Autodromo Nazionale Monza
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L'Autodromo Nazionale Monza (o Circuito di Monza) è il circuito automobilistico di Monza, situato all'interno del Parco.
Ospita molti eventi motoristici, sia automobilistici sia motociclistici, durante tutto l'anno ma è famoso internazionalmente per aver ospitato il Gran Premio d'Italia di Formula 1, quasi ininterrottamente, fin dalla sua nascita dal 1922.
Storia
L'idea
L'idea del circuito automobilistico, nasce dall'Automobile Club di Milano nel gennaio del 1922, per celebrare il 25° anniversario dell'organizzazione. Il primo Gran Premio d'Italia si era disputato l'anno primo in un circuito semipermanente a Montichiari. Il successo dell'esperimento, portò alla ricerca di una sede stabile per un circuito ad alta velocità.
Le bozze di progetto presentate indicavano tre diverse località:
- una zona di brughiera presso Gallarate (dove oggi sorge l'Aeroporto internazionale di Malpensa
- un'area nel rione di Cagnola (che allora era alla periferia di Milano)
- il Parco Reale di Monza (affidato al tempo all'Opera Nazionale Combattenti).
La scelta cadde su Monza. L'area disponibile era ampia, vicina a Milano e con possibilità di facili collegamenti.
Il progetto prevedeva un circuito ad anello perimetrale, con la possibilità di creare ulteriori tracciati complementari interni.
La SIAS
L'Automobile Club crea una società a capitale privato, la SIAS (Società Incremento Automobilismo e Sport, che si assunse l'incarico di costruire e gestire l'attività sportiva del circuito. La società viene presieduta da Silvio Crespi e il progetto viene affidato all'architetto Alfredo Rosselli.
La costruzione
Felice Nazzaro e Vincenzo Lancia collocarono la prima pietra del circuito verso la fine del febbraio del 1922. Il progetto incontrò subito perplessità, a causa del valore paesaggistico in cui il circuito andava inserendosi. Per essere accettato, a parità di area occupata (340 ettari), lo sviluppo complessivo del circuito fu ridotto a 10 km. I lavori ripresero il 15 maggio.
Il circuito fu completato in 110 giorni: il 28 luglio, Felice Nazzaro e Pietro Bordino, su una FIAT 570, collaudano il circuito in tutto il suo sviluppo.
Il circuito
Il circuito comprendeva un anello di 4,5 km, con due curve (320 m di raggio) sopraelevate fino ad un'altezza di 2,60 m; i due rettilinei che collegano le curve erano lunghi 1.070 m. La pista stradale era invece lunga 5,5 km, con curve di raggio diverso.
L'anello di velocità e la pista stradale si intersecavano su due livelli mediante un sottopassaggio.
Le prime gare
Il 3 settembre 1922, il circuito di Monza ospitò la prima competizione, una gara di vetturette sport vinta da Pietro Bordino su FIAT 501.
Il Gran Premio motociclistico della Nazioni si svolse l'8 settembre dello stesso anno e fu vinto da Amedeo Ruggieri (Harley Davidson 1000.
Due giorni dopo, il 10 settembre, il primo Gran Premio automobilistico d'Italia, vinto da Bordino (FIAT 804).
Tracciati alternativi
Vincenzo Florio studiò un nuovo tracciato che lasciava comunque inalterate le strutture del circuito, utilizzando la pista stradale e la curva sopraelevata a sud, collegate da due curve a 90° e da un breve tratto rettilineo. Questo tracciato fu chiamato il "circuito Florio" ed aveva una lunghezza di 10 km.
Nel 1933, un grave incidente mortale coinvolse Campari, Czaykowski e Borzacchini, costringendo gli organizzatori a modificare il tracciato. Nel 1934 fu così disegnato un tracciato che comprendeva la curvetta sud, la sopraelevata sud, il raccordo del circuito Florio e metà rettilineo delle tribune, furono anche inserite due chicanes, il tutto al fine di ridurre le velocità di punta.
Nel 1935 e nel 1936 si tornò a gareggiare sul circuito Florio, anche se riempito di chicanes, mentre nel 1937 si gareggiò sul circuito di Livorno, per tornare l'anno successivo a Monza, con l'ultimo utilizzo del circuito Florio.
