L'arte nell'antica Grecia

L'arte dell'antica Grecia ha esercitato un'enorme influenza nella cultura di molti luoghi dall'antichità fino ai nostri giorni, soprattutto nel campo della scultura e dell'architettura. In Occidente ebbe un forte influsso sull'arte imperiale romana, al punto che quest'ultima ne fu a volte considerata una mera derivazione. In Oriente le conquiste di Alessandro Magno iniziarono un lungo periodo di scambi tra le culture della Grecia, dell'Asia centrale e dell'India (arte greco-buddhista del Gandhara), con propaggini addirittura in Giappone. Dopo il Rinascimento, in Europa l'estetica e l'alta capacità tecnica dell'arte greca ispirarono generazioni di artisti e fino al XIX secolo la tradizione classica derivata dalla Grecia ha dominato l'arte all'interno della cultura occidentale.

Indice

Definizioni

Generalmente gli storici dell'arte definiscono l'arte greca come arte prodotta nel mondo di lingua greca in un periodo compreso tra il 1000 AC e il 100 AC circa. Generalmente sono escluse l'arte minoica e micenea (o arte egea), che fiorirono tra il 1500 e il 1200 AC: sebbene la seconda fosse già probabilmente di lingua greca, non esiste una vera continuità tra l'arte di queste culture e la successiva arte greca.

All'estremità opposta di questa scala temporale, gli storici dell'arte generalmente ritengono che la Grecia antica come cultura distinta ebbe termine con lo stabilirsi del dominio romano sul mondo di lingua greca, che avvenne intorno al 100 AC. Anche le opere prodotte in queste regioni fanno dunque parte dell'arte romana antica e faranno parte più tardi dell'arte bizantina.

In lingua greca la parola τεχνη (tekhnê), che comunemente viene tradotta con arte, indica più propriamente l'abilità manuale tecnica e artigianale: da questo termine deriva infatti la parola "tecnica". Gli scultori e pittori greci erano artigiani che apprendevano il loro mestiere come apprendisti, spesso presso il proprio padre e che potevano essere schiavi di uomini ricchi. Sebbene alcuni di essi divenissero ricchi e ammirati, non avevano la medesima posizione sociale di poeti o drammaturghi. Fu solo in epoca ellenistica (dopo il 320 AC circa) che gli artisti divennero una categoria sociale riconosciuta.

Stili e periodi

Usualmente l'arte dell'antica Grecia viene suddivisa, da punto di vista dello stile, in tre periodi principali:

  1. arcaico
  2. classico
  3. ellenistico.

Il periodo arcaico è di solito considerato iniziare intorno al 1000 AC, sebbene si abbiano pochissime informazioni sui primi duecento anni (tradizionalmente conosciuti come Medioevo ellenico). Il periodo arcaico e l'arte greca possono essere fatti iniziare anche nel VII secolo AC. Le Guerre persiane (480-448 AC) sono normalmente ritenute la linea di separazione tra il periodo arcaico e il successivo periodo classico, e il regno di Alessandro Magno (336-323 AC) quella tra periodo classico e periodo ellenistico. Ufficialmente si considera terminata con il 146 AC, quando la Grecia diventa provincia romana.

In realtà non ci fu una transizione netta tra un periodo e l'altro e, come in ogni periodo, alcuni artisti lavorarono in modo più innovativo dei propri contemporanei. Forti tradizioni locali di carattere conservativo e le necessità dei culti locali aiutano gli storici ad individuare l'origine geografica delle opere d'arte, anche quando queste abbiano subito spostamenti.

Contenuti

Il contenuto fondamentale dell'arte classica era il "mito": le immagini degli dei e degli eroi greci.
I nuovi dei, che spesso vediamo raffigurati in lotta contro una precedente generazione fatta di giganti e mostri (le Gorgonie, le Furie, i Giganti, i Titani, ecc.), sono le immagini ideali di attività o virtù umane: la sapienza e la cultura (Atena), la poesia (Febo), la bellezza (Afrodite), l'abilità nei traffici (Ermes), il valore guerriero (Ares), l'autorità (Zeus); ed una splendente legione di semidei, ninfe ed eroi.

