Carl Theodor Dreyer
Carl Theodor Dreyer (3 Febbraio 1889, Copenaghen - 20 Marzo 1968, Copenaghen) fu un regista danese ricordato come uno dei maggiori registi del cinema europeo. Sebbene il suo lavoro vada dal decennio 1910 al decennio 1960, la sua pignoleria, i metodi dittaoriali, lo stile di ripresa idiosincratico e l'ostinata devozione alla sua arte fecero in modo che la sua produzione fosse poco prolifica. Comunque ha prodotto alcuni dei maggiori classici del cinema internazionale.
Nacque come figlio illegittimo e divenne ben presto orfano. I suoi genitori adottivi erano rigidi luterani e i loro insegnamenti influenzarono i temi di parecchi suoi film.
Da giovane lavorò come giornalista, probabilmente trovò la sua vocazione scrivendo i sottotitoli dei film muti e scrivendo poi sceneggiature. Il suo debutto come regista ebbe un successo limitato e andò via dalla Danimarca per cimentarsi nell'industria cinematografica francese.
Nel 1928 produsse il suo primo classico, La passione di Giovanna d'Arco (La Passion de Jeanne d'Arc) a cui lavorò anche sul montaggio. Sua era anche la sceneggiatura che nasceva da studi diretti sulle trascrizioni originali del processo. Dreyer creò in questo modo un capolavoro di emozione che si divide equamente tra realismo e espressionismo. Il film successivo fu Il Vampiro (Vampyr) (1932), una meditazione surreale sulla paura. La logica cede il passo alle emozioni e all'atmosfera in questa storia dove un uomo protegge due sorelle da un vampiro. Il film contiene molte immagini indelebili come l'eroe che sogna la propria sepoltura e l'animale assettato di sangue sul volto di una delle sorelle mentre si trova rapita dall'incantesimo del vampiro. Il film era originariamente muto ma vi sono stati aggiunti in seguito i dialoghi mediante doppiaggio.
Entrambi i film non ebbero successo ai botteghini e Dreyer non girò altri film fino al 1943. In questa data si ha Dies Irae (Day of Wrath), un film sull'ipocrisia di chi aveva condannato le streghe. Con questo film Dreyer stabilì lo stile che avrebbe contraddistinto i suoi film sonori: composizioni accurate, cruda cinematografia in bianco e nero e riprese molto lunghe.
Nel 1955 girò Ordet - La parola (Ordet) basato su una pellicola dello stesso nome di Kaj Munk. Il film combina una storia d'amore sullo stile di Romeo e Giulietta con un esame del destino. Il film gli valse il Leone d'Oro alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nel 1955.
L'ultimo film di Dreyer fu Gertrud (1965). Sebbene sia stato inferiore a quelli precedenti, suona come un testamento artistico dell'autore in qunto egli narra di una donna che, attraverso gli alti e bassi della sua vita, non biasima mai le scelte fatte.
Il documentario Carl Th. Dreyer: Min Métier contiene ricordi di coloro che lo hanno conosciuto a fondo.
Filmografia
- Ned Med Vaabnene (aka Lay Down Your Arms) (1914)
- Pagine dal Libro di Satana (Leaves from Satan's Book) (1919)
- La vedova del Pastore (Praestaenkan) (1920)
- Gli stigmatizzati (Die Gezeichneten) (1921)
- C'era una volta (Der Var Engang) (1922)
- Mikael (1924)
- Il padrone di casa (Du Skal Aere Din Hustru) (1925)
- La fidanzata di Glomdal (Glomdalsbruden) (1925)
- La passione di Giovanna d'Arco (La Passion de Jeanne d'Arc) (1928)
- Il Vampiro (1932)
- Jungla Nera (1936) (solo sceneggiatura)
- Modrehjaelpen (1942)
- Dies Irae (Day of Wrath o Vredens Dag) (1943)
- TVA Manniskor) (1945)
- L'acqua nella campagna (Vandet pa Landet) (1946)
- Le chiese di campagna (Landsbykirken) (1947)
- Der Naede Fargen (1948)
- Thorvaldsen (1949)
- Il ponte di Storstrom (Storstromsbroen) (1950)
- Un castello in un castello (Et Slot i et Slot) (1954)
- Ordet - La parola (Ordet) (1955)
- Gertrud (1965)
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