Bob Dylan

165px|Rielaborazione grafica di uno spartito musicale
Articolo della serie Musica
RIFERIMENTI

Wikipedia:Progetto Musica
Rick's Bar (in restauro)

ARTICOLI E LISTE

Storia della musica
Teoria | Generi | Strumenti
Musicisti | Compositori
Direttori | Opere | Album

CATEGORIE

Musica | Teoria | Tecniche
Generi | Autori | Musicisti
Gruppi | Cantanti | Album
Opere | Festival | Premi

[[Immagine:Bob Dylan by Daniel Kramer.jpg|thumb|175px|left|Bob Dylan in un'immagine del ]] Bob Dylan, pseudonimo di Robert Allen Zimmerman (Duluth, Minnesota, 24 maggio 1941), è un famoso compositore, musicista e cantante statunitense. Forte di una carriera ultraquarantennale, e autore di ballate entrate a far parte dell'immaginario collettivo di più di una generazione (Blowin' in the Wind o Mr Tambourine Man, per citarne solo un paio) è anche attore, regista cinematografico e autore di colone sonore.

Nel 2004 ha dato alle stampe la prima parte della sua trilogia autobiografica: Chronicles - Volume 1.

Secondo la prestigiosa rivista musicale Rolling Stone - che ha chiamato a giudicarle centosettantadue fra rockstar, produttori e critici discografici - la sua canzone Like A Rolling Stone è la migliore fra le principali 500 di tutti i tempi.

Dylan è considerato una delle stelle maggiori nel firmamento della pop music. Per molti è un poeta tout court. Ha scritto di sé: "Posso accettare il caos, ma non sono sicuro che il caos accetti me".

Indice

Biografia

Durante la sua carriera ha spesso spiazzato estimatori e detrattori innovando - con repentine ed improvvise inversioni di rotta - sia il suo stile musicale che le tematiche dei suoi versi. Accadde una prima volta nel cambio di decade fra gli anni '60 e anni '70 quando un suo album doppio - intitolato in senso autoironico Selfportrait (Autoritratto), privo praticamente di sue composizioni - si limitava a contenere classici del repertorio traditional.

Probabilmente si trattava di uno dei tanti messaggi cifrati che avrebbe poi reiterato nel corso degli anni successivi ai suoi fan: non sarebbe stato il portavoce di alcuno, eccetto che di sé stesso. In tempi recenti, a destare scalpore è stato l'annuncio di una sua partecipazione ad uno spot pubblicitario: senza dubbio, un duro colpo alla sua fama di (ormai sorpassato?) punto di forza della (contro)cultura americana.

"Chronicles"

right|thumb|150px|Bob Dylan Alla fine del 2004, Dylan ha rotto il suo lungo silenzio dando alle stampe (in ottobre sul mercato statunitense, a gennaio 2005 su quello europeo) il primo volume della sua trilogia autobiografica, "Chronicles - Volume 1". In esso, racconta in prima persona del suo arrivo a New York da Minneapolis nel pieno dell'inverno del 1961, dopo un viaggio in autostop a bordo di una Impala del '57 durato un giorno ed una notte attraverso il middle-west innevato.

Lo scopo del viaggio era quello di conoscere i cantanti blues e folk in voga a quel tempo (fra gli altri, Sonny Terry, Dave von Ronk, i New Lost City Ramblers ed il reverendo Gary Davis) ma soprattutto conoscere il suo idolo Woody Guthrie.

Più precisamente, nella Grande mela Dylan avrebbe tracciato il suo destino, approdando - sconosciuto ma pieno di aspettative, con la mente tesa come una trappola e con la consapevolezza di non aver bisogno dell'approvazione di alcuno - al Café Wha?, al Greenwich Village.

Greenwich Village

Dalla nativa città di Duluth (Minnesota), Dylan si era trasferito ancora giovanissimo insieme alla famiglia nel vicino centro metallurgico di Hibbing, in pieno Iron Range minerario; qui poté avvicinarsi allo studio della chitarra, dell'armonica e del pianoforte fondando un suo piccolo gruppo d'esordio, i Golden Chords.

L'esordio discografico - dopo il passaggio nella vicina Minneapolis e dopo l'arrivo a New York e i primi spettacoli nei café del Village (il debutto sul palco avvenne l'11 aprile 1961) - giunse nel '62 con un album che porta semplicemente il suo nome.

Si trattava di un album, prodotto dalla Columbia (l'importante casa discografica diretta da John Hammond per la quale inciderà nell'intera carriera, tranne poche eccezioni), ideale per un debuttante, ricco com'era di cover di motivi tradizionali sullo stile talkin' blues del celebre hobo Woody Guthrie.

