Carta da gioco
Jean-Baptiste_Siméon_Chardin_001.jpg
Una lato di ogni carta (il "fronte" o "faccia") porta dei segni che la distinguono dalle altre e determinano il suo uso nelle regole di un particolare gioco quando viene giocata, mentre l'altro lato (il "dorso" o "retro") è identico per tutte le carte di un particolare mazzo, di solito di una tinta unità o qualche motivo astratto. Nella maggioranza dei giochi le carte sono raggruppate in un "mazzo" ed il loro ordine viene reso casuale mediante una procedura detta mescolamento in modo da fornire un elemento di casualità in un gioco.
| Indice |
Storia
Origini
Le origini delle carte da gioco è oscura, ma è praticamente certo che nacquero inizialmente in Cina successsivamente all'invenzione della carta, probabilmente intorno al X secolo. Le antiche cinesi "carte moneta" avevano tre "semi": Jian o Qian — "monete", Tiao — "stringhe" (di monete, che su rozzi disegni potevano essere mal interpretate come bastoncini - nota:: le monete cinesi erano forate per essere infilate su una corda), Wan — "diecimila", a questi si aggiungevano altre tre carte singole Qian Wan — "Migliaia di Diecimila", Hong Hua — "Fiore Rosso") e Bai Hua — "Fiore Bianco"). Queste erano rappresentate da ideogrammi con numerali da 2 a 9 sui tre semi. Wilkinson suggerisce in The Chinese origin of playing cards che le prime carte siano state in realtà denaro reale e che fossero contemporaneamente lo strumento di gioco e la posta scommessa. Le tessere del moderno Mahjong tiles e del domino si sono probabilmente evolute da queste prime carte da gioco. La parola cinese p'ai viene usata per descrivere sia le carte da gioco che le tessere da gioco.
Il tempo ed i modi dell'introduzione delle carte da gioco in Europa è oggetto di discussioni. Il 38° canone del Concilio di Worcester (1240) viene spesso citato come dimostrazione dell'esistenza delle carte in Inghilterra alla metà del XIII secolo, ma i giochi de rege et regina che vi vengono menzionati sono ritenuti più probabilmente essere stati gli scacchi. Se le carte da gioco fossero state conosciute diffusamente in Europa già nel 1278 allora probabilmente Francesco Petrarca li avrebbe citati nel De remediis utriusque fortunae nella parte in cui parla dei giochi d'azzardo. Altri scrittori dell'epoca (tra cui Giovanni Boccaccio, Geoffrey Chaucer) citano o si rifersicono a vari giochi, ma non esiste un singolo passaggio che si possa attribuire alle carte da gioco. Sono stati citati diverse opere di o relative a questo periodo, ma le ricerche moderne portano a supporre che la parola resa come "carte" sia stata interpolata o tradotta erroneamente.
È probabile che le antenate delle moderne carte da gioco siano arrivate in Europa attraverso i contatti con i Mammelucchi egiziani alla fine del XIV secolo, per quell'epoca avevano già assunto una forma molto simile a quella in uso oggi. In particolare il mazzo dei Mammelucchi conteneva 52 carte, che formavano quattro "semi": Jawkân — bastoni da polo, Darâhim — "denari", Suyûf — "spade" e Tûmân — "coppe". Ogni seme conteneva dieci carte numerate da 1 a 10 e tre figure (o "carte di corte") chiamate malik (Re), nā'ib malik (Vicerè o Deputato del Re) e thānī nā'ib (Secondo o Sotto -Deputato). Le figure Mammelucche mostravano disegni astratti senza ritrarre persone (a causa della legge islamica che vietava di ritrarre le persone), ma riportavano il nome di ufficiali dell'esercito. Un mazzo completo di carte da gioco Mammelucche fu scoperto da L.A. Mayer nel Topkapi Sarayi Museum, di Istanbul, nel 1939; questo mazzo particolare non fu realizzato prima del XUV secolo ma le sue carte si acoppiavano a quelle di un frammento datato tra il XII e il XIII secolo. Ci sono alcune prove che suggeriscono che questo mazzo si sia evoluto da un mazzo precedente composto da 48 carte che aveva solo due figure per seme ed alcune altre prove sembrano suggerire che le prime carte cinesi arrivate in Europa siano passate per la Persia che a sua volta ha influenzato i mammelucchi.
