Calcio (sport)
thumb|right|300px|Genoa CFC 1893 - La prima formazione calcistica italiana Il calcio è un gioco sportivo a squadre, in cui si fronteggiano due squadre composte ciascuna da undici giocatori. Di origine antica, probabilmente già abbozzato durante il Medioevo in Italia (vedi Calcio fiorentino), la sua affermazione moderna si ebbe in Inghilterra, a metà del XIX secolo.
Il calcio si gioca su un campo d'erba (in futuro sarà possibile giocare su superfici di erba sintetica) delimitato ai lati da righe bianche fatte di gesso. Lo scopo del gioco è di far entrare una palla di cuoio o di altro materiale nella porta avversaria, delimitata da due pali verticali congiunti da una traversa superiore che li unisce. La palla può essere colpita con qualsiasi parte del corpo, braccia e mani escluse. Per lò più si usano i piedi. Il portiere è l'unico giocatore che può toccare il pallone con le mani, ma solamente all'interno della propria area di rigore.
Le partite durano 90 minuti e sono suddivise in due "tempi" di 45 minuti intervallati da un riposo di circa 15 minuti. Verso la fine dei due tempi, l'arbitro decide se concedere alcuni minuti di recupero a causa dai tempi morti (sostituzioni, pause per infortuni, perdite di tempo) che si verificano abitualmente ed in genere non sono mai più di 6. Il tempo effettivo di gioco è sempre minore a 45 minuti. L'arbitro è l'uomo che tiene il tempo della partita.
In competizioni che prevedono la eliminazione diretta ed esigono un vincitore, si ricorre di solito a tempi supplementari (due di 15 minuti ciascuno) e, in caso di ulteriore parità, si passa ai calci di rigore per stabilire il vincitore.
Alcune varianti nel meccanismo dei tempi supplementari, introdotte dalla seconda metà degli anni '90 prevedono il silver gol: cioè la squadra che riesce a terminare in vantaggio il primo tempo supplementare si aggiudica l'incontro senza bisogno di disputare il secondo tempo supplementare, e il golden gol, ovvero la prima squadra che segna nei supplementari si aggiudica l'incontro e la partita finisce immediatamente.
Il calcio si gioca a livello professionale in tutto il mondo. Milioni di persone vanno regolarmente allo stadio per seguire la propria squadra del cuore, ed altrettante persone guardano la partita in televisione. C'è anche un elevatissimo numero di persone che gioca al calcio a livello amatoriale.
Non c'è dubbio che la popolarità di questo sport continui a crescere continuamente. In Africa, Asia e Stati Uniti l'interesse sta sbocciando negli ultimi anni. Non a caso, nel 2010 il Sud Africa ospiterà la manifestazione più grande e prestigiosa del calcio: i Mondiali di calcio.
Nascita del calcio moderno
La patria del calcio moderno è l'Inghilterra e in particolare, i College inglesi. Nasce come sport d'elite: erano i giovani delle scuole più ricche e delle università a giocare al football. Le classi erano sempre composte da dieci alunni, e a questi si aggiungeva il maestro che giocava sempre insieme a loro. Ecco spiegato perché si gioca in 11. Il capitano di una squadra di calcio è una sorta di discendente del maestro della public school.
Nel 1848, all'Università di Cambridge, H. de Winton e J.C. Thring, proposero, e ottennero, di fare una riunione con altri 12 rappresentanti di Eton, Harrow, Rubgy, Winchester e Shrewsbury. L'incontro fiume (durò 8 ore) produsse un importante risultato: vennero stilate le prime basilari regole del calcio.
Queste regole posero fine al dubbio che riguardava la parte del corpo con la quale colpire la palla: con le mani, con i piedi o entrambi indifferentemente? Le cosiddette regole di Cambridge favorivano chiaramente il gioco con i piedi e permettevano il gioco con le mani solo nel momento in cui era necessario catturare un pallone chiaramente indirizzato in porta, come un calcio di punizione.
Queste regole furono adottate da tutti eccetto che dall'Università di Rugby, i cui rappresentati erano chiaramente a favore di un gioco più fisico e che consentisse di toccare il pallone anche con le mani. Si produsse così lo scisma che portò alla nascita del rugby, sport che prende il nome dall'Università che l'ha sviluppato.
