Argentina
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| Argentina | |||||
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| Motto: En Unión y Libertad (spagnolo: In unione e libertà | |||||
| 300px|Localizzazione geografica | |||||
| Informazioni | |||||
| Denominazione: | Repubblica Argentina República Argentina | ||||
| Lingua ufficiale: | Spagnolo (Castigliano) | ||||
| Capitale: | Buenos Aires (11.453.725 ab./ 2001) | ||||
| Politica | |||||
| Forma di governo: | Repubblica democratica | ||||
| Capo di stato: | Néstor Kirchner | ||||
| Capo del governo: | |||||
| Indipendenza: | Dalla Spagna 25 maggio 1810 | ||||
| Ingresso all' ONU: | 1945 | ||||
| Area | |||||
| Totale: | 2.766.890 km² | ||||
| Pos. nel mondo: | 8° | ||||
| % delle acque: | 1.1%% | ||||
| Popolazione | |||||
| Totale: | 39.144.753 ab. (2004) | ||||
| Pos. nel mondo: | 30° | ||||
| Densità: | 14.1 ab./km² | ||||
| Geografia | |||||
| Continente: | America del Sud | ||||
| Fuso orario: | UTC -3 | ||||
| Economia | |||||
| Valuta: | Peso argentino = 100 centavos | ||||
| Consumo energia: | kW/ab. | ||||
| Varie | |||||
| TLD: | .ar | ||||
| Prefisso tel.: | +54 | ||||
| Sigla autom.: | RA | ||||
| Inno nazionale: | Oid, Mortales | ||||
| Festa nazionale: | 25 maggio (Rivoluzione di maggio) | ||||
| 300px| | |||||
| Fa inoltre parte del Sistema economico latino-americano, del MERCOSUR, dell'Organizzazione degli Stati Americani, del Gruppo di Rio e del G15 L'Argentina reclama anche 1.000.000 km² dell'Antartide, le Isole Falkland (Malvinas), la Georgia del Sud e le Isole Sandwich meridionali. | |||||
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La Repubblica Argentina è un paese dell'America meridionale. Confina a ovest con il Cile, a nord con la Bolivia e il Paraguay, a nord-est con il Paraguay e il Brasile, a est con l'Uruguay, a sud-est con l'Oceano Atlantico. Dal punto di vista politico è una repubblica federale composta da provincie che svolgono le funzioni che solitamente negli stati federali sono attribuite agli stati.
| Indice |
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Storia
La storia registrata dell'Argentina comincia nel1516, quando Juan Díaz de Solís arrivò all'estuario del Río de la Plata. All'inizio coincide con quella di alcuni forti spagnoli e con quella della città di Buenos Aires. I territori del Río de la Plata (nel quale fino al 1617 fu compreso anche l'attuale Paraguay) furono occupati definitivamente dagli spagnoli nel 1536 con il nome di Provincie Unite del Río de la Plata, e furono retti fino al 1591 con il sistema dell'adelantados, poi con quello del governatorato.
Nel 1776 la colonia divenne vicereame del Río de la Plata diviso in otto intendenze (comprendente Bolivia, Uruguay e Paraguay). Con lo sviluppo della colonia nascono le prime aspirazioni all'indipendenza che maturarono in età napoleonica: nel 1806-1807 la vittoriosa difesa contro gli Inglesi ad opera di forze locali fece sì che nel maggio 1810, i patrioti sostituissero al viceré B. Cisneros una giunta governativa provvisoria del Río dla Plata. La vita interna del paese fu agitatissima a causa del contrasto tra il governatore C. Saavedra e il democratico Moreno. Proclamata ufficialmente l'indipendenza al congresso di Tucumàn (9 luglio 1816) con il nome di Argentina, dalla costituzione repubblicana e moderatamente liberale del 11 maggio 1819, l'Argentina passò un periodo di grave anarchia (1819-1821), dalla quale uscì grazie a B. Rivadavia, ma i disordini non finirono: la lotta tra federalisti e unitari continuò anche dopo la dittatura di J. M. de Rosas (1835-1852) e sfociò nel distacco (1853-1859) in uno stato indipendente di Buenos Aires. Con l'avvento del presidente B. Mitre (1862) si chiude questo periodo. In questi anni numerosi conflitti internazionali vedono protagonista l'Argentina e i suoi vicini: nel 1827 con il Brasile, sotto Rosas contro Bolivia, nel 1838 e 1845 contro USA, Gran Bretagna e Francia, infine, la lunga guerra col Paraguay dal 1865 al 1870. I confini con il Cile vennero decisi pacificamente con gli accordi del 1881 e del 1896.
