Bonsai

thumb|right|220px|Bonsai La tecnica Bonsai (盆栽) è un metodo di coltivazione che arriva in Italia dal Giappone.

Il termine "bonsai" deriva dal giapponese albero (sai) e vaso (bon). Queste piante non potendo crescere liberamente risultano di dimensioni ridotte. Non solo la pianta ha dimensioni ridotte, ma nell'arte bonsai è di grande pregio la pianta che presenta foglie piccole, ridotte di dimensioni rispetto ai propri omologhi in natura. Questo rimpicciolimento delle foglie si ottiene tramite continue potature della parte aerea e della parte sotterranea della pianta si pota sopra e sotto il terreno per equilibrare la pianta,per quanto riguarda le foglie diventano piú piccole perché le continue potature aumenta il numero delle foglie e quindi aumenta la superfice esposta al sole,in parole semplici 1 foglia di due centimetri quadrati viene sostituita da due da un centimetro, come in un normale albero la superfice esposta alla luce del sole e fondamentale per la sopravvivenza dello stesso, un Bonsai é un albero a tutti gli effetti.

Indice

La filosofia del bonsai

Una premessa: parliamo di arte bonsai, in quanto fare bonsai è un'arte che comporta svariate conoscenze, sia nel campo generale della botanica, che in quello più particolare delle tecniche bonsaistiche. Tutte queste conoscenze vengono applicate per "creare" una pianta che rispetti determinati canoni estetici. Palare solamente di "tecnica bonsai" è riduttivo, come parlare di "tecnica pittorica" riferendosi a Michelangelo, Raffaello, Leonardo e via di seguito. Un altro aspetto interessante è che si tratta di un'opera d'arte mai finita: la pianta continua a crescere e bisogna sempre accudirla. Il bonsai come noi lo conosciamo è sostanzialmente quello giapponese, tuttavia l'origine dei bonsai è da situarsi in Cina: furono dei transfughi cinesi, approdati sulle coste giapponesi, a portare nel paese del Sol Levante i primi bonsai. I giapponesi appresero questa tecnica e ne fecero un'arte, applicando alle piante coltivate i canoni della prorpia estetica influenzata dallo Zen. Le piante giapponesi sono infatti più armoniose di quelle cinesi. È importante che un bonsai evochi in chi lo guarda una sensazione di forza, maturità e, soprattutto, di profonda pace e serenità.

Ottenimento

I bonsai si possono ottenere con i seguenti metodi:

Ottenimento da seme

È il metodo forse più "naturale". La semina può avvenire in primavera o in tarda estate-autunno, a seconda delle specie. Per alcuni semi è necessaria la stratificazione: si devono tenere in inverno in mezzo a della sabbia al freddo, poi si piantano a primavera. Il terreno ideale per la germinazione è composto da un 50% di sabbia e da un 50% di terra o torba. I semi vanno piantati in un vaso o una bacinella forati sul fondo. Il vaso va coperto con del vetro o plexiglass trasparente fino alla germogliazione. Questa tecnica "raffinata" dovrebbe conseguire ottimi risultati. In alternativa si può evitare di coprire il vaso e lasciare fare tutto a madre natura. Partire da seme è un metodo che richiede molta pazienza: ci vogliono dai 5 ai 7 anni prima di poter avere un bonsai discreto, l'altra faccia della medaglia è che consente di avere piante molto belle, perché possiamo impostarle fin da giovani seguendo il nostro gusto.

Ottenimento da talea

È un metodo più veloce rispetto alla semina. Le talee possono essere semi-legnose o legnose. Nel primo caso, a primavera, si prende un ramo giovane, lo si taglia, lo si priva di tutte le foglie tranne le due più in cima, poi si taglia la base del ramo a 45 gradi, lo si immerge in una soluzione di ormoni radicanti e lo si pianta nel terreno leggermente inclinato. Il terreno deve essere ben drenante e soffice per agevolare lo sviluppo delle radici: un misto di terriccio e sabbia andrà benissimo. La talea va posta al riparo dai raggi del sole e dal vento. Si annaffia quando il terreno è asciutto. Se tutto va bene nel giro di qualche settimana dovrebbero spuntare delle nuove foglie: a questo punto è bene far prendere un po' di sole alla talea, ma non troppo. Se il vaso è troppo piccolo è utile trapiantare in un vaso più grande nel giro di un paio di mesi, altrimenti lasciate la piantina nello stesso vaso fino alla primavera successiva. Per le talee legnose si procede in autunno con i rami ormai già ingrossati e lignificati: il procedimento è identico al precedente: bisognerà solo far attenzione a proteggere le radici dal gelo invernale. Il metodo della talea è più veloce rispetto a quello da seme, ma non ha sempre un'alta percentuale di successo, inoltre non tutte le specie si propagano bene per talea.

Ottenimento da margotta

La margotta è un metodo molto rapido per ottenere un bonsai quasi fatto, ma richiede una certa tecnica. Bisogna innanzitutto scegliere un ramo che abbia già una forma interessante, bonsaisticamente parlando, al quale applicare la tecnica che permette di far crescere le radici al nostro ramo. Una volta che saranno apparse le radici, si taglierà il ramo dalla pianta e si rinvaserà, ottenendo così un nuovo alberello. La margotta può essere effettuata in vari modi. Il primo consiste nell'incidere il ramo fino al cambio con un filo di rame o di ferro e spalmarvi sopra degli ormoni radicanti. Questa incisione va poi coperta con una "caramella" composta da sfagno bagnato avvolto in un telo di plastica. È bene stringere saldamente le estremità della caramella per non far passare aria. Fatto questo non rimarrà che aspettare, mantenendo umido lo sfagno con iniezioni d'acqua, che spuntino le radici. Il tempo di radicazione varia da specie a specie, ma di solito si aggira sui 2 o 3 mesi. A questo punto si separerà il ramo dalla pianta tagliando sotto le radici e si metterà il ramo in un vaso, sempre con terreno soffice e drenante. Se si ritiene che il ramo abbia troppe foglie è bene tagliarne un po' per non affaticare le giovani radici. È bene tenere la nuova pianta al riparo dal sole e dal vento per almeno un mese.

