Atto Vannucci
Atto Vannucci (Tobbiana, Montale, 30 dicembre 1810 - Firenze, 10 giugno 1883), storico e protagonista dei moti toscani del 1848.
Ricordato per le sue opere:
- I martiri della libertà italiana dal 1794 al 1848 del 1848.
- Storia d'Italia dall'origine di Roma all'invasione longobarda secondo i principi della scuola neoghibellina del 1861.
Biografia
- Nasce a Tobbiana di Montale il 30 dicembre 1810, figlio di contadini e terzo di sei fratelli fu educato dallo zio Abate di San Martino in Campo a Carmignano.
- Nel novembre 1825, a quindici anni, entra nel Seminario di Pistoia. Allievo di Giuseppe Silvestri ebbe come compagni Enrico Bindi, futuro vescovo di Pistoia e Prato e Arcivescovo di Siena, e Giuseppe Arcangeli, rinomato insegnante al Cicognini di Prato.
- Nel 1831 il Silvestri, chiamato a dirigere il Collegio Cicognini, lo porta con se e gli affida l'incarico di prefetto di camerata.
- 1833-1840 tiene la cattedra di Umanità.
- 1840-1851 tiene la cattedra di Cronologia e Storia Universale.
- Ebbe come scolari Cesare Guasti.
- A Prato entra a far parte come "uditore" dell'"Accademia degli Infecondi".
- Nel 1835 diviene accademico ordinario e in seguito ne diviene segretario. L'"Accademia degli Infecondi" cessò l'attività nel 1840.
- Le fatiche e le sue precarie condizioni di salute determinano un indebolimento fisico e un'irritazione agli occhi che gli impedisce di lavorare. Per trovare un sollievo viaggia spesso.
- 1835 Visita Vallombrosa, Chiusi, Arezzo, la Val di Chiana.
- 1837 Visita la Lombardia e i luoghi dei "Promessi Sposi".
- 1838 Giunge a Roma, città che desiderava tanto visitare.
- In questi anni studia la letteratura latina ed è un collaboratore alla "Collezione dei classici latini con commenti italiani per l'uso della scuola" edita dalla Tipografia Aldina di Prato. Questa collezione applicava le teorie del Silvestri sullo studio della lingua latina. Vannucci commenta le "Georgiche" di Virgilio, le "Metamorfosi" di Ovidio, la "Vita" di Orazio Flacco, il commento "della favola di Fedro e dei favolisti" e le opere di Sallustio, affronta Tacito di cui pubblica "Tutte le opere" nel 1847 poi Catullo "Poesie scelte".
- Durante l'insegnamento al Cicognini si occupa di letteratura italiana, nel 1939 pubblica la sua "Storia del sonetto Italiano" e varie opere minori.
- Nel 1841 pubblica i "Documenti del sacco dato a Prato dagli Spagnoli"
- 1843 Viaggio a Parigi. Il Vannucci ne trae un diario (conservato alla Biblioteca Nazionale a Firenze). Il viaggio è fatto per curarsi della fastidiosa infiammazione agli occhi ma è anche il viaggio nella cultura che più influenza e a cui molti si ispirano all'epoca. Il Vannucci si interessa alla vita culturale di Parigi e la visita con molta attenzione. Nella capitale francese conosce alcuni patrioti italiani: Michele Amari, Giovanni Berchet e Pietro Giannone. Durante questo soggiorno fu detto che avesse aderito alla Giovane Italia del Mazzini.
- Ritornato in Italia diviene direttore della rivista "La guida dell'educatore".
- Nel 1845 fa un viaggio a Napoli dove visita il Vesuvio.
- Nel 1847 è di nuovo a Roma sui luoghi degli antichi romani ma critica aspramente la Roma papalina contemporanea.
- 1847 collabora con la rivista "Alba" che aveva come scopo di sviluppare un programma di educazione del popolo e si proponeva un sostanziale rinnovamento politico e sociale del paese. Dal 10 febbraio 1848 al 22 marzo ne è direttore.
- 1848 in febbraio diventa Accademico nell'Accademia della Crusca.
- 1848 Abbandona l'insegnamento al Cicognini e si dedica all'attività politica. Si candida nel collegio di Montale ma pur ottenendo 164 voti non viene eletto, secondo l'Arcangeli il clero della campagna non vedeva di buon occhio le sue tendenze democratiche e liberali. Pubblica i "Martiri della libertà italiana" in 22 articoli sul giornale "L'inflessibile" e poi in volume, opera molto importante per il Vannucci e che amplierà ad ogni edizione.
- Matura anche la decisione di abbandonare il sacerdozio. Aveva una concezione del sacerdozio legata al progresso civile ed era sua esigenza vedere il clero promotore di trasformazioni della società in senso democratico. Il contrasto tra l'essere un sacerdote impegnato e la realtà del tempo forse è l'origine della sua crisi spirituale che lo porta a lasciare il sacerdozio. Decisiva, forse, fu l'"Allocuzione" di Pio IX del 29 aprile 1848 che determinò il crollo dell'illusione neoguelfa ed era un dramma per i cattolici liberali ora che i loro sentimenti patriottici erano in contrasto con la fedeltà e la devozione al Papa. Mentre il Bindi si schiera su posizione moderate il Vannucci si porta su posizioni radicali e abbandona il sacerdozio.
- Il 9 febbraio 1849 quando il Granduca Leopoldo II fuggì da Firenze per le pressioni dei democratici, il Triumvirato formato dal Guerrazzi, dal Montanelli e dal Mazzoni affida il governo della città di Prato.
- L'11 febbraio 1849 assume l'incarico di inviato straordinario del Governo Provvisorio Toscano a Roma. Il Vannucci si schiera con il Mazzini per la proclamazione della Repubblica Toscana e all'unione con la Repubblica Romana. Ma la politica temporeggiatrice del Guerrazzi e del governo Toscano furono un ostacolo a questa sua politica.
- Il 15 marzo è eletto membro dell'Assemblea Toscana.
- Ad aprile l'Assemblea Toscana deve decidere sull'accettare l'unione con Roma. Il Vannucci cerca di convincere i deputati ad accettare ma le sue parole non sono ascoltate. Deluso riparte per Roma.
- Il Governo Provvisorio fu rovesciato e i moderati presero il posto del Guerrazzi, instaurarono un Governo presieduto da Bettino Ricasoli e richiamarono il Granduca. Il Vannucci va a Livorno dove i patrioti si apprestavano a difendere la città dai reazionari e gli austriaci. Pubblica sul Corriere Livornese un articolo per sostenere i rivoltosi ma rientra quasi subito a Roma amareggiato.
- Un corpo di spedizione francese assale la Repubblica Romana il 24 aprile 1849. Nonostante che i difensori, guidati da Garibaldi, opponessero una strenua difesa la Repubblica Romana cadde e il 3 giugno 1849 i francesi entrarono in città.
- Il Vannucci aveva già deciso di andare in esilio. Il 9 maggio è a Marsiglia.
- Le armate austriache avevano occupato la Toscana soffocando le ultime resistenze a Livorno e riportando il Granduca Leopoldo il 28 luglio 1849.
- Dopo questi avvenimenti il Vannucci rompe con molti dei suoi vecchi amici che si sono ritirati su posizioni moderate e criticano le scelte fatte.
- Si stabilisce a Parigi, studiando nella biblioteca Mazzarina. Incontra altri patrioti esiliati.
- Nel luglio 1850 soggiornò in Inghilterra.
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