Il calcio intanto si espandeva a macchia d'olio: in Inghilterra ben presto divenne lo sport per eccellenza della working class e non solo delle elite. Questo nuovo sport, divertente, semplice e stancante era l'ideale per sfogarsi dopo una settimana lavorativa.
Dall'Inghilterra il calcio venne esportato in tutta Europa. Furono le città portuali per prime a conobbero il football , poiché dalle navi provenivano gli inglesi. Non a caso quindi la più antica società calcistica italiana è il Genoa, fondata a Genova nel 1893, che conquistò anche il primo scudetto in palio. In questo periodo pionieristico, gli inglesi erano considerati veri e propri maestri: avere un allenatore e dei giocatori inglesi in squadra significava avere un vantaggio grandissimo sugli altri. Anche il Milan fu fondato da inglesi.
In Sudamerica, i marinai inglesi preferivano giocare a calcio tra di loro lasciando da parte la gente del posto. Ma rimanere fuori a guardare si rivelò decisivo: ben presto, brasiliani e uruguaiani diventarono ben più abili dei maestri nel praticare il calcio.
Il fenomeno ormai era di dimensioni intercontinentali, era necessario adattare le istituzioni calcistiche e chiarire in maniera pià dettagliata le regole. In questi anni infatti, erano svariate le interpretazioni del gioco del calcio.
Nascita della FIFA e regole del calcio
In seguito alla riunione del 1848, furono introdotte o cambiate diverse regole. Nel 1857 lo Sheffield Football Club ne aggiunse alcune significative.
Gli sforzi di miglioramento culminarono con la nascita della Football Association (FA) che si riunì per la prima volta la sera del 26 Ottobre 1863 alla Freemason's Tavern di Londra. L'unica scuola rappresentata era Charterhouse: il calcio si stava dirigendo a grandi passi verso il professionismo.
La Freemason's Tavern fu teatro fra ottobre e dicembre di altre cinque riunioni durante i quali si diede vita a un notevole insieme di regole. Nell'ultima riunione i rappresentanti del Blackneath decisero di togliere la propria squadra dalla FA non appena fu stabilito di vietare il calcio negli stinchi. Il Blackneath, poco più tardi entrò a far parte della Rugby Football Union.
Oggi le regole del gioco sono decise dallo International Football Association Board (IFAB), associazione nata nel 1882 in un incontro a Manchester tra la FA inglese, scozzese, gallese e irlandese.
La FIFA (Fédération Internationale de Football Association) nacque a Parigi nel 1904 e dichiarò che avrebbe aderito alle regole stilate dall'IFAB, che tuttora è l'unica istituzione con il potere di modificare una delle regole base del calcio.
Comunque il potere della FIFA è cresciuto molto con il tempo, di pari passo con la popolarità dello sport. Oggi l'IFAB è formata da ben quattro rappresentanti della FIFA e un rappresentante di ciascuna delle quattro associazioni britanniche.
Le regole base del calcio riguardano:
- Il campo di gioco
- Il pallone
- Il numero dei giocatori
- L'abbigliamento dei calciatori
- L'arbitro
- Gli assistenti dell'arbitro
- La durata della partita
- L'inizio della partita e il re-inizio della partita
- Il pallone in gioco e fuori dal gioco
- Il modo di segnare
- Il fuorigioco
- Falli e cattiva condotta
- I calci di punizione
- Il calcio di rigore
- La rimessa laterale
- La rimessa dal fondo
- Il calcio d'angolo
- Il Fairplay
Di alcune di queste regole, come il numero dei giocatori e la durata della partita, abbiamo già parlato nella introduzione generale.
Il campo di gioco
(vedi voce a parte campo da calcio)
L'arbitro
Una partita viene diretta dall'arbitro, che ha l'autorità di far rispettare le regole del gioco e le cui decisioni all'interno di una partita sono irrevocabili. L'arbitro è coadiuvato da due assistenti di linea e un quarto uomo che si trova nei pressi delle panchine e può sostituire l'arbitro in caso che questi non possa continuare la direzione di gara.