Si ignora se queste carte abbiano influenzato le carte indiane usate nel gioco della Ganjifa o se sia avvenuto il contrario. In ogni caso le carte indiane si distinguono per diverse caratteristiche: sono rotonte, generalmente dipinte a mano con schemi intricati e comprendo più di quattro semi (a volte fino a dodici).
Diffusione nell'Europa e primi modifiche di aspetto
Alla fine del XIV secolo l'uso delle carte da gioco si diffuse rapidamente in Europa. Tra i primi riferimenti diffusamente accettati alle carte da gioco ci sono:
- 23 Maggio 1376: un'ordinanza Fiorentina vieta il gioco delle naibbe — "naibe" è un nome arcaico per le carte da gioco, probabilmente derivato da 'nā'ib - "deputato" in arabo ed il nome di una delle figure delle carte da gioco mammelucche.
- 1377 Nel sermone "Tractatus de moribus et disciplina humanae conversationis" di un frate domenicano di Basilea descrive un gioco di carte.
- 1377 Un'ordinanza parigina vieta il gioco delle carte nei giorni feriali
- 26 Ottobre 1380 Barcellona, nell'inventario del mercante Nicolas Sarmona viene elencato "un gioco di carte (nayps) di 44 pezzi"
Il mazzo di carte più antico che ci sia pervernuto è il Stuttgarter Kartenspiel ("Mazzo di Stoccarda") risalente al 1430
Gli Europei sperimentarono particolarmente con la struttura delle carte da gioco nel XV secolo. Le figure delle carte cambiarono per rappresentare le famiglie reali Europee ed i loro vassalli, originariamente "re", "cavalieri" e "servi". Le regine furono introdotte in modi differenti. Nei primi mazzi da carte da gioco tedesche arrivati fino a noi (e risalenti al 1440) le Regine rimpiazzano i Re in due dei semi come carta di maggior valore. Durante il XV secolo furono comuni mazzi da 56 carte contenenti un Re, Regina, Cavaliere e Servo. Anche i semi variarono, molti produttori non videro il bisogno di avere un insieme standard di nomi per i semi, quindi i primi mazzi aveva nomi differenti per i semi (sebbene tipicamente fossero comunque quattro). Le carte prodotte dagli stampatori tedeschi usarono i semi di cuori, campane, foglie e ghiande ancora presenti nei mazzi della Germania meridionale e orientale usati per il gioco dello Skat. Le più tarde carte italiane e spagnole del XVI secolo usarono spade, bastoni, coppe e denari. È probabile che il mazzo dei Tarocchi sia stato inventanto nell'Italia in questo periodo sebbene si creda spesso erroneamente che sia stato importato in Europa dagli zingari. Mentre originariamente (ed ancora oggi in molti luoghi, sopratutto in Europa) sia stato usato per il gioco dei Tarocchi, il mazzo viene oggi più spesso usato come strumento per la cartomanzia e per altre pratiche occulte. Questo probabilmente si sviluppò a partire dal 1780 circa, quando i filosofi occulti associarono erroneamente i simboli sulle carte dai Tarocchi ai geroglifici egiziani.
I quattro semi (cuori, quadri, picche e fiori) ora usati nella maggior parte del mondo ebbero origine in Francia approssimativamente nel 1480. Questi semi sono probabilmente prevalsi perchè essendo a tinta piatta anzichè disegni più elaborati, potevano essere prodotti più economicamente (vedi Tecniche di produzione. Il trèfle (così chiamato per la somiglianza alla foglia del trifoglio) derivò probabilmente dalla ghianda dei semi tedeschi, e così anche per il pique derivato dal seme della foglia tedesca (ma assumendo il nome delle seme delle spade italiano — anzichè che per la sua somiglianza ad una picca come comunemente supposto). In Inghilterra vennero usati i semi francesi, nominandoli hearts ("cuori"), clubs (letteralmente "bastoni", un unione del simbolo francese unito al nome italiano, per gli italiani moderni è però il seme detto "fiori"), spades (corrisponde al francese pique, ma prende il nome dal simbolo italiano spade, per gli italiani moderni è il seme di picche — nota: la parola spade in inglese al di fuori dei semi delle carte significa "vanga", si è quindi preso letteralmente la parola italiana senza tradurla nell'inglese sword) e diamonds (gli italiani quadri). Questa confusione di nomi e simboli è riferita da Chatto come segue:
"Se le carte erano realmente conosciute in Italia e Spagna alla fine del XIV secolo non è improbabile che il gioco fosse stato introdotto in questo paese (nota: l'Inghilterra) da alcuni dei soldati inglesi che servirono sotto Hawkwood ed altri capitani mercenari nelle guerre di Italia e Spagna. Comunque pare certo che le prime carte da gioco comunemente usate in questo paese sono state dello stesso genere, per quanto riguarda i segni dei semi, di quelle usate in Italia e Spagna."
