Si ciba quasi esclusivamente di fieno e di avena.
A seconda dell'età e del sesso un esemplare può essere comunemente chiamato stallone, giumenta o puledro; mentre ronzino si riferisce a un cavallo di scarsa qualità.
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Origini e storia
Il cavallo è apparso sulla terra circa 55 milioni di anni fa. Gli evoluzionisti hanno una buona conoscenza del processo evolutivo che ha portato alla specie attuale. Gli studi fatti sui fossili dimostrano che il progenitore dell'odierno cavallo (Hyracotherium o eohippus) era alto non più di 30-40 cm al garrese ed i suoi arti avevano almeno 4 dita. Nel corso dei secoli mentre da una parte aumentava la statura, dall'altra diminuiva il numero delle dita, fino ad arrivare all'odierno Equus caballus che ha un'altezza media di 160 cm e poggia su di un unico dito rimastogli: il medio. La evidenza storica dell'addomesticazione del cavallo si ha in Asia Centrale verso il 3000 a.C.
Un progenitore dei cavalli attuali è considerato il tarpan, un cavallo selvatico europeo ufficialmente estinto nel 1876.
Le razze
thumb|300px|Cavallo islandese Una popolazione animale si può definire razza quando essa presenta nella sua discendenza caratteristiche omogenee. Tra le razze di tutto il mondo la più conosciuta e la più prestigiosa è quella del cavallo arabo. Da oltre duemila anni gli Arabi, sia per credenze religiose che per necessità pratiche di sopravvivenza, selezionano quasi con fanatismo questo piccolo grande cavallo.
Esso è ricercato per le sue forme perfette ed armoniche, per la sua grande intelligenza e per la sua resistenza fuori dal comune. Questo animale si è inoltre distinto per essere un ottimo miglioratore di tutte le altre razze anzi contribuendo alla formazione di nuove linee. Infatti non a caso è il progenitore di un altrettanto famoso e diffuso cavallo: il purosangue inglese. Quest'ultimo è in assoluto il cavallo che riesce ad esprimere le più alte velocità in corsa ed è anch'esso usato come miglioratore.
Altra razza molto importante è l'andaluso; direttamente derivato dall'arabo è stato un grande colonizzatore giacché fu portato in ogni parte del mondo dai conquistatori Spagnoli, in particolare nelle Americhe dove ha come discendenti il criollo, il paso peruviano, i mustang e via via dopo insanguamenti vari il quarter horse, l'appaloosa, il paint horse.
Le razze italiane
Le razze più note tra quelle rimaste in Italia sono:
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Maremmano
altezza media 160 cm, molto rustico e robusto, di carattere non facile ma adatto a tutti gli usi in equitazione è diffuso nella maremma Tosco-Laziale.
Lipizzano
deve il suo nome alla cittadina (ora in territorio Jugoslavo) di Lipizza. Ormai oltre alla suddetta località è allevato solo in Austria e in un allevamento statale alle porte di Roma. Cavallo molto elegante di temperamento docile ma energico, molto usato nell'Alta Scuola. Baio o morello alla nascita, diviene dall'età di sei anni prima grigio e poi bianco candido. Rarissimi i casi di cavalli che conservano il colore baio anche in età adulta. È forse il cavallo dal portamento più nobile e fiero, ha sicuramente andature spettacolari enfatizzate dal collo arcuato (quasi fosse un gigantesco cigno) e dalla coda portata alta. È il cavallo barocco per eccellenza, utilizzato dalla celebre scuola spagnola di Vienna.
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Murgese
si presenta quasi sempre morello , raramente grigio ferro con estremità nere, di media statura, robusto, molto docile e con zoccoli duri e piede sicuro, caratteristiche che ne fanno un buon cavallo da Turismo Equestre. Il portamento è fiero e tuttavia è un animale frugale e resistente, capace anche di grande affetto.
Salernitano
discende dal Persano ed ha un'altezza superiore alla media cosa che unita all'indole docile ed alla nevrilità ne fanno un ottimo soggetto per i concorsi di salto. Viene allevato nel centro Raccolta Quadrupedi dell'Esercito vicino a Grosseto ed in alcune zone della Campania.
Avelignese
di piccola statura (145 cm) ma molto robusto e sobrio ha un mantello che va dal sauro al sauro chiarissimo con criniera e coda bianche. La sua docilità unita all'affidabilità del suo piede ne fanno il compagno ideale per le escursioni e particolarmente per i ragazzi.
Anglo, Arabo, Sardo
Gli allevatori Sardi sono stati gli unici in Italia a saper creare un cavallo in grado di contrastare gli stranieri nelle gare di equitazione. Grazie al loro impegno ed alla loro passione hanno ottenuto un cavallo docile ma nevrile, di bel modello adatto a tutte le discipline sportive.