Pallone in gioco e non in gioco
Tutte le linee disegnate sul campo di gioco, sono parte dell'area che delimitano.
Quindi un pallone che percorre una linea laterale è considerato in gioco, un pallone sulla linea dell'area di rigore è decretato essere all'interno l'area di rigore. In definitiva, il pallone deve superare totalmente la linea laterale o di fondo per essere considerato fuori dal gioco e deve superare totalmente la linea di porta per essere considerato in rete. Se anche una minima parte del pallone non ha oltrepassato la linea, è ancora in gioco.
Falli e cattiva condotta
L'arbitro ha il potere di punire un calciatore ed anche un allenatore, o un qualsiasi dirigente presente in panchina, per cattiva condotta, gioco violento o proteste. Anche un giocatore in panchina può essere punito. Un arbitro può estrarre il cartellino giallo come ammonizione, e può estrarre il cartellino rosso che comporta l'espulsione del giocatore. Nel caso venga espulso un dirigente o un allenatore, questi viene allontanato senza l'esposizione del cartellino.
L'espulsione può avvenire direttamente, in genere per falli molto gravi o per comportamenti violenti e antisportivi, o in seguito alla seconda ammonizione ad uno stesso giocatore (somma di ammonizioni): due cartellini gialli equivalgono ad un rosso. Ad esempio il fallo da ultimo uomo, cioè quando si atterra un attaccante quando ha davanti a sé solo il portiere, comporta l'espulsione (cartellino rosso).
Calci di rigore e calci di punizione
thumb|right|200px|L'arbitro ammonisce un calciatore Come già detto, se un giocatore subisce fallo diretto all'interno dell'area avversaria l'arbitro concede il calcio di rigore. Si tratta della massima punizione per una squadra, perché segnare un rigore è relativamente facile. L'attaccante deve tirare dal dischetto situato a 11 metri dalla porta, davanti a sé ha solo il portiere che non può muoversi dalla linea di fondo se non lateralmente. Fin quando l'attaccante non ha toccato il pallone in avanti, nessuno può entrare all'interno dell'area.
L'arbitro fischia un calcio di punizione a favore della squadra che subisce fallo in qualsiasi zona del campo che non sia l'area di rigore (eccetto che si tratti di un calcio di punizione indiretta in area). La squadra che difende può formare una barriera la cui posizione e composizione viene decisa dal portiere, mentre la distanza minima dev'essere di 9,15 metri dalla posizione di battuta, salvo casi particolari in cui la distanza tra il punto in cui si deve battere la punizione e la linea di porta compresa tra i pali è minore di 9,15 metri.
Le scuole calcistiche nel mondo
Il calcio, come detto prima, si è sparso a macchia d'olio su tutto il pianeta coinvolgendo mille popoli diversi. Ciascuno con la propria storia e la propria identità, e quindi anche il proprio modo di interpretare il gioco.
Le scuole calcistiche sono proprio questo: diverse maniere di giocare a pallone, concezioni differenti del gioco. Le più tradizionali si trovano in Europa e Sud America, laddove il calcio si è sviluppato prima.
I maestri inglesi
La scuola inglese è stata a lungo quella dominante. Nei primi 50 anni del passato secolo, affrontare l'Inghilterra o una squadra di club inglese significava andare a lezione di calcio, prendere una enorme quantità di reti e segnarne pochissime, se non nessuna. La ragione è che gli inglesi adottarono prima di chiunque altro la tattica, si disponevano con ordine in campo, sapevano colpire il pallone in modi allora impensabili e, soprattutto, arrivarono prima di tutti gli altri al professionismo.
Nella fase moderna del calcio, la scuola inglese predica un calcio basato molto sulla fisicità, una tecnica di base piuttosto povera e una tradizione di centravanti e di difensori centrali fortissimi di testa, nati per raccogliere o contrastare i lanci lunghi dal centrocampo o dalle fasce. Questa tradizione inglese sta tuttavia scomparendo sotto la spinta di divesi modi di concepire il calcio introdotti in Inghilterra da giocatori e allenatori stranieri, soprattutto francesi nel campionato di calcio inglese che ha elevato, e di molto, il tasso tecnico almeno delle squadre più prestigiose.
