Canossa
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| Canossa | |
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| Stato: | Italia |
| Regione: | Emilia-Romagna |
| Provincia: | di Reggio Emilia (RE) |
| Latitudine: | 44° 36‘ Nord |
| Longitudine: | 10° 25‘ Est |
| Altitudine: | m s.l.m. |
| Superficie: | 53 km² |
| Popolazione: - Totale - Densità | 3.376 64 ab./km² |
| Frazioni: | |
| Comuni limitrofi: | Casina, Castelnovo ne' Monti, Neviano degli Arduini (PR), San Polo d'Enza, Traversetolo (PR), Vetto, Vezzano sul Crostolo |
| CAP: | 42033 |
| Prefisso tel.: | 0522 |
| Codice ISTAT: | 035018 |
| Codice catastale: | |
| Abitanti (nome): | |
| Patrono: - Santo - Giorno | |
| Sito istituzionale: | comune.canossa |
Canossa è un comune di 3.376 abitanti della provincia di Reggio Emilia, nell' appennino emiliano.
Diversamente dalla maggior parte dei comuni italiani non deriva il proprio nome dal paese principale, Ciano d'Enza, ma dal nome della località in cui sorge il castello della contessa Matilde. Qui, nell'anno 1077, l'imperatore Enrico IV si umiliò davanti a Papa Gregorio VII per essere reintegrato nella comunione cattolica (da cui il detto: Andare a Canossa, in segno di remissione e pentimento).
Il castello di Canossa
La rocca di Canossa fu costruita verso l'anno 940 da Azzo Adalberto, figlio di Sigifredo di Lucca, principe di stirpe longobarda. Oltre che la casa dominicale, sulla sommità della rupe, il castello comprendeva un convento nel quale risiedevano abitualmente dodici monaci dell'ordine dei benedettini cluniacensi e la chiesa dedicata a S. Apollonio. Era difesa da triplice giro di mura e fra il primo e il secondo, più bassi, prendevano posto fabbricati di ricovero per gli armati e per i servi, fabbricati che costituivano i borghi.
Durante il Medio Evo la rocca fu imprendibile e in essa ebbe rifugio sicuro la regina Adelaide, vedova di Lotario I re d'Italia, che nel 950 riparò a Canossa per difendersi dal marchese d'Ivrea, Berengario II, che per oltre 3 anni assediò, senza risultato, la rocca.
L'episodio principale per cui va famosa Canossa è la conciliazione dell'Imperatore Enrico (o Arrigo) IV col pontefice Gregorio VII nell'anno 1077, di cui Matilde fu protagonista.
Dopo la morte della Gran Contesa al Bondeno dei Roncore, il 24 luglio 1115, si accese una grande lotta per l'eredità del patrimonio matildico, avendo questa in vita fatta solenne donazione di tutti i suoi beni alla Chiesa.
Con alterne vicende il castello fu dei succesori di Matilde, poi dei reggiani, che lo distrussero dalle fondamenta nel 1255, poi di nuovo dei Canossa, indi di Giberto da Correggio, morto nel 1321. Sulla fine di quest'anno il castello ritorno al Comune di Reggio che lo tenne fino al 1402, in cui Simone, Guido e Alberto Canossa ne ripresero possesso; questi nell'anno 1409 cedettero la rocca definitivamente agli Estensi, che salvo qualche breve periodo contrastato (nel 1557 da Ottavio Farnese, Duca di Parma) lo tennero fino al 1796.
Nel 1502 Ercole I nominò capitano della rocca Ludovico Ariosto che vi risiedette per quasi sei mesi consecutivi, e nel 1593 il castello diventò feudo dei conti Rondinelli.
Nel 1642 il Duca Francesco I investì di Canossa la famiglia Valentini che tenne il feudo fino al 1796.
In quell'anno gli abitanti di Canossa si ribellarono aggregandosi alla Repubblica di Reggio e Napoleone I, con decreto 8 giugno 1805 istituiva il Comune di Canossa che nel 1809 fu unito a quello di Quattro Castella. Nel 1815, dopo la restaurazione, il Comune di Quattro Castella fece parte di San Polo e nel 1819 i conti Valentini ottennero dal Duca di rientrare in possesso del feudo di Canossa. Ne restarono proprietari fino al 1878, anno in cui lo Stato acquistò la rocca, dichiarandola Monumento Nazionale.
(Parte dell'articolo è tratto dalla Guida dell'Appnnino Reggiano del Club Alpino Italiano, ed 1930)