Modifiche all'impianto (1938)
Nel 1938, terminato il Gran Premio d'Italia, fu modicata la pista stradale: il rettilineo centrale fu spostato verso ovest, raccordandolo al rettilineo delle tribune con due curve con un raggio di 60 m, pavimentate con profido. Il nuovo tracciato aveva una lunghezza di 6,3 km.
Le novita del circuito non poterono essere provate in gara, a causa della guerra, che bloccò ogni attività. Nel periodo bellico, l'autodromo fu utilizzato nei modi più diversi: uffici dell'Automobile Club, archivio del Pubblico Registro Automobilistico, rifugio per gli animali del giardino zoologico di Milano.
Finita la guerra, una parata di mezzi cingolati alleati (1945), distrusse il fondo della pista. Successivamente venne adibito a deposito di automezzi militari. Il ripristino del circuito avvenne nei primi mesi del 1948, nel frattempo le competizioni programmate si disputarono sul circuito del Valentino a Torino (auto) e a Faenza (moto).
Il 17 ottobre tutto era pronto per un nuovo Gran Premio di Formula I a Monza. Il tracciato fu utilizzato fino al 1954.
Il nuovo anello di velocità
Nel 1955 si ripristinò il tracciato di 10 km, seguendo il progetto del 1922, con un settore stradale e un settore per la velocità. L'anello di velocità era simile a quello precendente, ma leggermente spostato verso sud. Le curve sopraelevate furono costruite in cemento armato, con un raggio di 320 m ed una pendenza progressiva fino ad un massimo dell'80%.
La pista stradale fu leggermente accorciata, riducendo il rettilineo centrale e quello delle tribune e collegandoli con una curva a raggio crescente, la "parabolica", che sostituiva le curve in profido.
La lunghezza diveniva così di 5.750 m per la pista stradale e di 4.250 per quella di velocità.
Tracciato per la formula junior
Il successo della formula addestrativa junior portò alla creazione di un circuito corto, "pista junior" (1959), realizzato raccordando a nord, con un percorso sinuoso, il rettilineo delle tribune con quello centrale. Il tracciato ottenuto misurava 2.385 m (oggi a causa di lievi modifiche ne misura 2.405 m). Nel 1965, questo tracciato fu dotato di un impianto di illuminazione per pemettere prove in notturna.
Sistemi di protezione
Nel 1961 fu attuato un programma di protezione che comprese l'utilizzo di reti rinforzate e di guard-rails. Nel 1963 furono anche ricostruiti i box, separando la corsia di servizio dalla pista per mezzo di un muretto.
Le "varianti"
Per ridurre le velocità delle Formula 1, furono realizzate due chicanes (1972), una al "curvone" e una alla "Curva Ascari". Le chicanes si rivelarono inefficienti, rallentavano si la velocità, ma provocavano continui incidenti. Nel 1976 la chicanes del rettilineo dopo l'inizio della curva nord, fu sostituta da una vera e propria "variante" costituita da due curve a sinistra e da due curve a destra alternate; un'altra variante fu costruita a 300 m dalla "prima curva di Lesmo", con una curva a sinistra seguita da una a destra.
Modifiche alla seconda curva di Lesmo e alla curva grande
Nel 1994 la seconda curva di Lesmo viene ridefinita, con una configurazione "a gomito" (il raggio diviene di 36 m). Nel 1995 la curva Grande viene spostata all'interno di circa dieci metri, i suoi due raggi passano a 290 e 395 m (erano, rispettivamente, 325 e 450 m). La variante della Roggia viene anticipata di 50 m. L'intero tratto delle curve di Lesmo viene spostato verso l'interno di 15 metri; la prima curva risulta ristretta, 75 m invece di 98 m di raggio, mentre la seconda rimane praticamente identica a quella disegnata l'anno prima.
Dopo tutte queste modifiche il tracciato risulta diminuito di 30 m ed ora ha una lunghezza di 5.770 m.