La fine del dominio britannico: la grande Ungheria
L'iniziale dominio incontrastato degli inventori del calcio finì il 25 Novembre 1953 quando la nazionale di calcio ungherese sconfisse, o forse è meglio dire che umiliò i maestri per 6-3, per giunta nella cattedrale del calcio: lo stadio di Wembley a Londra.
Gli inglesi fino a poco tempo prima si erano rifiutati di affrontare nazionali straniere e di partecipare alle competizioni internazionali, orgogliosi della propria superiorità. Quando le frontiere si riaprirono, gli ex maestri si resero conto di essere stati raggiunti ed abbondantemente superati dallo splendido gioco della scuola ungherese la cui nazionale nel 1938 aveva perso un campionato mondiale solo in finale contro l'Italia.
Ma la nazionale che vinse a Wembley fu senza dubbio la più forte degli anni '50 e a detta di molti, una delle più belle della storia di questo sport. Un anno prima del 6-3 questa squadra si era aggiudicata l'oro olimpico di Helsinki senza molte difficoltà. Gli ungheresi hanno sempre brillato per la loro tecnica sopraffina e le giocate spettacolari, ma nessuna nazionale o squadra di club raggiunse la competitività di quell'Ungheria.
Era una squadra basata sul blocco della Honved, la squadra dell'esercito magiaro. Una formazione composta da talenti come Ferenc Puskas (forse il migliore in assoluto, fece la fortuna del Real Madrid) e Sandor Kocsis in attacco insieme a Nandor Hidegkuti che giocava da centravanti mimetizzato da centrocampista. Da non dimenticare Laszlo Kubala che giocò a lungo nel F.C. Barcelona, considerato dai tifosi blaugrana il migliore della storia del loro club.
La Grande Ungheria perse la finale del Mondiale 1954 contro la Germania Ovest per 3-2. Non sono molti ad avere dubbi che per qualità del gioco, avrebbero meritato senza dubbio gli ungheresi.
La scuola italiana: tra difensivismo e spettacolo
Negli anni '60 si è affermata la scuola italiana. I teorici del gioco all'italiana sono stati Gipo Viani, Nereo Rocco ed Helenio Herrera che pure era argentino. Si tratta di un modo di giocare che predilige e cura molto più attentamente la fase di difesa, per non subire gol.
Le vittorie di Herrera con l'Inter e di Rocco col Milan hanno confermato nella pratica questa filosofia calcistica, anche se è pur vero che la scuola italiana aveva prodotto eccezionali giocatori di difesa come Giacinto Facchetti, Giovanni Trapattoni, Cesare Maldini, Tarcisio Burgnich e giocatori d'attacco dalla grande fantasia come Mario Corso, Gianni Rivera e Sandro Mazzola. Una scuola prevalentemente difensivista che ha sempre prodotto anche tanti grandi attaccanti e fantasisti.
Alla base della filosofia italiana c'è un attento studio dell'avversario e la grande importanza data alla tattica, due misure oggi adottate quasi ovunque nel mondo del calcio. Pensando soprattutto a non subire reti, la scuola italiana ha modificato alla tattica introducendo la marcatura a uomo in ogni parte del campo e l'impiego sistematico del libero, un difensore d'emergenza senza obblighi di marcatura che giocava dietro la linea dei difensori. Adottare la marcatura a uomo con il libero significa in molti casi uccidere lo spettacolo e stroncare sul nascere ogni iniziativa avversaria. Il cosiddetto catenaccio.
Un metodo considerato anche ai nostri giorni in termini negativi, quasi come qualcosa di antisportivo, benché non vietato. Tuttavia è pure vero che il calcio italiano ha saputo produrre anche esempi di calcio spettacolare, come nel caso del Milan allenato da Arrigo Sacchi negli anni '80. Si è trattato di una squadra votata all'attacco e al gioco corale, ispirandosi alla scuola olandese degli anni settanta, e che tuttavia non ha trascurato certo la fase difensiva.