Dal successivo long playing (Freewheelin' Bob Dylan del 1963, nella cui foto in copertina appare al fianco della sua fidanzata dell'epoca Suze Rotolo), i suoi dischi conterranno - con poche eccezioni - solo canzoni da lui scritte.

Più giovane che ieri

Nel 1964 - a ventitré anni di età - è in grado di avvertire che i tempi stanno cambiando (e lo dice nell'album The Times They'Are A-Changin', che contiene anche una sorta di visionaria autobiografia in versi, 4 Outlined Epitaphs) e di presentare un'altra parte di se stesso (in Another Side of Bob Dylan); quest'album serve a Dylan per raccontare sue pagine passate e affermare di sentirsi più giovane che ieri (My Back Pages).

Come per l' ellepì precedente, anche nell'album Another Side of Bob Dylan vengono inseriti dei testi poetici non musicati (Some other kinds of songs ..., Alcuni altri tipi di canzoni ...). Anche in questo caso, tali testi - di notevole valore letterario a detta dei critici - sono considerati alla stregua di un vero e proprio testo poetico.

Vastissima é diventata da allora la discografia di Bob Dylan, ricca anche di incisioni pirata che in alcuni casi, nel tempo, hanno raggiunto un qualche carattere di ufficialità essendo stati recuperati dalla sua stessa casa discografica.

Sodalizi artistici e sentimentali

260px|thumb|right|Bob Dylan e Joan Baez alla marcia per i diritti civili nel 1963 Gli inizi di carriera del cantante di Duluth vedono crescere rapidamente il fenomeno Dylan, inteso come punto di riferimento per i nascenti movimenti giovanili; ma l'artista stesso smorza gli entusiasmi, poiché molto spesso - manda a dire in versi, tra l'ironico ed il profetico - You don't need a weather man / To know which way the wind blows, non hai bisogno di un meteorologo per sapere dove spira il vento (Subterranean Homesick Blues).

Questa fase di carriera, ancora fresca ma piena di significati (anche politici, se si considera l'impegno di Dylan nelle lotte per i diritti civili, anche a fianco di Joan Baez) è ben documentata nel film Don't Look Back, girato in bianco e nero nel corso della tournée nel Regno Unito del 1965. Il film venne prodotto solo un paio di anni dopo dal suo manager Albert Grossman e per lungo tempo non ha avuto una circolazione commerciale.

La pellicola è importante perché illustra bene - in maniera quasi didascalica tra prove, estratti da concerti ed intervista ai media - il nuovo personaggio Dylan (attorniato da una corte di manager, tecnici del suono e delle luci, colleghi musicisti già pronti a venerarlo), e perché lascia intravvedere la fine del suo rapporto sentimentale con Joan Baez, rapporto del quale - sebbene non fosse mai stato ufficializzato - erano a conoscenza gli amici e l'intero entourage della coppia.

Emarginata artisticamente (ben poco spazio le venne lasciato nei set dei concerti attraverso il Regno Unito), la Baez si trovò, al ritorno dalla tournée, "scaricata" anche dal punto di vista affettivo dal cantante, forse troppo preso nel vortice dell'improvviso (e non previsto?) successo.

Circa una decade dopo - intorno al 1975 - i rapporti tra i due verranno riallacciati e il sodalizio artistico (ma secondo alcuni anche quello sentimentale) con Joan Baez riprenderà con vigore in occasione del fortunato tour della Rolling Thunder Revue.

Restando alla metà degli anni '60, va detto che quel periodo segna per Bob Dylan anche un periodo di forte maturazione, grazie alla conoscenza e alla frequentazione - avvenute appunto durante il tour inglese - con i componenti del gruppo dei Beatles e con cantanti allora molto in voga, fra i quali l'altro menestrello scozzese Donovan. E a quegli anni risale anche la collaborazione con il gruppo californiano The Byrds, considerati la risposta americana al fenomeno inglese dei Beatles, cui Dylan farà interpretare molte delle sue celebri ballate.

Misterioso incidente motociclistico ("Motorpsyco Nightmare")

Nell'estate del 1966 - quando il suo nome veniva ormai accostato a quello di star quali Elvis Presley, The Rolling Stones e Beatles - di ritorno da una tournée in Europa, rimase vittima di un grave incidente motociclistico che lo tenne per un paio di anni lontano dalla ribalta. Curiosamente, l'incubo di un incidente motoristico era stato da lui cantato alcuni anni prima nel brano "Motorpsyco Nightmare" contenuto nell'album Another Side of Bob Dylan). Il suo rientro nell'attività live avviene nell'agosto 1969 al Festival musicale dell'Isola di Wight, quando si esibisce in concerto con il suo gruppo storico The Band (già i The Hawks di Robbie Robertson).

