Battaglia di Waterloo
La battaglia di Waterloo, che si svolse il 18 giugno 1815, fu l'ultima battaglia di Napoleone. È stata una delle più cruente battaglie del XIX secolo.
Durò complessivamente otto ore, nelle quali morirono oltre 48.000 soldati. Gli scontri avvennero fra le fattorie e i campi della cittadina di Waterloo, in Belgio, dove l'esercito di Bonaparte affrontò le truppe del generale inglese Wellington. Napoleone era sicuro di vincere e i primi attacchi francesi sembravano dargli ragione. Le cariche di cavalleria francesi furono bloccate dal formidabile tiro degli artiglieri britannici. A rallentare i francesi ci fu anche il terreno fangoso (aveva piovuto tutto il giorno precedente e lo stesso giorno della battaglia era brutto tempo).
Le sorti della battaglia rimasero in bilico fino all'arrivo dell'esercito prussiano guidato dal generale Blucher. La tattica di Napoleone era quella di dividere i suoi avversari e affrontarli separatamente. L'imperatore francese infatti prima di arrivare a Waterloo aveva tentato in tutti i modi annientare l'armata di Blucher e di allontanarla dagli inglesi. L'arrivo dei prussiani fu del tutto inaspettato e l'esercito napoleonico,composto da 120.000 uomini con 374 cannoni affrontò l'esercito inglese con 117.000 uomini e 304 cannoni e quello prussiano,106.000 uomini e 196 cannoni.
Dopo otto ore di durissimi scontri l'esercito francese fu sconfitto e a seguito di questa battaglia Napoleone fu esiliato a Sant'Elena, dove morì 6 anni dopo, il 5 maggio 1821.
Ancora oggi nei pressi di Waterloo è ricordata la grande battaglia e c'è anche un museo dedicato all'epico scontro e sono state rese luoghi di visita anche alcune delle fattorie nelle quali gli eserciti stabilirono i loro quartieri generali.