L'architettura

Vedi l'articolo principale: Architettura greca

L'architettura greca riveste particolare importanza per tutta la storia dell'architettura occidentale. La codificazione che, in età arcaica, verrà sviluppata per l'architettura del tempio nei tre ordini dorico, ionico e corinzio diventerà con l'ellenismo il linguaggio universale del mondo mediterraneo.

Il periodo arcaico vede la codificazione degli ordini classici, in particolare il dorico e lo ionico, mentre il corinzio, che può essere considerato una derivazione dello ionico, ebbe fortuna soprattutto presso i Romani.

L'architettura dell'età classica ha invece il suo apice negli edifici che costituiscono l'Acropoli di Atene, costruiti nell'ordine dorico e ionico. Il Partenone (in ordine dorico ma con proporzioni che si avvicinano allo ionico) è l'edificio maggiore per dimensioni ed importanza.

L'ultima fase, l'architettura ellenistica, non è più l'arte della polis, ma diviene il linguaggio delle città e delle capitali delle monarchie di cultura greca e orientale. L'età ellenistica vede la diffusione dell'architettura greca anche al di fuori della Grecia e delle colonie.

L'architettura romana rielaborerà il linguaggio dell'architettura greca, mantenendolo invariato nelle sue componenti essenziali grammaticali, e verrà di nuovo riscoperto (senza in realtà essere mai stato dimenticato) nel Rinascimento e nei secoli successivi fino al XIX secolo.

La scultura

vedi articolo principale: scultura greca

La scultura è probabilmente l'aspetto più conosciuto dell'arte greca, quello che per un contemporaneo meglio esprime il bello ideale e la perfezione plastica.

Solo una piccola parte della produzione scultorea greca è giunta fino a noi. Molti dei capolavori descritti dalla letteratura antica sono ormai perduti o gravemente mutilati, e la stragrande maggioranza ci è conosciuta solo da copie di epoca romana, più o meno fedelmente riprodotte. A partire dal Rinascimento, molte sculture sono inoltre state restaurate da artisti moderni, a volte alterando l'aspetto e il significato dell'opera originale: un discobolo si trova trasformato in gladiatore morente, un dio riceve gli attributi tipici di un'altra divinità, la testa di una certa statua si trova ricomposta con il torso di un'altra, e via dicendo.

Tradizionalmente si distinguono nella scultura greca cinque periodi:

  1. il periodo dedalico (VIII secolo AC)
  2. il periodo arcaico (VII-VI secolo AC)
  3. il primo periodo classico (V secolo AC), rappresentato da scultori quali Fidia, Mirone e Policleto
  4. il periodo tardo classico (IV secolo AC, fino al 323 AC, morte di Alessandro Magno), rappresentato da Prassitele e Lisippo
  5. il periodo ellenistico (dalla morte di Alessandro Magno nel 323 AC alla conquista romana del 146 AC).

La scultura presenta caratterizzazioni regionali meno accentuate: benché realizzate soprattutto nella Grecia continentale, le opere arcaiche e soprattutto classiche si sono ampiamente diffuse per le vie del commercio marittimo nei secoli successivi. In epoca ellenistica le opere sono invece spesso prodotte ed utilizzate localmente, con la creazione di diverse scuole regionali.

Periodo arcaico

In quest'epoca le forme e le movenze del corpo sono semplificate e ridotte: la produzione più abbondante è quella dei kouroi (κοῦροι, "ragazzi") e delle korai (da κόρη, "fanciulla"), figure umane giovanili, rispettivamente maschili e femminili, stanti (in piedi), spesso a grandezza naturale o quasi naturale, con una gamba avanzata ad indicare il movimento, ma ancora irrigiditi in posa ieratica e con visi poco espressivi.
Il tentativo è quello di rendere sempre meglio il volume del corpo, che man mano conquista lo spazio circostante. Si raffigura una bellezza ideale, presentando divinità poco caratterizzate o offerenti.
Viene utilizzato il marmo o la pietra locale, o ancora la terracotta: le tecniche di fusione del bronzo non consentono infatti ancora la realizzazione di statue di grandi dimensioni. Le opere erano nella maggior parte dipinte, anche a colori vivaci, in contrasto con l'aspetto candido che hanno attualmente dopo la perdita dei pigmenti e che ha formato l'estetica neoclassica.
La scultura è spesso legata all'architettura e le composizioni frontonali o dei fregi e delle metope pongono il problema dell'adeguamento delle figure ad uno spazio preordinato, che troverà man mano soluzioni sempre più raffinate (frontoni di Olimpia, frontoni di Egina).

