Occhio
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L'occhio è l'organo esterno del senso della vista.
Fa parte dell'apparato visivo, assai complesso e di notevole importanza nell'ambito dell'organismo generale del soggetto in quanto è il mezzo necessario alla conoscenza del mondo esterno.
Esistono anche altri significati che, in quanto strettamente legati, sono trattate in questa voce (vedi Altri significati).
| Indice |
Anatomia
Anatomia animale
Insetti e crostacei
Negli insetti e nei crostacei gli occhi sono composti, in quanto costituiti da più occhi semplici o ommatidi.
Quando il pigmento isola tra loro i singoli ommatidi, ogni retinula è impressionata soltanto dai raggi di luce che giungono a colpirla direttamente attraverso la cornea dell'ommatidio, raccogliendo una limitata porzione dell'immagine.
L'immagine completa si ottiene dal mosaico creato da ogni singolo occhio, si ha così una visione per apposizione.
Quando manca il pigmento, i raggi emanati da ciascun punto dell'oggetto stimolano le retinule di più ommatidi e ciascuna di queste raccoglie i raggi provenienti da più punti, in questo caso si ottiene una maggiore fusione delle singole immagini: si ha una visione per sovrapposizione.
Anatomia umana
right|300px|Occhio umano
Gli occhi sono pari e simmetrici, posizionati nelle due cavità orbitarie del cranio (testa).
L'occhio è costituito da:
- bulbo oculare o occhio propriamente detto
- una serie di organi accessori
- gli annessi
- l'apparato muscolare estrinseco
L'apparato muscolare estrinseco ha il compito principale di coordinare il movimento dei due bulbi oculari, che deve essere sincrono nei due occhi.
Collegato all'occhio si riconosce un apparato lacrimale, che svolge attività meccaniche e attività protettive.
Occhio esterno
right|200px|Occhio umano esterno
L'occhio viene protetto esternamente anche dalle palpebre e dalle ciglia.
Ad occhio aperto appare una superficie bianca, la sclera, che corrisponde alla superficie anteriore del bulbo oculare che rimane scoperta, delimita al centro un'area circolare pigmentata detta iride, che a sua volta delimita un'ulteriore area circolare, la pupilla, che solitamente si presenta nera.
La colorazione dell'iride è un carattere soggettivo e caratteristico; può essere anche indice di malattie, come nel caso dell'albinismo, quando si presenta chiarissima o venata di rosso, in relazione al comparire del circolo sanguigno a causa della mancanza di pigmentazione.
Rovesciando le palpebre, si potrà vedere uno spazio delimitato dalla congiuntiva, al punto di riflessione di questa membrana si trova il fornice congiuntivale.
A livello della commessura mediale si potranno rilevare i condotti lacrimali.
Tramite palpazione si possono ottenere alcuni elementi peculiari dell'occhio: il grado di consistenza del bulbo, la motilità, il grado di tensione, ecc.
Il bulbo oculare
right|300|Bulbo oculare umano
Il bulbo o globo oculare ha una forma sferoidale, nella quale si riconosce un polo anteriore ed uno posteriore.
A livello del polo posteriore si diparte il nervo ottico da un'area molto limitata da una fitta corona di altre emergenze nervose, che costituiscono i fasci più esterni di questo nervo.
Sezionando il bulbo lungo l'asse antero posteriore, si potrà vedere come esso sia suddiviso in due camere, una anteriore e una posteriore, seguite dal corpo vitreo e nel fondo da una serie di membrane, presenti anche ai lati.
La camera anteriore è delimitata verso l'esterno dalla cornea, caratteristicamente trasparente, mentre posteriormente è limitata dal cristallino (lente biconvessa) e dalle estroflessioni della corona ciliare.
La camera posteriore è di dimensioni più piccole, ed è compresa tra l'iride e le formazioni che vincolano il cristallino alla corona ciliare.
Posteriormente si trova il corpo vitreo (o umor vitreo) del bulbo, che costituisce il più vasto mezzo diottrico del bulbo, senza alcuna importanza in relazione alla convergenza.
Le membrane che avvolgono il bulbo sono:
- la retina o superficie altamente differenziata , che contiene le cellule primarie della sensibilità alla luce, i coni e i bastoncelli
- la coroide o uvea, superficie devoluta essenzialmente all'irrigazione vasale del bulbo
- la sclera o sclerotica, che compare anche all'esame esterno dell'occhio, di colore biancastro costante su tutta la superficie dell'occhio, nei suoi 5/6 di superficie disponibile; è di natura fibrosa.
Parte posteriore
Nella parte posteriore dell'occhio, si trovano il nervo ottico (primo segmento delle vie visive comuni) e sostanze adipose (che stabilizzano la posizione del bulbo all'interno della cavità oculare).
Apparato muscolare
Sulla sclera si attaccano i muscoli che muovono l'occhio, i tutto 6, 4 retti e 2 obliqui:
- muscolo obliquo inferiore
- muscolo obliquo superiore
- muscolo retto inferiore
- muscolo retto laterale
- muscolo retto mediale
- muscolo retto superiore
Gli altri muscoli dell'occhio sono:
- muscolo orbicolare
- muscolo elevatore della palpebra superiore
- muscolo ciliare
- muscolo dilatatore della pupilla
- sfintere pupillare
Fisiologia
right|220px|Messa a fuoco dell'immagine
Ciascuna parte dell'occhio ha una sua caratteristica fisiologica.
Nello svolgere la sua funzione, l'occhio si comporta come la camera di una macchina fotografica, originando la formazione dell'immagine posteriormente, a livello della retina, eccitando la sensibilità delle cellule presenti che, attraverso il nervo ottico, raggiungono i centri gnistici e mnemonici a livello corticale: mediante associazione diretta si giunge a dare un nome a quanto si vede.
