Missione spaziale Cassini-Huygens

thumb|350px|Rappresentazione artistica della Cassini durante la manovra di inserimento nell'orbita di Saturno La sonda Cassini è una sonda spaziale interplanetaria, lanciata il 15 ottobre 1997, con il compito di studiare il sistema di Saturno, comprese le sue lune e i suoi anelli. È stata la prima sonda ad entrare nell'orbita del pianeta, il primo luglio 2004 (ore 04:12 GMT) , ed è stata solo la quarta ad averlo visitato. (prima della Cassini erano già passate le Pioneer e le Voyager)
Essa prende il nome dall'astronomo franco-italiano Gian Domenico Cassini che, verso la fine del 1600, ebbe un ruolo di primaria importanza nello studio di Saturno e dei suoi anelli.

Indice

Cronologia del programma

Piano di volo

thumb|200px|La partenza, dal Complesso di Lancio 40, di Cape Canaveral

La navicella

right|thumb|380px|Sonda Cassini Sviluppata dalla NASA in collaborazione con l'ESA (l'agenzia spaziale europea) e con l'ASI (l'agenzia spaziale italiana), la sonda Cassini è un prodigio della tecnologia spaziale del 20° secolo, costituita da due componenti distinte: un orbiter e una sonda secondaria (Huygens).

Alta 7 metri (quasi quanto una casa di 3 piani) e larga 4, questa sonda da 6 tonnellate (orbiter, sonda huygens e propellente compreso) è dotata di un'antenna parabolica larga poco meno di 4 metri, un'asta-magnetometro lunga 13 metri, 22.000 connessioni elettriche, 12 chilometri di cavi elettrici, 82 unità di riscaldamento a radioisotopi, 16 motori di assetto ("thrusters") a idrazina, e la maggior parte dei sistemi è "ridondata", ovvero affiancata da un analogo sistema di riserva, per minimizzare le probabilità di guasti, che non avrebbero possibilità di essere riparati: la sonda si trova attualmente (2004) a circa un miliardo di chilometri dalla Terra, e i suoi segnali radio, pur viaggiando alla velocità della luce (300 mila chilometri in un secondo) impiegano circa 90 minuti per raggiungere la Terra.

Cassini è stata l'ultima delle "grandi" missioni spaziali della NASA. Ne ha tutte le caratteristiche tipiche: grandi dimensioni, grande abbondanza di apparecchiature, lungo tempo di sviluppo e costo elevatissimo: circa 5 miliardi di dollari, comprensivi delle operazioni durante la vita della sonda, che sarà alla fine di circa un decennio. Dopo lo sviluppo della Cassini, la NASA passò alla filosofia faster, better, cheaper (più veloce, meglio, più economico), con alterni risultati.

Al momento del lancio, i generatori atomici della Cassini provocarono numerose polemiche da parte di ambientalisti che sottolineavano il rischio di contaminazione ambientale in caso di incidente. I generatori atomici della Cassini sono unità RTG passive: non hanno reattori atomici, ma sfruttano semplicemente il calore prodotto dal decadimento radioattivo di una piccola quantità di plutonio per produrre corrente elettrica. Per dirla in modo immaginoso, sono un piccolo contenitore di scorie nucleari che le usa per produrre energia. Nel peggiore dei casi, un incidente avrebbe potuto comportare lo spargimento del plutonio nell'atmosfera. La NASA sottolineò come le unità RTG fossero rinchiuse in un contenitore progettato apposta per sopravvivere anche all'esplosione totale del razzo, e se pure esso si fosse rotto, la quantità di plutonio sarebbe stata così piccola da far aumentare a malapena il livello di radioattività rispetto al fondo di radioattività naturale già presente nella zona. La questione venne messa a tacere dal lancio, che risultò perfetto.

È da notare che, in una missione precedente, un'unità RTG simile a quella della Cassini uscì effettivamente intatta dall'esplosione del razzo che la conteneva. L'unità fu recuperata e le sue condizioni erano talmente buone da essere imbarcata in una missione successiva.

L'orbiter

Viene alimentato da tre generatori atomici, ed è la parte principale della sonda, quella, cioè, che è stata messa in orbita attorno a Saturno e che ha compiuto il viaggio dalla Terra. Ha un peso di oltre 2 tonnellate ed è dotato di 12 differenti strumenti scientifici, due registratori digitali di dati, due computer primari e 50 computer secondari. la sua strumentazione di bordo comprende camere per immagini operanti sia in luce visibile, che nell'infrarosso e nell'ultravioletto. Le immagini ottenute da questi strumenti sono fondamentali per fornire un'esatta morfologia dei corpi osservati e saranno integrate anche dai dati raccolti dai radar di bordo per costruire una mappa dettagliata della superficie di Titano. La sonda possiede inoltre alcuni spettografi utili per lo studio della temperatura e della composizione chimica della superficie di Saturno, della sua atmosfera, nonchè dei suoi celebri anelli. Altri strumenti, infine, permettono di analizzare le proprietà e il comportamento del gas ionizzato all'interno della magnetosfera del pianeta e di risalire, quindi, alle sue caratteristiche e all'intensità del campo magnetico.

Cassini comunica con la Terra principalmente tramite una grande antenna parabolica, costruita per conto dell'ASI dall'azienda italiana Alenia Spazio; con un diametro di quattro metri e assistita da un complesso sistema elettronico di bordo essa gestisce quattro bande di frequenze: X, Ka, S, Ku.

Huygens

thumb|250px|La sonda Huygens durante le ultime fasi di preparazione prima del lancio

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Un'immagine che illustra, con un parallelismo uomo-macchina, la dotazione di Cassini

Montata all'interno dell'orbiter, è presente una sonda secondaria (le sue dimensioni non superano i 3 metri di diametro per 350 Kg di peso), Huygens, atterrata su Titano il 14 gennaio 2005, circa tre settimane dopo essersi staccata dalla sonda principale. Dopo la fase di avvicinamento, è entrata nel campo gravitazione di Titano e ha iniziato la discesa guidata attraverso la sua atmosfera rallentata da un paracadute (solo nella prima fase) e da razzi frenanti. In questa fase (della durata di circa due ore) una speciale telecamera ha effettuato una prima ripresa della superficie di Titano, fondamentale per poterne studiare la geologia. Parallelamente, i sensori di bordo hanno provveduto ad una costante misurazione della temperatura delle nubi, mentre gli spettrografi hanno misurato la loro composizione chimica e le caratteristiche fisico-chimiche delle particelle di polvere in sospensione nell'atmosfera. Un ulteriore esperimento condotto durante la fase di discesa è stata la misurazione della velocità dei venti sulla superficie di Titano (attraverso tecniche Doppler). Al momento dell'atterraggio la sonda aveva energia appena sufficiente per effettuare una seconda volta tutte queste misure. Mezz'ora dopo si è spenta definitivamente.

Collegamenti esterni

Cassini Categoria:Saturno

See also: Missione spaziale Cassini-Huygens, 11 giugno, 14 gennaio, 15 ottobre, 1600, 1982, 1983, 1984, 1985, 1988