Nei primi decenni del XX secolo prevalse il partito radicale con H. Irigoyen (eletto nel 1916), ma la crisi economica del 1929 ("Crisi del 1929") portò ad un colpo di stato (1930), il potere passò al generale Uriburu. A questo seguirono i presidenti A. Justo (1932-1938), R. Ortiz (1938-1942) e R. Castillo (1942-1943) di tendenza conservatrice.
Neutrale allo scoppio della seconda Guerra Mondiale, pur determinata all'alleanza con le potenze dell'Asse dai colpi di stato militari del 4-7 giugno 1943, che diedero il potere al Grupo de Oficiales Unidos capeggiato dal generale P. Ramirez, quindi dal generale E. Farrel (marzo 1944), entrambi favorevoli all'Asse, con cui però ruppero, con la dichiarazione di guerra alla Germania e al Giappone il 27 marzo 1945 e con l'adesione all'Atto di Chapultepec il 4 aprile 1945. Cominciò l'ascesa politica di Juan Domingo Perón che, nelle elezioni presidenziali del febbraio 1946 ottenne la vittoria, anche grazie all'attività della moglie Eva Duarte Perón ("Evita") e dei suoi descamisados. La dittatura di Perón durò sino al 1955, quando un colpo di stato organizzato dalla Marina diede il potere ai generali Lonardi e Aranburù.
Nel 1958 venne eletto presidente A. Frondizi che dopo aver dovuto fronteggiare ripetuti attacchi peronisti e una grave crisi economica, fu sostituito (1962) dal presidente del Senato J. M. Guido. Nel 1963 venne eletto a presidente il radicale H. Illia. Con il colpo di stato militare del giugno 1966 il potere è stato assunto dal generale J. C. Ongania. Perón tornò brevemente al potere, dal 1973 fino alla sua morte (1974), dopodiché divenne presidente la sua terza moglie "Isabelita" Maria Estela Martínez. Dal 1976 al 1982 vi fu ancora una dittatura militare, che ebbe fine con il fallito tentativo di invasione delle Falkland/Malvinas. Il potere torna ai civili, con l'elezione a presidente di Raul Alfonsin (1983), a cui successe nel 1989 il giustizialista Carlos Saul Menem.
Geografia politica
Geografia fisica
Morfologia
Il carattere essenziale del rilievo è dato dalla netta contrapposizione fra pianure orientali e la cordigliera andina, che segna il confine con il Cile.
Nella parte settentrionale i rilievi hanno massiccio e tabulare e racchiudono un vasto altipiano desertico (Puna de Atacama, 3400-4000 m). Nelle Ande centrali la catena si restringe, ma si fa più impervia, raggiungendo le massime elevazioni (Aconcagua 6959 m, Mercedario 6770 m). Per l'aridità del clima, il limite delle nevi persistenti è assai elevato (6000 m. a 28° latitudine sud).
A sud delle sorgenti del Neuquén, le Ande patagoniche (culminanti a 3554 m nel Cerro Tronador) a clima umido sono invece ricoperte di nevi e di ghiacciai malgrado l'altezza relativamente modesta. A est della regione andina si incontrano regioni molto varie, sia dal punto di vista climatico che morfologico. Da nord a sud si distinguono il Chaco, vasto bassopiano attraversato da fiumi dal corso lento e divagante e coperto da una prateria sparsa di arbusti; la pampa, sterminata distesa pianeggiante con clima temperato, ricoperta da una steppa di graminacee che l'uomo ha sostituito in parte con colture di cereali; la Mesopotamia argentina, compresa tra i fiumi Paraná e Uruguay, bassa e paludosa; la regione patagonica, a sud del Rio Colorado, steppica e poco popolata, che scende a ripiani dalle Ande alla costa atlantica, solcata in senso trasversale da profonde valli.
