Aumento

In araldica, gli aumenti possono essere di qualsiasi natura: una pezza, una figura, più raramente una partizione. Nella maggior parte dei casi si tratta di un capo o di un cantone.

Un caso frequente di aumento si trova nei blasoni di molte città francesi che hanno nel loro stemma un capo d'azzurro caricato da tre gigli d'oro, detto "capo di Francia" e dato in aumento alle città «fedeli» al re.

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Un blasone «aumentato» dovrebbe essere letto ignorando dapprima l'aumento, e terminando poi con "aumentato da ...". Questa regola non è praticamente mai applicata, nemmeno nel caso delle grandi casate.

Così la blasonatura del Lionese dovrebbe essere "Di rosso al leone d'argento, aumentato del capo di Francia"; la blasonatura abituale "Di rosso al leone d'argento, al capo cucito d'azzurro caricato da tre gigli d'oro " senz'altro corretta, non tiene conto dell'evoluzione onorifica (l'aumento introduce qui una situazione apparentemente scorretta -smalto su smalto-: il termine «cucito» indica che l'"anomalia" è riconosciuta ...).

Nell'araldica italiana il termine «aumento» di norma non viene utilizzato e si preferisce parlare, ad esempio – nel caso di un capo, di «capo di concessione». Ciò comporta l'unificazione della blasonatura in una forma che prevede la citazione del capo come ultimo elemento.

See also: Aumento, Araldica