Calendario ebraico
Il calendario ebraico è un calendario calcolato su base sia solare che lunare. L'anno è composto di 12 (o 13) mesi di 29 (o 30) giorni ciascuno.
Le festività ebraiche sono definite in relazione al calendario ebraico, poiché alcune di queste legate strettamente alla stagione, esse devono cadere nella stagione giusta.
Secondo le conoscenze astronomiche di quando il calendario venne codificato (nel 358 da Hillel II°) la durata del mese coincide con un ciclo lunare completo che dura grossomodo 29 giorni, 12 ore e 44 secondi. L'anno solare, però, dura circa 365 giorni, 5 ore e 55 secondi. Da questo deriva che nell'arco di un'anno il calendario lunare di 12 mesi resta indietro di circa 10 giorni e 21 ore rispetto a quello solare.
Ogni 19 anni, il ritardo del calendario esclusivamente lunare, viene ad annullarsi. Per questo motivo in alcuni anni viene aggiunto un tredicesimo mese (Adar Sheni) per compensare il ritardo prodotto dai diversi periodi di Sole e Luna.
Le rilevazioni più precise possibili al giorno d'oggi introducono una piccola variazione di circa 7 minuti per il periodo solare e di qualche decimo di secondo per quello lunare introducendo un ulteriore errore di circa 2 giorni ogni 1000 anni. Inoltre si sà che la velocità della Luna è in continuo, anche se infinitesimale, aumento con una conseguente riduzione del periodo lunare.
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Il ciclo degli anni
Il calendario ebraico è composto da cicli di 19 anni divisi tra normali (peshutim) ed embolismici (meubbarim) nei quali viene aggiunto un tredicesimo mese. Gli anni embolismici sono il 3°, il 6°, l' 8°. l'11°, il 14°, il 17° ed il 19° anno del ciclo. Se ne ricava che il ciclo è composto di 12 anni di 12 mesi (144 mesi) e da sette anni di 13 (91 mesi) per un complessivo di 235 mesi lunari.
Il ciclo dei mesi
Come per gli anni anche i mesi possono avere durate differenti per compensare l'errore presente nella durata del ciclo lunare. Vi sono, quindi, i mesi completi (di 30 giorni) e quelli mancanti (di 29 giorni) I mesi completi sono: Nissan, Sivan, Av, Tishri, Shevat I mesi mancanti sono: Iyar, Tamuz, Elul, Tevet, Adar Sheni il mese di Adar, è mancante negli anni normali, completo negli anni embolismici. I mesi di Hesvan e di Kislev variano di durata a seconda del tipo di anno.
La sequenza dei mesi del calendario ebraico è la seguente:
- Tishrì
- Heshvan
- Kislev
- Tevet
- Shevat
- Adar
- (Adar Shenì)
- Nissan
- Iyar
- Sivan
- Tamuz
- Av
- Elul
Il giorno e la notte
Secondo il calendario ebraico, e l'ebraismo in generale, il giorno inizia e termina con il tramonto. Nei primi versi della Genesi (1;3-5), infatti, si recita: "Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno". Da qui si deduce che l'inizio del tempo fosse nell'oscurità e terminasse con il sopraggiungere della nuova oscurità.
I giorni della settimana, nel calendario ebraico, non hanno nomi particolari ma vengono indicati con i numerali, dove il sabato viene considerato contemporaneamente il primo e l'ultimo giorno (giorno 0 o 7°)
L'anno sabbatico
Ogni sette anni cade un anno sabbatico, ovvero un anno durante il quale i campi devono essere lasciati a riposo, i crediti ed i debiti vengono saldati, gli schiavi ebrei recuperano la libertà.
Questa usanza deriva da due passi della Torah: Deuteronimio 15;1-3 "Alla fine di ogni sette anni celebrerete l'anno di remissione. Ecco la norma di questa remissione: ogni creditore che abbia diritto a una prestazione personale in pegno per un prestito fatto al suo prossimo, lascerà cadere il suo diritto: non lo esigerà dal suo prossimo, dal suo fratello, quando si sarà proclamato l'anno di remissione per il Signore. Potrai esigerlo dallo straniero; ma quanto al tuo diritto nei confronti di tuo fratello, lo lascerai cadere" ed ancora in Esodo 21;2 "Quando tu avrai acquistato uno schiavo ebreo, egli ti servirà per sei anni e nel settimo potrà andarsene libero, senza riscatto. Se è entrato solo, uscirà solo; se era coniugato, sua moglie se ne andrà con lui. Se il suo padrone gli ha dato moglie e questa gli ha partorito figli o figlie, la donna e i suoi figli saranno proprietà del padrone ed egli se ne andrà solo.""
Il giubileo
Oltre all'anno sabbatico, un'altro anno particolare è comandato: Il giubileo. Ogni 50 anni la libertà viene restituita a tutto il popolo, le proprietà tornano in mano agli originali padroni e i campi vengono lasciati riposare come nell'anno sabbatico. Questo precetto è descritto in Levitico 25;10-13: "Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non farete né semina, né mietitura di quanto i campi produrranno da sé, né farete la vendemmia delle vigne non potate. Poiché è il giubileo; esso vi sarà sacro; potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi. In quest'anno del giubileo, ciascuno tornerà in possesso del suo."
Il capo d'anno
Secondo il calendario ebraico esistono 3 occorrenze di Capo d'anno ognuna con un significato diverso. Il Capodanno, così come lo si considera nella cultura occidentale, si identifica con la festa di Rosh Hashana che cade il primo giorno di Tishrì. Questo primo capodanno introduce ai dieci giorni penitenziali che precedono lo Yom Kippur durante i quali il popolo ebraico prende coscienza del proprio comportamento nell'anno precedente invocando la grazia al Signore.
Un secondo capodanno cade il 15 di Shevat, in occasione di Tu B'Shevat, il capodanno degli alberi che ha un riciamo prevalente all'anno agricolo.
Il terzo capodanno, che cade il giorno 1 del mese di Nissan, il mese di Pesach, considerato come il capodanno religioso. È infatto con l'uscita del popolo ebraico dall'Egitto che si forma una vera coscienza religiosa ebraica.