Con arabo si indica una razza nobile e molto selezionata, allevato fin da tempi antichissimi e caratterizzato da numerose doti che ne fanno il compagno ideale per il trekking e per altri sport. Anticamente era molto utilizzato per la cavalleria per la sua resistenza.
Rapporti estetico-funzionali
thumb|right|300px|Frisone Un cavallo lo si definisce "bello" quando ogni parte del corpo è in armonia con l'insieme. Da ciò si deduce che un cavallo bello è anche proporzionato e quindi funzionale. Vediamo per esempio come un difetto estetico vada quasi sempre ad incidere sulla struttura e nella dinamica di un cavallo.
- Testa grossa - già normalmente il peso del cavallo grava in maggior misura sul treno anteriore, quindi un aumento di peso non fa altro che provocare un ulteriore squilibrio in avanti con logorio degli anteriori.
- Narici piccole - il cavallo respira solo attraverso il naso, quindi maggior apertura significa respirazione migliore.
- Collo corto - ad esclusione del trotto in tutte le altre andature il cavallo fa un grande uso del suo bilanciere naturale che è il collo. In particolare nel galoppo e nel salto esso usa questo bilanciere per riequilibrare i rapidi spostamenti di peso. Quindi una buona incollatura è molto indicata nei cavalli da sella.
- Reni lunghe - è questo un difetto che diminuisce la capacità di sopportare carichi e non permette al cavallo di portare bene sotto di se i posteriori limitandone la capacità propulsiva.
- Petto stretto - anch'esso limita la capacità polmonare e normalmente data la vicinanza degli arti, provoca attinture.
I mantelli
Per il mantello si intende il complesso dei peli che rivestono il corpo del cavallo, proteggendolo dagli agenti atmosferici. Esso è l'elemento tra i più significativi nella distinzione tra i soggetti.
Possiamo suddividere i mantelli in: Semplici :bianco (albino), morello (nero), sauro Composti a 2 colori separati: baio, isabella, falbo e sorcino
Composti a 2 colori mescolati: grigio e ubero
Composti a 3 colori mescolati: roano
A due pelami: pezzato
In generale un mantello viene definito zaino quando si presenta di colore uniforme senza macchie di alcun genere e senza peli bianchi. La macchia bianca sulla fronte è detta stella, se appena accennata, fiore, se estesa sul naso nel senso della sua lunghezza lista.
Le balzane sono macchie bianche più o meno estese alle regioni inferiori degli arti.
Partendo dal basso si distinguono in:
- Traccia di balzana: limitata ad un solo lato della corona
- Piccola balzana: se estesa fino al nodello
- Balzana calzata: se arriva allo stinco
- Balzana alto calzata: se supera il ginocchio
- Grande balzana se invade interamente l'arto
Difetti di appiombo
I difetti di appiombo possono essere più o meno gravi ma tutti predispongono a malattie degli arti ed interferiscono nella dinamica del cavallo. Mediamente il peso di un cavallo si aggira sui 450 Kg che vengono scaricati a terra tramite arti relativamente piccoli. Ecco quindi che ogni variazione delle linee di appiombo viene a procurare un sovraccarico di alcune parti rispetto ad altre con conseguente affaticamento e deterioramento. Inoltre bisogna tenere presente che durante il movimento oltre all'aumento dei carichi dovuto alla velocità, si avranno problemi di traiettoria e difficoltà di passaggio con possibilità di attinture agli arti. Da quanto detto si deduce che tutta la morfologia esterna del cavallo è importante ma sono ancor più importanti gli arti e gli appiombi, specie per un cavallo da sella.
La ferratura
Il cavallo selvaggio nel suo peregrinare da un pascolo all’altro non ha bisogno di ferrature giacché compensa il naturale consumo dell’unghia con una crescita continua della parete esterna dello zoccolo. Invece quando viene utilizzato dall’uomo sia nello sport che nei lavori di campagna deve essere ferrato altrimenti il consumo dell’unghia diverrebbe eccessivo e dopo pochi giorni il cavallo sarebbe inutilizzabile. Ma vediamo innanzitutto come è strutturato il piede del nostro “amico” guardando la seguente tavola.
Si è sempre detto che la ferratura è un “male obbligatorio” ed in effetti è così, infatti ferrare un cavallo è un’operazione molto seria e delicata che va lasciata ad esperti maniscalchi evitando di ricorrere al “fai da te”. Mani inesperte possono causare danni irreversibile anche al miglior cavallo del mondo.