Competizioni
Gran Premio automobilistico d'Italia
| anno | formula | pilota | vettura |
|---|---|---|---|
| 1922 | 2000 cc | Pietro Bordino | FIAT |
| 1923 | 2000 cc | Carlo Salamano | FIAT |
| 1924 | 2000 cc | Antonio Ascari | Alfa Romeo |
| 1925 | 2000 cc | Gastone Brilli-Peri | Alfa Romeo |
| 1926 | 1500 cc | Sabipa | Bugatti |
| 1927 | 1500 cc | Robert Benoist | Delage |
| 1928 | Libera | Louis Chiron | Bugatti |
| 1931 | Libera | Campari e Nuvolari | Alfa Romeo |
| 1932 | Libera | Tazio Nuvolari | Alfa Romeo |
| 1933 | Libera | Luigi Faglioli | Alfa Romeo |
| 1934 | 750 kg | Rudolf Caracciola | Mercedes-Benz |
| 1935 | 750 kg | Hans Stuck | Auto-Union |
| 1936 | 750 kg | Bernd Rosemeyer | Auto-Union |
| 1938 | F1 | Tazio Nuvolari | Auto-Union |
| 1949 | F1 | Alberto Ascari | Ferrari |
| 1950 | F1 | Nino Farina | Alfa Romeo |
| 1951 | F1 | Alberto Ascari | Ferrari |
| 1952 | F2 2000 cc | Alberto Ascari | Ferrari |
| 1953 | F2 2000 cc | Juan Manuel Fangio | Maserati |
| 1954 | F1 2500 cc | Juan Manuel Fangio | Mercedes |
| 1955 | F1 2500 cc | Juan Manuel Fangio | Mercedes |
| 1956 | F1 2500 cc | Stirling Moss | Maserati |
| 1957 | F1 2500 cc | Stirling Moss | Vanwall |
| 1958 | F1 2500 cc | Tony Brooks | Vanwall |
| 1959 | F1 2500 cc | Stirling Moss | Cooper |
| 1960 | F1 2500 cc | Phil Hill | Ferrari |
| 1961 | F1 1500 cc | Phil Hill | Ferrari |
| 1962 | F1 1500 cc | Graham Hill | B.R.M. |
| 1963 | F1 1500 cc | Jim Clark | Lotus |
| 1964 | F1 1500 cc | John Surtees | Ferrari |
| 1965 | F1 1500 cc | Jackie Stewart | B.R.M. |
| 1966 | F1 3000 cc | Ludovico Scarfiotti | Ferrari |
| 1967 | F1 3000 cc | John Surtees | Honda |
| 1968 | F1 3000 cc | Denny Hulme | McLaren |
| 1969 | F1 3000 cc | Jackie Stewart | Matra |
| 1970 | F1 3000 cc | Clay Regazzoni | Ferrari |
| 1971 | F1 3000 cc | Peter Gethin | B.R.M. |
| 1972 | F1 3000 cc | Emerson Fittipaldi | Lotus |
| 1973 | F1 3000 cc | Ronnie Peterson | Lotus |
| 1974 | F1 3000 cc | Ronnie Peterson | Lotus |
| 1975 | F1 3000 cc | Clay Regazzoni | Ferrari |
| 1976 | F1 3000 cc | Ronnie Peterson | March |
| 1977 | F1 | Mario Andretti | Lotus |
| 1978 | F1 | Niki Lauda | Brabham |
| 1979 | F1 | Jody Scheckter | Ferrari |
| 1981 | F1 | Alain Prost | Renault |
| 1982 | F1 | René Arnoux | Renault |
| 1983 | F1 | Nelson Piquet | Brabham |
| 1984 | F1 | Niki Lauda | McLaren |
| 1985 | F1 | Alain Prost | McLaren |
| 1986 | F1 | Nelson Piquet | Williams |
| 1987 | F1 | Nelson Piquet | Williams |
| 1988 | F1 | Gerhard Berger | Ferrari |
| 1989 | F1 | Alain Prost | McLaren |
| 1990 | F1 3500 cc | Ayrton Senna | McLaren |
| 1991 | F1 | Nigel Mansell | Williams |
| 1992 | F1 | Ayrton Senna | McLaren |
| 1993 | F1 | Damon Hill | Williams |
| 1994 | F1 | Damon Hill | Williams |
| 1995 | F1 | Johnny Herbert | Benetton |
| 1996 | F1 | Michael Schumacher | Ferrari |
| 1997 | F1 | David Coulthard | McLaren |
| 1998 | F1 | Michael Schumacher | Ferrari |
| 1999 | F1 | Heinz-Harald Frentzen | Jordan |
| 2000 | F1 | Michael Schumacher | Ferrari |
| 2001 | F1 | Juan Pablo Montoya | Williams |
| 2002 | F1 | Rubens Barrichello | Ferrari |
| 2003 | F1 | Michael Schumacher | Ferrari |
| 2004 | F1 | Rubens Barrichello | Ferrari |
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