Le figure che comparivano sulle carte avevano similmente attraversato alcuni cambiamenti in aspetto e nome. Le prime erano elaborate figure intere, in particolare quelle francesi spesso avevano il nome di particolari eroi ed eroine storici o delle fiabe. Rouen fu un centro prolifico di produzione nel XVI secolo, da qui si originarono molti degli elementi delle carte di corte ancora presenti nei mazzi moderni. È probabile che le carte di Rouen fossero importate in Inghilterra diventantovi uno standard, sebbene altri stili fossero più popolari in europa (particolarmente in Francia fu lo stile parigino a diventare standard). La figure prodotte da Rouen erano chiamate tradizionalmente: re di picche, cuori, quadri e fiori erano rispettivamente Davide, Alessandro Magno, Giulio Cesare e Carlomagno. I fanti (inglese "knave" o "jack" - francese "valet") erano rispettivamente Ettore (principe di Troia), La Hire (un compagno di Giovanna d'Arco), Uggeri il Danese (un cavaliere di Carlomagno) e Giuda Maccabeo (che guidò la rivolta ebraica contro i siriani). Le regine sono Pallade (dea guerriera), Rachele (madre bibblica di Giuseppe), Argine (la cui origine è oscura, potrebbe essere un anagramma di "regina") e Giuditta (altra figura biblica). La tradizione parigina usava gli stessi nomi, ma assegnandoli a semi diversi: il re di picche, cuori, quadri e fiori erano rispettivamente Davice, Carlomagno, Giulio Cesare e Alessandro Magno; le regine erano Pallade, Giuditta, Rachele e Argine; i fanti erano Uggeri, La Hire, Ettore e Giuda Maccabeo. Stranamente i nomi parigini divennero di suo più comune nell'epoca moderna, anche con le carte di provenienza da Rouen.
Modifiche successive
Nei primi giochi i re erano sempre la carta di valore maggiore. Comunque già a partire dalla fine del 1400 si iniziò a dare un significato speciale alla carta nominalmente di valore minore, ora detto Asso, così che alla volte diventava quella di valore maggiore (ed il Due diventava quella di valore minore). Questo concetto potrebbe essere stato affrettato dalla Rivoluzione Francese del XVIII secolo in cui si cominciò a giocare giochi in cui l'asse con il valore superiore alle altre carte era il simbolo del sorgere in potere delle classi inferiori contro la nobiltà.
Le indicazioni del valore della carta sugli angoli e sui bordi cominciaro a comparire alla metà del XIX secolo per permettere di tenere le carte ravvicinate a ventaglio con una sola mano e controllarle comunque tutte (invece di tenerle con due mani come si faceva in precedenza).
L'innovazione successiva fu quella delle figure simmetriche (o a "due teste"), in mondo che un giocatore non fosse tentato di capovolgere la carta per averla dritta, dato che questo poteva dare indicazioni agli altri giocatori di quali carte avesse in mano. Questa innovazione richiese l'abbandono di alcune delle caratteristiche delle figure precedenti che erano rappresentate per intero sulla carta.
Il joker/matta creato inizialmente per il gioco alsaziano dell'Euchre, si diffuse dall'Europa all'America insieme al Poker (sebbene ormai non sia più praticamente usata nel poker). Nonostante la somiglianza con il Pazzo dei tarocchi si ritiene che non ci sia alcuna correlazione. Nei mazzi moderni uno dei due joker è generalmente più colorato e dettagliato dell'altro, sebbene questa distinzione non sia sfruttata dalla maggioranza dei giochi. I due joker sono normalmente detti "Rosso" e "Nero". Diversamente dalle figure lo stile dei joker varia grandemente, molti produttori lo usano come per imprimervi il loro marchio registrato.
Carte da gioco oggi
Francesi
Anglo-American_card_suits.png
L'Asso di picche normalmente è rappresentato più in grosso e maggiormente decorato degli altri, una tradizione iniziata in seguito ad una legge promulgata da Giacomo I d'Inghilterra che richiedeva una stampigliatura su quella carta come prova del pagamento della tassa sulla produzione delle carte da gioco.