Idrografia
Dal punto di vista idrografico il territorio argentino è diviso tra il bacino del Rio de La Plata-Paraná e, in piccola parte, i bacini autonomi dei fiumi che dalle Ande scendono direttamente nell' Atlantico. Il bacino del Rio de La Plata-Paraná è, dopo quello amazzonico, il più esteso dell'America meridionale, interessando oltre 3 milioni di km². Esso è formato dal Paraná, che scende dagli altipiani brasiliani, dal Rio Paraguay, che accoglie le acque di una vasta sezione tra lo spartiacque amazzonico e le Ande boliviane, infine dai fiumi andini che attraversano il Chaco e le pianure pedemontane in direzione sud-sud-est, attratti là dove il bassopiano platense ha la sua maggiore depressione: si origina così quel Río de La Plata che è al tempo stesso un estuario e una rientranza continentale di straordinaria ampiezza e al quale giunge anche l' Uruguay, che segna il confine dell'Argentina con l' omonimo stato, di cui raccoglie le acque.
Il Paraná è navigabile e, con il Paraguay, forma una preziosa via di comunicazione del paese. Dei fiumi andini che tributano direttamente nell' Atlantico, il più importante è il Río Colorado; seguono i fiumi patagonici (Río Negro, Chubut, Deseado, ecc.) che hanno un corso pressoché parallelo, da ovest a est, e incidono i tavolati sedimentari della regione sfociando al mare con profondi estuari. Laghi veri e propri, taluni dei quali anche di vasta area e celebri per la loro bellezza paesaggistica (Nahuel, Huapi, Buenos Aires, Viedma, Argentino), sono presenti nelle Ande patagoniche e hanno caratteristiche tipicamente alpine.
Clima
L'essere situata nella porzione più sottile dell'America meridionale ha una forte incidenza sul clima dell'Argentina, che presenta perciò relativamente attenuati gli effetti della continentalità: di fatto la più peculiare (ed economicamente importante) area climatica dell'Argentina è quella centrale, pampeana, dal clima temperato, anche se in certe zone le precipitazioni sono scarse; data però la notevole estensione del paese nel senso della latitudine (da 22° a 55° sud) le condizioni variano sensibilmente da nord a sud, passando da un clima tropicale o subtropicale nella “Mesopotamia” e nel Chaco, con estati calde ed inverni miti, ad un clima di tipo oceanico freddo nella Patagonia.
Il clima della regione andina risente naturalmente dell'altitudine e presenta i caratteri tipicamente montani (forti escursioni termiche, inverni assai rigidi, ecc.): nella puna e in genere nelle Ande settentrionali è accentuata l'aridità, mentre piovosità assai abbondante si registra a sud dove, per l'abbassarsi della catena andina e l'estremo assottigliarsi del territorio, prevale dunque il clima oceanico.
L'Argentina meridionale è l'unica area sottoposta all'azione dei venti del Pacifico, data la barriera altrove frapposta delle Ande al loro passaggio; la particolare delle masse d'aria promosse dall'anticiclone dell' Atlantico meridionale fa sì che esso investa direttamente solo la parte più settentrionale del paese. Qui infatti, a ridosso degli altopiani brasiliani, si verificano le precipitazioni più abbondanti, con massimi intorno ai 1800 mm annui; altrove si scende ai valori propri dei paesi semiaridi o addirittura aridi, con una generale riduzione procedendo da est verso ovest: così il Chaco passa da oltre 1000 a 500 mm di precipitazioni, registrando nell'area occidentale, un clima tipicamente tropicale, caratterizzato d'inverno da una lunga stagione secca. Al clima subtropicale monsonico senza stagione asciutta è invece la striscia della “Mesopotamia”; nella pampa si passa dai 1000 mm della costa (pampa húmeda) ai 600 mm dell'interno (pampa seca), dove si ha un clima temperato steppico, con estati assai calde ed inverni miti. Subdesertica è la Patagonia, contraddistinta da inverni assai rigidi, escursioni termiche molto alte e precipitazioni tra i 200 e i 400 mm annui; procedendo verso sud, sino ad includere la Terra del Fuoco, le piogge aumentano per i citati influssi oceanici, mentre le temperature si abbassano sensibilmente (media annua di 5° C); qui il limite delle nevi perenni, scende a 1.000 m sullo stretto di Magellano.