Il "calcio totale" degli olandesi
thumb|right|230px|Johann Cruyff con la maglia dell'Ajax Agli albori degli anni '70, in pieno clima di rivoluzione nella società, anche il calcio ebbe la sua. Si chiamava Olanda. La scuola olandese deve la sua affermazione soprattutto a due persone: l'allenatore dell'Ajax Rinus Michels e il calciatore Johann Cruyff, considerato uno dei migliori di sempre, senza il quale né la squadra di Amsterdam né la nazionale oranje avrebbero potuto tradurre sul campo, e con tanta efficienza, la propria forza innovativa.
Quando si parla di "calcio totale" ci si riferisce al gioco che mostrarono prima il PSV Eindhoven e subito dopo l'Ajax e la selezione olandese: qualcosa di mai visto prima, almeno non in maniera tanto sistematica. Ogni giocatore doveva saper interpretare tutti i ruoli: il difensore saliva ad attaccare, il portiere avanzava per rilanciare immediatamente l'azione, un attaccante poteva e doveva tornare indietro ad aiutare i compagni in fase di non possesso palla. Perché questo potesse verificarsi erano necessarie continue rotazioni di ruolo, con movimenti a scalare e complicati meccanismi tattici.
Ogni giocatore, anche un centrale difensivo o un portiere, doveva saper giocare benissimo il pallone e non buttarlo mai via; tutti e undici dovevano muoversi e correre costantemente per tutti i 90 minuti. Nei pochi momenti in cui i giocatori non correvano, era il pallone a farlo, con una rapida successione di passaggi, la cosiddetta melina, preludio di un'intensa accelerazione del gioco. Alcune di queste caratteristiche oggi appaiono piuttosto scontate per qualsiasi squadra professionista, ma fu l'Olanda a farle vedere per prima su un campo di calcio.
La nazionale olandese, chiamata anche l'arancia meccanica, poteva contare su altri grandi talenti come le due ali Johnny Rep e Rob Rensenbrink , il difensore esterno Ruud Krol, Johann Neeskens, considerato il "gemello" di Cruyff e altri ancora: una generazione particolarmente dotata, capitanata da Johan Cruyff. Simbolo del giocatore in grado di interpretare ogni ruolo e sapersi adattare ad ogni situazione, velocissimo e dal gran senso tattico. Di base era un centravanti e ha segnato diversi gol ovunque abbia giocato.
Con questi uomini, compreso l'allenatore Michels, l'Ajax vinse tre Coppe dei Campioni consecutive dal 1971 al 1973 e l'Olanda perse una finale Mondiale nel 1974 contro la Germania Ovest. Michels si prese la rivincita nel 1988 quando vinse il campionato europeo con un'altra grandissima generazione di calciatori.
Oggi la scuola olandese percorre la stessa strada tracciata 35 anni fa e continuano a nascere ottimi giocatori praticamente a getto continuo. Le loro caratteristiche sono quelle classiche di un giocatore orange: duttilità, tecnica, sapienza tattica.
Scuola tedesca: concretezza e vittoria
C'è una frase molto famosa di Gary Lineker, attaccante inglese degli anni '80, che potrebbe servire ad introdurre la scuola tedesca, e recita: "Il calcio è un gioco molto semplice, 22 uomini inseguono un pallone e, alla fine, vincono i tedeschi".
Il modello teutonico non riscuote grandi simpatie dai non tedeschi, un po' come succede agli italiani. Il motivo è molto simile: si tratta di un gioco basato sulla difensiva, che rinuncia all'iniziativa e non contempla lo spettacolo. Nel 1974, la finale mondiale Olanda - Germania Ovest rappresentò lo scontro tra due filosofie opposte di calcio. La Germania Ovest si preoccupò di difendersi dagli attacchi olandesi dando l'impressione di essere ben più debole della sua avversaria. Sotto di un gol, finì per rimontare e vincere la partita.
Ma quella non fu l'unica rimonta "impossibile" dei tedeschi, ad esempio nel 1954 accadde qualcosa di molto simile all'Ungheria che pure giocava un calcio di gran lunga più bello ed arioso di quello tedesco, che tuttavia poteva contare sul grande temperamento e spirito di sacrificio dei suoi giocatori, e una compattezza in campo invidiabile.