Sebbene alcuni elementi delle figure siano raramente usati in gioco alcuni sono degni di nota:
- Il fante di picche e quello di cuori sono disegnati di profilo, mentre gli altri di fronte e pertanto vennero soprannominati (nei paesi anglosassoni) "one-eyed" Jack (letteralmente Fante "un occhio").
- Il re di cuori ha alle volte una spada dietro alla sua testa e pertanto venne soprannominato "re suicida"
Le carte da gioco hanno una dimensione standard detta "bridge size" (3,5 pollici - 89 mm di larghezza × 2,25 pollici di larghezza - 57 mm) che è quella più utilizzata. La poker size ha la stessa altezza ma è lievemente più larga (2,5 pollici - 62 mm).
I mazzi di Blackjack per casinò alle volte includono dei segni per essere identificate da una macchina. Molti mazzi da casinò hanno indici su tutti e quattro gli angoli anzichè solo su due. Molti dei mazzi hanno grandi indici per l'uso in giochi di stud poker dove la possibilità di leggere le carte da lontano è un beneficio e le dimensioni delle mani di gioco sono piccole.
Per abbreviare il nome delle carte si usa generalmente (per le carte numeriche) il suo valore seguito dal suo seme (eccetto l'Asse indicato con "A"), mentre per le figure si usa "J", "Q" e "K" rispettivamente per "Fante", "Regina" e "Re" (sono le abbreviazioni dei nomi inglesi Jack, Queen e King). Per esempio le carte del seme di picche sono: "A♠", "1♠", "2♠", "3♠", "4♠", "5♠", "6♠", "7♠", "8♠", "9♠", "10♠", "J♠", "Q♠", "K♠".
Germania e Austria
Le carte tedesche ed austriache hanno un'aspetto diverso. Per esempio molti mazzi tedeschi le carte di quadri sono gialle o arancio, mentre le picche sono verdi. Nella Germania del sud e nell'Austria sono diffusi i mazzi tradizionali con cuori, campane, foglie e ghiande (che sostituiscono rispettivamente cuori, quadri, fiori e picche).
Spagna
Gli spagnoli hanno un mazzo speciale (detto Brisca) i cui semi sono Bastos (bastoni), Oros (Oro), Espadas (Spade) e Copa (Coppe). Questo mazzo è diffuso non solo in Spagna ma anche in luoghi dove questa ha posseduto colonie (per esempio le Filippine o Puerto Rico)
Italia
da fare
Tecniche di produzione
Chiaramente le prime carte erano eseguite a mano, come quelle per Carlo VI, comunque questa è una tecnica piuttosto costosa, così furono necessari altri mezzi per produrle in massa. È possibile che l'arte di incidere il legno, che portò alla stampa, nacque per la necessità di stampare le carte da gioco. Se questa assunzione è vera allora le carte di quel periodo fuorono stampate da blocchi di legno, ed i primi produttori o pittori di carte di Ulma, Norimberga e di Augusta risalenti ad un periodo tra il 1418 e il 1450 furono probabilmente anche incisori di legno.
Le carte erano originariamente stampate con il metodo della xilografia: sui fogli di carta venivano impressi i disegni medianti matrici incise nel legno, quindi venivano colorate a mano sovrapponendo varie mascherine colorate ed utilizzando dei tamponi imbevuti di inchiostro - nel caso dei lavori più economici i colori sbavavano ed andavano a coprire i disegni dell'incisione. Successivamente i fogli venivano tagliati nelle singole carte. Il motivo principale del successo dei semi francesi e della loro diffusione nel mondo è stato probabilmente all'economicità della loro produzione: data la colorazione a tinta unita di questi semi si potevano le carte numerali potevano essere prodotte direttamente mediante la sovrapposizione delle maschere senza dover passare per la xilografia (che comunque doveva essere usata per la stampa delle figure).
Il metodo di produzione rimase praticamente immutato fino all'inizio del 1800 quando venne introdotta la litografia, più economica della xilografia, ma si dovette arrivare fino al 1900 ed all'introduzione della cromolitografia per poter produrre le carte da gioco senza bisogno di doverle colorare a mano.
Simboli delle carte da gioco in Unicode
Lo standard Unicode definisce 8 caratteri per i semi delle carte, da U+2660 to U+2667:
♠ ♡ ♢ ♣ ♤ ♥ ♦ ♧
Vedi anche
Collegamenti esterni
- In italiano
- In inglese