L'alimentazione
Il cavallo è un mammifero erbivoro e migratore. Ciò ha influito nella sua evoluzione con un aspetto esteriore ed una conformazione interiore capace di sfruttare al meglio l'ambiente. Notiamo perciò che l'apparato digerente è strutturato per ricevere piccole ma continue quantità di cibo. Prendiamo in esame, brevemente, questi apparati:
I denti
Il cavallo maschio adulto ne ha 40 mentre la femmina 36 (perché mancante degli scaglioni) cosi' distribuiti: 12 molari, 12 premolari, 4 scaglioni, 12 incisivi che a loro volta si distinguono in: 2 picozzi, 2 mediani e 2 cantoni (o laterali). Gli spazi tra gli incisivi e i premolari sono detti barre. Dopo la nascita si ha l'eruzione dei denti da latte che verranno via via sostituiti dai permanenti, ed al quinto anno di età si dice che il cavallo ha la "bocca fatta". Con la masticazione si ha un continuo consumo della tavola dentaria, che però viene compensato da una costante crescita del dente. Quindi è possibile stabilire con discreta esattezza l'età del cavallo in base alla forma della tavola dentaria degli incisivi inferiori.
L'apparato digerente
Osservando una tavola di anatomia del cavallo ci salterà subito all'occhio la sproporzione tra lo stomaco e l'intestino. Lo stomaco ha una capacità relativamente piccola (15/18 litri) mentre l'intestino è enormemente più grosso. Tutto ciò porta ad una conclusione e cioè che il cavallo potrà assumere poco cibo per volta, ma in continuazione in modo da tenere sempre rifornito il grosso intestino. Quindi non potendo far pascolare liberamente il nostro cavallo, faremo in modo che la sua razione giornaliera venga suddivisa in più pasti con un minimo di tre.
Gli alimenti
L'alimentazione di un cavallo viene stabilita in relazione al peso, all'età, alla razza, al sesso ed la lavoro svolto. Quindi distinguiamo principalmente tre tipi di razione:
- di mantenimento (cavallo a riposo);
- di lavoro leggero (mezz'ora al giorno o saltuariamente)
- di lavoro pesante (una o più ore al giorno)
Gli alimenti che concorrono alla nutrizione del cavallo sono:
Fieno: il migliore è quello maggengo o di primo taglio da prato polifita. Deve avere un colore giallo-verdognolo ed essere privo di muffe e polveri.
Avena: fra le granaglie è la più appetitosa con maggior potere energetico, pur risultante alquanto eccitante. Anch'essa deve essere asciutta e priva di muffe, polvere e semi estranei.
Orzo: è più nutriente dell'avena ma meno eccitante. È preferibile somministrarlo schiacciato.
Crusca: ha scarso potere nutritivo, ma in piccole quantità nei pastoni risulta rinfrescante.
Erba: per erba si intende quella fresca o al massimo quella appena appassita. Contiene un'elevata percentuale di acqua e quindi per raggiungere il corrispondente del fieno ne va somministrata una quantità maggiore, anche se con molta attenzione dato che può provocare fenomeni di fermentazione.
Regole di alimentazione
- Abbeverare sempre prima dei pasti;
- Somministrare sempre nell'ordine: fieno-concentrati;
- Non effettuare repentini cambiamenti di dieta;
- Non somministrare farine o crusche senza averle preventivamente bagnate;
- Affettare sempre carote, barbabietole, mele onde evitare ostruzioni
- Il cavallo non consumi la razione di fieno per terra se scuderizzato in quanto si può abituare al sapore delle profende con conseguenze all'apparato digerente, ma comunque in basso in modo da rispettare la posizione naturale del pascolo e permettergli di non ingerire e respirare la polvere;
- I semi di lino vanno dati sempre ben cotti a causa della loro tossicità;
Scuderizzazione
I locali nei quali vengono ricoverati i cavalli devono essere ampi, non umidi, arieggiati. La temperatura ambiente non deve superare i 20 gradi d'estate e non scendere sotto i 5 gradi in inverno. Il cavallo può essere tenuto in scuderia nei seguenti modi:
- In posta:
Il cavallo viene tenuto sempre legato alla mangiatoia con una corda munita di contrappeso in modo da tenere la stessa sempre tesa onde evitare incidenti. I lati della "posta" sono delimitati dai "battifianchi" che possono essere in legno o in muratura o mobili. Le dimensioni di una posta fissa sono: largh. min.120 cm lungh.300 cm.
- In box:
È di gran lunga la sistemazione migliore. Esso è costituito da un locale a pareti lisce, di dimensioni variabili da un minimo di cm 250 X 300 ad un massimo di cm 400 X 400 con ai due angoli opposti la mangiatoia per i concentrati ed il beverino dell'acqua. Nel box il cavallo viene tenuto libero in modo da permettergli di coricarsi e muoversi con un certo agio.
Sia nel "box" che nella "posta", il pavimento deve essere di materiale poco assorbente e facilmente lavabile, con una leggera inclinazione verso il tombino di raccolta delle urine. Esso inoltre và ricoperto con un buon strato di paglia di frumento asciutta e non polverosa (che il cavallo userà anche come alimento complementare), oppure può essere utilizzata una "lettiera" di trucioli ben puliti da corpi estranei.
Voci correlate
- Equitazione
- Tarpan
- cavallo (scacchi)
- cavallo di Troia
- ferro di cavallo
- Cavallo (zodiaco cinese)