In realtà l'occhio ha una buona visione soltanto del punto che si sta guardando: quello che si è messo a fuoco, mentre tutto il resto del campo visivo è offuscato (non a fuoco). Noi non ci accorgiamo di questo grazie alla grande mobilità dell'occhio e alla sua ottima capacità di messa a fuoco di un nuovo punto osservato. Infatti se ci interessa vedere un dettaglio che non stiamo guardando direttamente, ma che è all'interno del nostro campo visivo, rivolgiamo, in una frazione di secondo, i nostri occhi verso quel dettaglio mettendolo a fuoco istantaneamente.
Errori nella messa a fuoco
La messa a fuoco dell'occhio umano di un soggetto normale (emmetrope) varia da 17 cm all'infinito. Un soggetto che non riesce a mettere a fuoco un oggetto posto ad una particolare distanza è affetto da miopia, mentre chi non riesce a mettere a fuoco gli oggetti posti vicino a lui è affetto da ipermetropia.
L'occhio può essere perfetto in tutte le sue componenti ma rimanere bloccato su un solo piano focale, in questa circostanza si parla di "turba dell'accomodazione". Nel caso vi siano invece problemi nella rifrazione, l'occhio può mettersi a fuoco sui vari piani, anche se limitatamente a causa di difetti nel diametro del globo oculare o per errori congeniti o acquisiti del sistema di rifrazione.
Per mettere a fuoco l'immagine, l'occhio varia la curvatura del cristallino, divenendo più spesso quando deve guardare vicino e più sottile quando deve guardare lontano.
Ipermetropia
Lipermetropia è un difetto di rifrazione, per cui i raggi luminosi paralleli che entrano nell'occhio, non vengono concentrati sulla retina, ma cadono al di la di questa.
Miopia
La miopia è anch'essa un difetto di rifrazione, per cui i raggi luminosi paralleli che entrano nell'occhio, non vengono concentrati sulla retina, ma cadono prima di questa.
Astigmatismo
L'astigmatismo è un difetto nella curvatura della cornea, che impedisce la messa a fuoco lungo i meridiani di questa.
Presbiopia
La presbiopia è dovuta all'alterazione nell'elasticità del cristallino, che comporta una difficoltà nell'accomodamento dell'occhio, con impossibilità di mettere a fuoco gli oggetti vicini.
Spasmo dell'accomodazione
A causa di motivi diversi, il muscolo ciliare che determina la curvatura del cristallino, si contrae in continuazione. Questo spasmo si verifica di solito in soggetti giovani che abbiano sforzato troppo la vista leggendo in cattive condizioni di luce.
È frequente anche negli ipermetropi e nei miopi.
Patologia
L'occhio va soggetto a numerose, infinite azioni, di accomodamento in relazione alla distanza dell'oggetto da vedere (messa a fuoco), oppure anche in relazione alla quantità di luce presente nell'ambiente, ecc.
Tra le malattie dell'occhio importanti sono le malformazioni congenite:
- anoftalmia
- microftalmia
- macroftalmia
- coloboma
Problemi molto comuni dell'occhio sono i processi infiammatori:
- congiuntivite
- irite
L'occhio è anche soggetto a processi degenerativi:
Esistono quindi i vizi di rifrazione (difetti di vista):
Altri significati
Architettura
Viene definita occhio un'apertura ovale o rotonda praticata in facciate di edifici, nelle cupole o nei tetti.
Agricoltura
Occhio è sinonimo di gemma.
Religione
La parola occhio viene usata nella formulazione biblica della legge del taglione:
"Occhio per occhio, dente per dente".
La si usa comunemente per indicare una vendetta o una ritorsione.
L'occhio rappresenta iconograficamente anche la presenza di Dio.
Locuzioni
- Inteso come percezione visiva, vista
- Sguardo in senso generico
- Sguardo che vigila, persona che sorveglia
- Espressione dello sguardo che indica qualità o difetti dell'animo (Mi guardava con occhi furbi)
- Modo di considerare, disposizione d'animo (Guardare qualcosa con un occhio favorevole)
- Persona testimone di qualcosa (Il fatto si svolse davanti ai suoi occhi)
- Capacità o incapacità di valutare (Non avere occhio)
- In particolare indicato per chi ha una buona mira
- Indicare un grande spazio (A perdita d'occhio)
- Costo molto elevato (Pagato un occhio della testa)
- Tutto ciò che richiama la forma dell'occhio
- Occhio di bue (in cucina)
- Occhio di pesce (in fotografia)
- Occhi sulla coda di un pavone
- I cerchi di grasso che si formano sulla superficie del brodo
- I vuoti che si formano nella mollica di pane
- Prestare attenzione (Occhio, stai per cadere)
- Vedere o calcolare approssimativamente, senza strumenti adeguati
- A occhio
- Ad occhio nudo
- Calcolare a occhio
- A occhio e croce
- Mutamento che avviene con grande rapidità (Avvicinarsi a vista d'occhio)
- Tempo brevissimo (In un batter d'occhio)
- Fidarsi, senza usare precauzioni (Comperare a occhi chiusi)
- Occhiaie profonde o occhi anneriti da un colpo violento (Occhi pesti)
- Attirare l'attenzione (Dare nell'occhio)
- Tenere sotto continuo controllo (Tenere d'occhio, Non perdere d'occhio)
- Perdere di vista, discostarsi da qualcuno o da qualcosa (Perdere d'occhio)
- Avere esperienza in qualcosa: (Avere o aver fatto l'occhio)
- Cosa incredibile o che fa grande meraviglia (Non credere ai propri occhi)
- Fingere di non vedere, tollerare qualcosa (Chiudere un occhio)
- Non riuscire o non poter dormire (Non chiudere occhio)