Quel lasso di tempo servì però al menestrello di Duluth - cresciuto nell'ammirazione del cantante-hobo Woody Guthrie e frequentando al Greenwich Village i poeti della beat generation - di rivedere il proprio stile musicale (approfondendo il concetto di suono mercuriale affrontato nei suoi primi dischi da vera e propria pop-star) e le proprie tematiche esistenziali.

Mentre molti suoi scritti non musicati (come si è detto considerati veri e propri poemi) figurano sulle note di copertina di diversi LP, l'unico libro vero da lui scritto - Tarantula - ha avuto vita controversa: quella che era una raccolta di appunti visionari stesi intorno alla metà degli anni '60, è stata pubblicata diversi anni dopo nonostante la contrarietà dell'autore stesso.

Neverending tour

In tempi recenti, guarito da una grave malattia, ha cantato (agosto 1997), al congresso ecumenico di Bologna, davanti a Papa Giovanni Paolo II. Dopo una fugace apparizione ad inizio carriera al Folk Studio di Roma, numerose sono state in anni recenti le tappe italiane di quello che viene definito il Neverending tour, il "tour senza fine".

I "fratelli" Wilburys

Questo continuo peregrinare sui palcoscenici di tutto il mondo non gli ha impedito - specie a cavallo degli Anni ottanta - di dare vita a collaborazioni discografiche estemporanee, quasi una sorta di divertissment: assieme agli scanzonati colleghi dei Traveling Wilburys (Jeff Lynn, Roy Orbison, George Harrison e Tom Petty) - cui si aggiungevano in occasione di performance dal vivo anche cantanti come Eric Clapton e Neil Young (memorabile una versione del gruppo della canzone My Back Pages) - ha ridato lustro al country-rock.

Dylan, il cinema e il suo privato

right|thumb|180px|Ritratto del cantante Bob Dylan La carriera cinematografica di Bob Dylan (la cui vita è stata raccontata in molteplici biografie, autorizzate e non) annovera - oltre al già citato Don't Look Back e ai film Renaldo e Clara (sulla fortunata tournèe anni '70 della Rolling Thunder Revue), e Hearts of Fire - una partecipazione, anche attraverso la colonna sonora, al film Pat Garret e Billy the Kid di Sam Peckinpah). In tempi recenti ha girato un nuovo film, Masked at Anonymous.

Nel 1974 partecipa al concerto "The Last Waltz", ultimo spettacolo dal vivo della sua band d'elezione, The Band. Il concerto viene filmato da Martin Scorsese.

Sempre in campo cinematografico Dylan ha ricevuto nel 2000 un Oscar per la migliore canzone nel film The Wonder Boys".

Poco si sa della vita privata di Bob Dylan sebbene su di lui siano stati scritti interi volumi, saggi e tesi di laurea.

Jesse e Jakob, i figli avuti dalla moglie Sarah Lowndes, sposata in gioventù e da cui ha divorziato a fine Anni '70, sulle orme del padre sono avviati alla carriera artistica: il primo come regista cinematografico (American Pie - Il matrimonio), l'altro come musicista e leader del complesso degli Wallflowers.

Riconoscimenti

Fra i molti riconoscimenti che gli sono stati attribuiti vi è il premio Grammys del 1998 per la canzone Cold Iron Bounds, mentre - sempre nel '98 - l'album Time Out of Mind ha vinto il premio come miglior disco di musica folk per quell'anno.

In virtù della qualità dei suoi testi il nome di Bob Dylan è circolato più volte in occasione dell'assegnazione dei Premi Nobel.

Discografia

Immagine mancante
Wikiquote.png
Logo Wikiquote

Wikiquote riporta una collezione di citazioni da o su Bob Dylan.

La discografia di Bob Dylan - articolata in un arco di carriera di oltre quarant'anni - consta di innumerevoli titoli che includono anche incisioni effettuate su vinile e quindi rimasterizzate su cd. Ciò è dovuto sia alla prolificità dell'autore sia anche alla realizzazione, nel tempo, di numerosi bootleg, incisioni pirata ed edizioni non ufficiali (alcune delle quali peraltro successivamente pubblicate dalla casa discografica del cantante) che hanno trovato facile diffusione attraverso lo scambio peer-to-peer su internet di file musicali in formato mp3.

Qui di seguito viene riportata la discografia ufficiale del cantante-menestrello statunitense (in corsivo gli album doppi, le colonne sonore, le registrazioni live e i greatest hits; fra parentesi la data di pubblicazione):

Bibliografia

Collegamenti esterni

Immagine mancante
CommonsLogo.png
Logo Commons

Su Commons sono presenti file multimediali su Bob Dylan.

Dylan B Dylan B Dylan B Dylan B Dylan B Dylan B Dylan B Dylan Bob Dylan Bob Dylan Bob

See also: Bob Dylan, 11 aprile, 1941, 1961, 1962, 1963, 1964