Austria-Ungheria
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Austria-Ungheria | |||||||||
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Lingue ufficiali | |||||||||
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Religione Ufficiale | |||||||||
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Capitale |
Vienna | ||||||||
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Capo di stato |
Imperatore d'Austria, | ||||||||
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680,887 km² (1907) | |||||||||
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48,592,000 (1907) | |||||||||
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Rhine guilder; | |||||||||
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Gott erhalte Franz den Kaiser | |||||||||
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Durata | |||||||||
L'Austria-Ungheria o impero austro-ungarico nacque nel 1867 con l'Ausgleich (compromesso) tra la nobiltà ungherese e la monarchia asburgica, nel tentativo di mantenere il vecchio Impero Austriaco, nato nel 1804. Al suo interno, il Regno d'Ungheria si autogovernava e godeva di una sua politica autonoma in molti affari (specie nelle relazioni diplomatiche e nella difesa). Gli Asburgo erano, dunque, sia imperatori d'Austria sia re di Ungheria. Il nome completo dello stato era "I regni e le terre rappresentate nel concilio imperiale e le terre della corona di Santo Stefano".
L'impero aveva una superficie di 420.000 km² e nel 1910 contava 52 milioni di abitanti. La capitale era Vienna, città che passò dai 440.000 abitanti del 1840 ai 2.200.000 alla vigilia della Grande Guerra, quando era la quarta città più grande d'Europa. Esistevano due parlamenti: uno a Vienna, l'altro a Budapest.
Trattandosi di un impero multietnico in un'epoca di forte risveglio del nazionalismo, fu continuamente travagliato dalle dispute fra gli undici gruppi etnici che lo componevano. Malgrado le rivalità etniche, nei suoi cinquant'anni di esistenza esso conobbe una rapida crescita economica e una marcata modernizzazione, oltre a molte riforme liberali.
L'impero austro-ungarico si dissolse nel 1918, in seguito alla fine della prima guerra mondiale. I suoi sovrani furono: l'imperatore Francesco Giuseppe I di Asburgo-Lorena (dal 1867 al 1916) e l'imperatrice Elisabetta (dal 1867 al 1898), in seguito l'imperatore Carlo e l'imperatrice Zita (dal 1916 al 1918).
Attualmente, i territori che appartenevano all'Austria-Ungheria fanno parte di dodici stati europei: Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia e Montenegro (limitatamente alla regione del Banato), Italia (Trentino-Alto Adige e Venezia Giulia italiana), Romania (Transilvania), Polonia (Galizia) e Ucraina (Rutenia).
Le terre dell'impero
In molti testi le terre non facenti parte del Regno d'Ungheria (quindi, quelle "austriache") sono designate con il nome di Cisleitania, poiché, dal punto di vista degli austriaci, esse stavano ad ovest del fiume Leitha (malgrado la Galizia a nord-est fosse considerata "austriaca"). Tuttavia, questa regione (molto più estesa dell'attuale Austria) fino al 1915 non ebbe un nome ufficiale e per questo motivo, ci riferiva ad essa come "i regni e le terre rappresentate nel concilio imperiale" (il concilio imperiale (Reichsrat) costituiva perciò il parlamento della Cisleitania.) Allo stesso modo anche la metà Transleitania ("Ungherese") era più vasta della sola Ungheria, e portava la designazione ufficiale di "Terre della Sacra Corona Ungherese di Santo Stefano, con riferimento al primo re cristiano dell'Ungheria.
I "Regni e le Terre" della metà Cisleitana dell'impero:
- il regno di Boemia
- il regno di Dalmazia
- il regno della Galizia e Lodomeria
- l'arciducato d'Austria
- il ducato di Bukowina
- il ducato di Carinzia
- il ducato di Carniola
- il ducato di Salisburgo
- il ducato dell'Alta Slesia e della Bassa Slesia
- il ducato di Stiria
- il marchesato di Moravia
- il principato del Tirolo (inclusa la Terra di Vorarlberg)
- le Terre Costiere (principato di Gorizia e Gradisca, la città di Trieste e il marchesato d'Istria).
Le "Terre" della metà Transleitana:
- il Regno d'Ungheria, incluse la Transilvania e Vojvodina
- il regno di Croazia e Slovenia
- la città di Fiume.
Bosnia e Erzegovina formavano una parte separata dell'Impero, amministrata congiuntamente dalle due metà.
