Battaglia di Sentino
Battaglia di Sentino 295 AC
La campagna bellica di Sénoni e Sanniti contro i Romani e i loro alleati latini (Terza guerra sannitica) culmina con la battaglia di Sentino (località a metà strada tra Ancona e Perugia). Il fronte antiromano comprendeva quattro nazioni: da una parte Celti (comandati dai Sénoni) e una coalizione italica comprendente Sanniti, Sabini, Pretuzi e Lucani; dall'altra Etruschi e Umbri. I romani avevano stipulato dei patti difensivi con Arezzo e con i Piceni per isolare i Celti ed avevano isolato i Sanniti legando a sé i popoli che confinavano con essi. Avevano inoltre intrapreso una spedizione punitiva in Etruria (298 AC) come dura reazione al patto etrusco-gallico. Il comandante della coalizione antiromana fu il sannita Gellio Egnazio; l'esercito di Etruschi e Umbri fu raccolto a Camars (Chiusi) e l'esercito di Celti e Sanniti fu raccolto a Sentino. Furono previsti due distinti accampamenti anche perché il piano prevedeva una manovra a tenaglia da nord e da nord-est per soffocare la forza di Roma. Il primo scontro avvenne contro Etruschi e Umbri (rinforzati da un contingente di Galli) e fu sfavorevole ai Romani. Invece contro i nemici più pericolosi, ossia Sénoni e Sanniti coi loro alleati italici, i romani ottennero a Sentino una netta vittoria. Le legioni romane erano guidate dai consoli Publio Decio Mure e Quinto Fabio Rulliano.