Un altro metodo consiste nello scortecciare completamente una parte di ramo alta circa una volta e mezzo il diametro del ramo, spargere con ormoni e coprire con la caramella di sfagno e aspettare. Si può inoltre semplicemente fare un taglio nella corteccia, sollevare il lembo tagliato e tenerlo separato dal tronco con un sassolino, ormoni e caramella e tutto come sopra. Un ulteriore metodo, denominato propaggine non richiede la caramella, dato che il ramo viene posto nel terreno dopo essere stato scortecciato, spalmato di ormoni e ricoperto con la terra. Una volta che ha radicato, lo si separa dalla pianta madre.

La tecnica della margotta si applica ad aprile-maggio, preferibilmente maggio, quando al pianta è nel pieno della spinta vegetativa. Questa tecnica è molto usata perché permette di ottenere buoni risultati e se il ramo no emette radici, cicatrizza e non viene perso, ma si può riprovare l'anno successivo. La margotta è utilizzata inoltre non solo per ottenere nuove piante, ma anche per eliminare inestetismi dai bonsai: si può applicarla al tronco per abbassare una pianta troppo alta o per migliorare la forma delle radici (nebari).

Attenzione però: non tutte le specie possono essere margottate: il pino per esempio richiede fino a 2 anni per emettere radici, la margotta risulta così praticamente impossibile.

Ottenimento da piante da vivaio

I vivai ci permettono di reperire del materiale a prezzi accessibili, anche se non è sempre possibile trovare materiale, perché le piante da vivaio non hanno le caratteristiche dei bonsai: sono troppo alte, con tronchi sottili o rami troppo disordinati. Solitamente i bonsaisti cercano tra gli scarti dei vivaisti: le piante invendute da due o tre anni sono l'ideale, anche perché spesso è possibile acquistarle a prezzi veramente economici. È necessario guardare soprattutto il tronco e le radici: le foglie cadono e l'anno successivo si riformano.

Ottenimento da raccolta in natura

La raccolta in natura è molto problematica: innanzitutto è vietata in Italia sui terreni demaniali, mentre è permessa sui terreni privati, previo consenso del proprietario. Un altro grosso problema è costituito dalla scarsa probabilità di attecchimento delle piante una volta estratte dal terreno. La raccolta si effettua in autunno o primavera, togliendo una zolla di terra contenente le radici, si toglie il fittone e si rinvasa nel terreno più adatto alla specie. Le piante raccolte in natura non vanno lavorate a bonsai per almeno due anni, proprio per dare tempo alla pianta di attecchire nel nuovo vaso.

Ottenimento da pre bonsai

I pre bonsai sono piante coltivate in vivaio, ma pensate da subito per diventare bonsai: si cura l'ingrossamento del tronco e il formare le radici a raggiera. Un pre bonsai può essere lavorato praticamente quasi subito, sempre che non abbia subito un rinvaso. Il rovescio della medaglia è costituito dal costo, naturalmente più alto rispetto alle piante da vivaio.

Ottenimento da bonsai già formati

È naturalmente il metodo più veloce, ma non è detto che sia il più semplice: se si compra un bonsai importante è necessario saperlo mantenere. Il prezzo può variare da pochi Euro (10) fino a diverse migliaia di Euro. I bonsai da pochi Euro che si comprano nei vivai o nei centri commerciali hanno il grosso difetto di avere un terreno molto argilloso, quindi duro ed impermeabile: è necessario quindi rinvasare appena possibile: in primavera.

Gli Stili

Nella coltivazione bonsaistica i giapponesi hanno dato grande importanza alle regole che riguardano le varie forme che la pianta deve assumere; per questo motivo sono stati creati gli stili che mirano al raggiungimento della perfezione estetica. Gli stili nascono dall'osservazione e dall'imitazione di capolavori creati da grandi maestri e nei secoli si sono continuamente perfezionati.

Ogni pianta ha una sua personalità e delle caratteristiche proprie che il bonsaista deve cercare di accentuare il più possibile senza però far perdere la naturalezza propria dell'essere vivente. È importante che l'intervento dell'uomo si noti il meno possibile e lasci immaginare all'osservatore solo l'azione del tempo e delle stagioni.

Eretto formale

È tipico nelle piante che in natura crescono verso l'alto come le conifere le quali riescono a mantenere vigoria nonostante le consizioni avverse. È uno stile molto vincolante che obbliga a regole fisse, definendo perfettamente la disposizione dei rami e del tronco. Quest'ultimo sarà rigido e diritto, con il ramo principale, a destra o a sinistra, a circa 1/3 dell'altezza totale, il secondo ramo a 1/3 della distanza tra il primo ramo e l'apice in direzione opposta al primo, il terzo ramo rivolto posteriormente a una distanza pari a 1/3 della distanza fra il secondo ramo e l'apice e così via, con minor attenzione per ciò che riguarda gli ultimi rametti. Questo stile viene considerato apparentemente impersonale e poco creativo ma è sicuramente il più indicato per tutte le conifere.

Eretto casuale

A scopa

Prostrato o battuto dal vento

A cascata

Literati

A boschetto o gruppo

Voci correlate

Collegamenti esterni

See also: Bonsai, Botanica, Cina, Conifere, Giappone, Giardinaggio, Leonardo, Margotta, Michelangelo, Natura