Negli anni '70 la Germania Ovest era formata dal blocco del Bayern Monaco, l'altra grande del decennio che, di fatto, prese il trono lasciato libero dall'Ajax. In quel Monaco giocavano Franz Beckenbauer e Gerd Müller. Il primo era un libero con una spiccata qualità tecnica, in grado di lanciare l'azione d'attacco e gestire i tempi del gioco. Il secondo, un centravanti non appariscente, né fisicamente né sul piano delle giocate, ma in grado di farsi trovare sempre pronto a mandare la palla in gol. Lo testimoniano le quantità immense di reti segnate.
I caratteri della scuola tedesca sono rimasti invariati fino ad oggi
La "scuola iberica"
Si tratta di una concezione di calcio condivisa da spagnoli e portoghesi, con alcune differenze. La scuola iberica si basa sullo spettacolo, sul possesso palla, sul gioco d'attacco e un ritmo più cadenzato rispetto al calcio centro-europeo. Real Madrid e F.C. Barcelona hanno portato questa filosofia ai livelli più alti, anche se soprattutto per merito di stelle straniere.
Il calcio portoghese condivide queste caratteristiche, con la differenza che adotta un gioco ancora più passeggiato e in attesa di una giocata di fino. In questo è molto più vicino al calcio brasiliano che europeo. La grande carenza della scuola portoghese è di non aver ma saputo produrre (ad eccezione del grandissimo Eusebio) centravanti prolifici. Questo handicap ha pesato moltissimo sulla carenza di vittorie a livello di nazionale.
La scuola francese
(sezione da sviluppare)
Il calcio allegro dei brasiliani
(sezione da sviluppare)
La scuola argentina a passo di tango
(sezione da sviluppare)
Uruguay: gli italiani del Sudamerica
(sezione da sviluppare)
Il calcio del secolo XXI: nuove scuole nascenti?
(sezione da sviluppare)
Campionati Nazionali AFC
- Campionato di calcio giapponese
Campionati Nazionali CONCACAF
Campionati Nazionali CONMEBOL
- Campionato di calcio argentino
- Campionato di calcio brasiliano
Campionati Nazionali OFC
- Campionato di calcio australiano
Campionati Nazionali UEFA
- Campionato di calcio albanese
- Campionato di calcio andorrano
- Campionato di calcio armeno
- Campionato di calcio austriaco
- Campionato di calcio azerbaigiano
- Campionato di calcio belga
- Campionato di calcio bielorusso
- Campionato di calcio bosniaco
- Campionato di calcio bulgaro
- Campionato di calcio ceco
- Campionato di calcio cipriota
- Campionato di calcio croato
- Campionato di calcio danese
- Campionato di calcio estone
- Campionato di calcio faroense
- Campionato di calcio finlandese
- Campionato di calcio francese
- Campionato di calcio gallese
- Campionato di calcio georgiano
- Campionato di calcio greco
- Campionato di calcio inglese
- Campionato di calcio irlandese
- Campionato di calcio islandese
- Campionato di calcio israeliano
- Campionato di calcio italiano
- Campionato di calcio kazako
- Campionato di calcio lettone
- Campionato di calcio del Liechtenstein
- Campionato di calcio lituano
- Campionato di calcio macedone
- Campionato di calcio maltese
- Campionato di calcio moldavo
- Campionato di calcio nordirlandese
- Campionato di calcio norvegese
- Campionato di calcio olandese
- Campionato di calcio polacco
- Campionato di calcio portoghese
- Campionato di calcio rumeno
- Campionato di calcio russo
- Campionato di calcio sanmarinese
- Campionato di calcio serbo-montenegrino
- Campionato di calcio scozzese
- Campionato di calcio slovacco
- Campionato di calcio sloveno
- Campionato di calcio spagnolo
- Campionato di calcio svedese
- Campionato di calcio svizzero
- Campionato di calcio tedesco
- Campionato di calcio turco
- Campionato di calcio ucraino
- Campionato di calcio ungherese