Temperatura e precipitazioni
frame|center|Temperature e precipitazioni mensili
Geografia umana
Popolazione: 39.144.753 abitanti (2004)
Densità: 14 ab./kmq
L'Argentina è il paese americano che meno conserva le tracce delle antiche popolazioni indigene, quasi totalmente sostituite dai coloni e dagli immigrati provenienti dall'Europa, in particolare dall'Italia. Ciò ha influito moltissimo sulla lingua, infatti lo spagnolo correntemente parlato in Argentina, specie a Buenos Aires (dove si parla un dialetto chiamato portegno), è evidentemente inquinato dall'italiano. I Puelche, popoli di cacciatori delle praterie, sono stati pressoché sterminati; scomparsi da tempo sono i Diaghiti, agricoltori superiori la cui cultura si diffuse nelle regioni nord-occidentali, mentre nel nord esistono ancora alcune minoranze di Guaraniti e di altri gruppi più arcaici che un tempo occupavano le vaste zone del Chaco. Terra di grande attrazione europea anche per il clima e la ricchezza dei suoi suoli. L'Argentina comincio però ad essere massicciamente popolata solo in epoca recente. In passato costituiva una terra di sbocco dei traffici che portavano alle zone minerarie (oro, argento) delle Ande; venuti meno i traffici di metalli preziosi, gli spagnoli cominciarono a sfruttare gli spazi liberi della pampa, dove l'allevamento bovino ed equino trovò condizioni ideali.
Nacque qui il gaucho, quello che si considera il fondatore della nazione. Le fortune dell'allevamento determinarono prosperità e benessere che, a partire dalla seconda meta del XIX secolo, suscitarono la grande immigrazione europea. Essa continuò per decenni, raggiungendo l'apice nel primo decennio del XX secolo. Nel 1869 la popolazione argentina era di 1,7 milioni di abitanti e nel 1914 era già di 8 milioni; la crescita continuò ancora, seppure ben presto sostenuta anche dall'incremento naturale; nel 1936 vi erano 12 milioni di abitanti.
Alla formazione del popolo argentino hanno contribuito soprattutto gli Italiani (35%), gli Spagnoli (24%), in misura minore tedeschi, francesi, slavi, ecc.. Oggi ai calcola che il 70% della popolazione argentini abbia anche la cittadinanza italiana o i requisiti per richiederla per ius sanguis.
L'incremento naturale si è assestato su valori medi (1.5%), mentre la natalità è decisamente al di sotto della media sudamericana (20.7%.). La densità media è bassa e il paese ha in tal senso ancora notevoli capacita di contenimento. Nelle città vive l'86% della popolazione argentina, percentuale elevatissima, persino esagerata se si pensa che l'Argentina non ha ancora un'economia di tipo industriale. Massima espressione dell'urbanesimo argentino è Buenos Aires, una delle più grandi città del mondo, polo fondamentale di tutta l'organizzazione territoriale.
Etnie
Paese con forte unità etnica: Europei 85% (di cui la maggior parte sono di origine italiana, seguiti immediatamente da persone di origine spagnola e di altre etnie); Meticci 14%, Indios 1%.
Religione
Cattolici 90%, protestanti 2%, ebrei 2%, altri 6%.
Secondo l'articolo 2 della Costituzione l'Argentina è uno stato confessionale. La religione di stato è quella Cattolica.
Geografia politica
| Regioni dell’Argentina | |||
|---|---|---|---|
| Regione | Sup. km² | Abitanti | Densità |
| Capital Federal | 200 | 2.924.000 | |
| Litoral | 809.258 | 21.336.000 | 26,3 |
| Norte | 365.772 | 3.027.000 | 8,2 |
| Centro | 388.954 | 3.094.000 | 7,8 |
| Andina | 429.125 | 2.277.000 | 5,3 |
| Patagonia | 786.983 | 1.296.000 | 1,6 |
| Provincie dell’Argentina | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Provincia | Capoluogo | Ab. capoluogo | Sup. Km² | Abitanti | Densità |
| Capital Federal | 200 | 2.924.000 | |||
| Regione del Litoral | |||||
| Buenos Aires | La Plata | 454.900 | 307.571 | 12.226.000 | 39,7 |
| Corrientes | Corrientes | 180.612 | 88.199 | 724.000 | 8,2 |
| Entre Ríos | Paraná | 161.638 | 78.781 | 968.000 | 12,2 |
| Chaco | Resistencia | 220.104 | 99.633 | 791.000 | 7,9 |
| Santa Fe | Santa Fe | 291.966 | 133.007 | 2.675.000 | 20,1 |
| Formosa | Formosa | 93.603 | 72.066 | 338.000 | 4,6 |