Periodo classico e tardo classico

La conoscenza dell'anatomia del corpo e la competenza tecnica permettono agli scultori, che conosciamo quasi tutti per nome, di raffigurare dei ed eroi in pose più naturali e variate, con il rialzamento dell'anca in corrispondenza della gamba di appoggio. La maestria tecnica fa della scultura del V secolo la vetta più alta dell'estetica classica.
Policleto tenta di fissare un canone per le proporzioni armoniose delle varie parti del corpo (Doriforo, Diadumeno), mentre Mirone (Discobolo) sperimenta il movimento nello spazio.
Iniziano le grandi sculture in bronzo (auriga di Delfi, bronzi di Riace) e statue monumentali "crisoelefantine", ossia rivestite di oro e di avorio, come quella di Zeus a Olimpia (una delle sette meraviglie del mondo) o quella di Atena per l'Acropoli di Atene, eseguite da Fidia. Nelle celebri sculture del Partenone le divinità raffigurate sul frontone hanno vesti con fitto e ricco panneggio reso in modo estremamente naturalistico ("panneggio bagnato").

Nel tardo-classicismo le proporzioni dei corpi si allungano e affinano e la naturalezza delle posizioni si accentua. L'uso del marmo bianco di Paro consente raffinatezze nella resa delle superfici con effetti di luminosità che addolcisce le curve e modula i volumi. Uno dei migliori esempi del periodo è l'Hermes di Prassitele.
I bronzi hanno aggiunte di smalto per gli occhi e altri metalli per le labbra e le ciglia, proseguendo la tradizione di policromia.

Periodo ellenistico

L'abilità tecnica raggiunta viene sfruttata fino alle estreme conseguenze, con pose tormentate e complesse e composizioni virtuosistiche, quali il celebre Laocoonte dei Musei Vaticani. Anche le espressioni dei volti si fanno passionali e tormentate e si hanno con quelli dei sovrani ellenistici, i primi ritratti.
La scultura non è più riservata a templi e santuari o a celebrazioni pubbliche, ma entra anche in ambito privato, come ricca e prestigiosa decorazione. Viene ricercata la novità nei soggetti e si attinge a raffigurazioni realistiche o di vita quotidiana (la vecchia ubriaca, il fanciullo che gioca con l'oca), trattate con abilità tecnica consumata e rese virtuosistiche dei panneggi.

La pittura greca

Della pittura greca abbiamo soltanto notizie della fonti letterarie e i pallidi riflessi iconografici delle figurazioni dipinte sui vasi.
La funzione del pittore in questo periodo non era meno importante di quella dello scultore: grandi quadri con figurazioni mitologiche ornavano l'interno dei pubblici edifici o venivano riuniti ed esposti in speciali pinacoteche.

Il più antico dei grandi pittori menzionati dagli scrittori è Polignoto di Taso, attivo alla metà del V secolo AC.
Altri famosi pittori furono: Parrasio, Zeusi che lavorò alla fine del V secolo, Apelle che fu l'artista prediletto di Alessandro Magno.

Già nel IV secolo AC si cominciarono ad ornare alcuni degli ambienti dei palazzi e delle case signorili con figurazioni a mosaico: si tratta di versioni artigianali.

Nelle produzione economica greca la ceramica ha un'importanza prominente, soprattutto la ceramica veniva venduta all'estero.
Le diverse fogge di vasi sono in rapporto alla loro funzione per lo più domestiche per contenere il cibo e le bevande.

Voci correlate


See also: L'arte nell'antica Grecia, 1000 AC, 100 AC, 146 AC, 320 AC, 323 AC, 336 AC, 448 AC, 480 AC, Acropoli di Atene