Squadre di calcio nazionali
- Nazionale di calcio italiana
- Nazionale di calcio argentina
- Nazionale di calcio brasiliana
- Nazionale di calcio camerunese
- Nazionale di calcio danese
- Nazionale di calcio francese
- Nazionale di calcio giapponese
- Nazionale di calcio greca
- Nazionale di calcio inglese
- Nazionale di calcio nigeriana
- Nazionale di calcio olandese
- Nazionale di calcio portoghese
- Nazionale di calcio russa
- Nazionale di calcio spagnola
- Nazionale di calcio svedese
- Nazionale di calcio statunitense
- Nazionale di calcio tedesca
- Nazionale di calcio ungherese
Articoli correlati
- Campionato mondiale di calcio
- Campionato europeo di calcio
- UEFA Champions League, già Coppa dei Campioni
- Albo d'oro: Campionato di Serie A
- Albo d'oro: Campionato di Serie B
- Albo d'oro: Campionato di Serie C
- Albo d'oro: Campionato di Serie D
- Coppa Italia
- Elenco di squadre di calcio italiane
- Elenco di squadre di calcio italiane (stagione 2004-2005)
- Elenco di squadre di calcio italiane (stagione 2003-2004)
- Calciatori celebri
- FIFA 100
- Squadra di calcio
- FIGC
- AIA (Associazione Italiana Arbitri)
- FIFA
- The Football Association
- UEFA
- Famous football players
- Calcio femminile
Competizioni Confederali
Le competizioni internazionali organizzate dalle confederazioni continentali:
- Europa: Campionato Europeo; UEFA Champions League; Coppa UEFA; Coppa Intertoto; Royal League Scandinava; Setanta Cup Irlandese
- Sud America: Coppa America; Coppa Libertadores
- Africa: Coppa delle Nazioni Africane; CAF Champions League
- Asia: Coppa d'Asia; AFC Champions League; AFC Cup
- Nord/Centro America e Zona Caraibica: CONCACAF Gold Cup; CONCACAF Champions Cup
- Oceania: OFC Club Championship
Competizioni Nazionali
- Lista delle competizioni calcistiche in Europa
- Lista delle competizioni calcistiche in Sudamerica
- Lista delle competizioni calcistiche in Africa
- Lista delle competizioni calcistiche in Asia
- Lista delle competizioni calcistiche in Nordamerica
- Lista delle competizioni calcistiche in Oceania
Squadre Nazionali
- Lista delle squadre nazionali Europee
- Lista delle squadre nazionali Sudamericane
- Lista delle squadre nazionali Africane
- Lista delle squadre nazionali Asiatiche
- Lista delle squadre nazionali Nordamericane
- Lista delle squadre nazionali Oceaniche
Squadre di Club
- Lista delle squadre di Club Europee
- Lista delle squadre di Club Sudamericane
- Lista delle squadre di Club Africane
- Lista delle squadre di Club Asiatiche
- Lista delle squadre di Club Nordamericane
- Lista della squadre di Club Oceaniche
Collegamenti esterni
- FIFA
- UEFA
- FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio)
- AIA (Associazione Italiana Arbitri)
- Lega Nazionale Professionisti (Lega Calcio)
- www.RealSoccer.it (Sito di informazione in italiano sul calcio nazionale e mondiale)
separatore
| Sport |
|---|
| Progetto Sport | Categoria:Sport | Sport di squadra | Sport individuali | Calcio |
separatore
| Sport di squadra |
|---|
| Bandy | Baseball | Beach volley | Bocce | Calcio · Calcio fiorentino · Calcio gaelico | Calcetto | Canoa/Kayak · Canoa polo | Canottaggio | Ciclismo | Cricket | Curling | Fistball | Football americano · Football australiano | Football canadese | Football a 8 | Flag football | Touch football | Hockey · Su ghiaccio · Su pista · Su prato | Hurling | Lacrosse | Pallacanestro | Pallamano | Pallanuoto | Pallapugno | Pallavolo | Pelota basca | Petanque | Polo | Rugby | Rugby a 15 | Rugby a 13 | Rugby a 7 | Beach rugby | Touch rugby | Softball | Tamburello | Vela |
| Sport |
Categoria:Sport olimpici Categoria:Sport di squadra
