Benedetto Cairòli
Benedetto Cairòli, (Pavia, 28 gennaio 1825 - Capodimonte, 8 agosto 1889), statista italiano, fu Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano nei periodi 24 marzo 1878 - 19 dicembre 1878 e 14 luglio 1879 - 29 maggio 1881.
Dal 1848 fino al compimento dell'unità nazionale nel 1870, tutta la sua attività fu dedicata al Risorgimento, prima come Garibaldino, poi come rifugiato politico e cospiratore anti-austriaco, ed infine come deputato al Parlamento. Fu al comando di un reparto di volantari al seguito di Garibaldi dal 1859 al 1960, e fu ferito per due volte: la prima, in modo lieve, a Calatafimi e la seconda, gravemente, a Palermo sul finire del 1860. Nel 1866, col grado di colonnello, partecipò alla campagna di Garibaldi nel Tirolo, nel 1867 combattè a Mentana e nel 1870 partecipò ai negoziati con Bismarck, negoziati nel corso dei quali pare che che il Cancelliere tedesco abbia promesso di appoggiare l'annessione di Roma da parte dell'Italia, insieme col raggiungimento delle sue frontiere naturali, a patto che il Partito Democratico si fosse adoperato per impedire un alleanza fra il re Vittorio Emanuele II e Napoleone III.
Il prestigio personale di Benedetto Cairoli fu di molto accresciuto per merito dell'eroismo dei suoi quattro fratelli, tutti caduti nelle guerre risorgimentali, e dal comportamento esemplare della madre. Il suo rifiuto di accettare ricompense od onoreficenze di qualsiasi tipo lo mise in una luce ancora migliore agli occhi degli Italiani. Quando nel 1876 la Sinistra andò al potere, Cairoli, allora deputato da 16 anni, divenne capogruppo parlamentare del partito, e, dopo la caduta dei governi Depretis e Crispi, formò nel marzo 1878, il suo primo gabinetto, che fu caratterizzato da una politica filo-francese ed irredentista. Dopo aver sposato la contessa Elena Sizzo di Trento, città allora appartenente all'Austria, egli non fu capace di impedire che le successive manifestazioni irredentiste portassero il paese sull'orlo di una guerra con la stessa Austria.
La sua politica rinunciataria al Congresso di Berlino fu causa di grande insoddisfazione, poiché in quell'occasione l'Italia non ottenne alcuna concessione, mentre l'Austra-Ungheria si assicurò un mandato europeo per l'occupazione della Bosnia e dell'Erzegovina. Alcuni mesi più tardi l'attentato contro il re Umberto I avvenuto a Napoli ad opera di un tal Passanante provocò la caduta del suo governo, nonostante il coraggio da lui dimostrato in quell'occasione, quando fu ferito gravemente per aver protetto col proprio corpo la persona del re. Il 3 luglio 1879 Cairoli tornò al potere, e, nel novembre successivo formò con Depretis un governo di coalizione, nel quale egli assunse gli incarichi di primo ministro e ministro degli esteri. Fidandosi delle assicurazioni francesi, e ritenendo che la Gran Bretagna si sarebbe opposta all'allargamento della sfera di influenza francese in Nord Africa, non previse l'occupazione francese di Tunisi, che in effetti avvenne l'11 maggio 1881.
Prevedendo, giustamente, che questo evento avrebbe provocato l'indignazione dell'opinione pubblica, presentò le dimissioni, evitando così che la camera lo censurasse apertamente, e da allora di fatto scomparve dalla scena politica. Nel 1887 fu insignito del Collare dell'Annunziata, la massima onoreficenza italiana. Morì l'8 agosto 1889, mentre si trovava ospite di re Umberto I nel palazzo reale di Capodimonte presso Napoli.
Cairoli fu uno dei più importanti rappresentanti di quella generazione di patrioti, che, dopo aver speso tutta la vita cospirando e combattendo valorosamente per la causa dell'unità nazionale, non riuscirono ad adattarsi alle responsabilità derivanti dall'attività parlamentare e dalle cariche pubbliche statali che furono chiamati ad occupare, e che, a causa della loro scarsa conoscenza degli affari internazionali e del modo di gestire l'amministrazione, furono involontariamente di ostacolo allo sviluppo del Paese.
Parte di questo testo è la traduzione dell'articolo presente sull'Enciclopedia Britannica del 1911 ora di pubblico dominio.
Cairòli, Benedetto