| Misiones | Posadas | 143.889 | 29.801 | 690.000 | 23,1 |
| Regione del Norte | |||||
| Jujuy | San Salvador de Jujuy | 124.950 | 53.219 | 487.000 | 9,1 |
| Salta | Salta | 260.744 | 154.775 | 768.000 | 4,9 |
| Santiago del Estero | Santiago del Estero | 148.758 | 135.254 | 660.000 | 4,8 |
| Tucumán | San Miguel de Tucumán | 392.800 | 22.524 | 1.112.000 | 49,3 |
| Regione del Centro | |||||
| Córdoba | Córdoba | 968.700 | 168.766 | 2.629.000 | 15,5 |
| La Pampa | Santa Rosa | 51.678 | 143.440 | 231.000 | 1,6 |
| San Luís | San Luís | 70.999 | 76.748 | 234.000 | 3,0 |
| Regione Andina | |||||
| Catamarca | Catamarca | 88.593 | 100.967 | 230.000 | 2,2 |
| La Rioja | La Rioja | 67.043 | 89.680 | 183.000 | 2,0 |
| Mendoza | Mendoza | 118.400 | 148.827 | 1.344.000 | 9,0 |
| San Juan | San Juan | 177.700 | 89.651 | 520.000 | 5,8 |
| Regione della Patagonia | |||||
| Rio Negro | Viedma | 24.346 | 203.013 | 477.000 | 2,3 |
| Chubut | Rawson | 12.977 | 224.686 | 316.000 | 1,4 |
| Neuquén | Neuquén | 90.089 | 94.078 | 315.000 | 3,3 |
| Santa Cruz | Río Gallegos | 43.727 | 243.943 | 138.000 | 0,5 |
| Tierra del Fuego o Terra del Fuoco ,Antartide e Isole del Atlantico Sud. | Ushuaia | 11.029 | 21.263 | 50.000 | 2,3 |
Geografia economica
Prodotto Nazionale Lordo (nel 2000): 8.950$ pro capite (17° posto della classifica mondiale).
Bilancia dei pagamenti(nel 2000): - 19,1 miliardi di $.
Inflazione: 0,5%.
Disoccupazione(nel 2000): 14%.
Punti di forza. Il settore primario è ampio e vario. Le imprese agroalimentari (carne, frumento, vino) sono molto importanti. Il paese dispone di grandi risorse energetiche. Agli inizi degli anni '90 l'Argentina sembrava aver ritrovato una stabilita fiscale, finanziaria e valutaria, che è andata indebolendosi alla svolta del secolo, nonostante l'agganciamento al dollaro USA. La politica liberista ha indotto le organizzazioni sopranazionali, in primo luogo l'FMI, a concedere importanti linee di credito.
Punti di debolezza. L'economia nazionale è tuttora chiusa, esposta alle crisi del Brasile, principale sbocco delle esportazioni, e vulnerabile ad un eventuale collasso del mercato americano o a una riduzione della liquidità internazionale. Alti sono il debito estero e la disoccupazione.
Risorse
L'economia dell'Argentina ha avuto sviluppi tipicamente latino-americani, anche se complessivamente più fortunati a causa di vari fattori. Una prima industrializzazione fu avviata solo durante l'ultima guerra, grazie a quel momento così fortunato per l'economia dell'Argentina, che dall'Europa aveva richieste di grano e carni più forti che mai e che quindi poteva investire largamente in industrie. La gravissima crisi economica del 1973 ebbe immediate ripercussioni in Argentina; salirono alle stelle i prezzi dei prodotti industriali di cui il paese necessita, mentre la CEE operava pesanti tagli all'importazione delle carni e degli altri prodotti zootecnici. L'inflazione toccò punte del 500% e persino del 900% nel 1976 e si registrarono il crollo della produzione industriale, la drastica caduta degli investimenti stranieri, la fuga dei capitali all'estero. Vi erano tutte le premesse per il colpo di stato militare del 1976. La politica economica del governo militare stabilitosi al potere non diede i risultati sperati e il governo liberamente letto nel 1983, dopo la tragica avventura del conflitto con l'Inghilterra sulle isole Falkland/Malvinas, si trovò di fronte a una situazione estremamente difficile. Venne varato un piano di riforma, che tuttavia diventò realmente efficace soltanto nel 1991 con la decisione di privatizzare le maggiori imprese statali e della liberalizzazione del mercato con Brasile, Paraguay e Uruguay. I risultati sono stati una drastica riduzione dell'inflazione (da 20.000% del febbraio 1990 all'84% del 1991 fino al 17,5% del 1992), un aumento della produzione industriale del 22% e un calo della disoccupazione. Tutto ciò, anche grazie alla decisione di agganciare al cambio del dollaro statunitense una nuova moneta, il peso, equivalente a 10.000 australes.
Produzione di energia elettrica: 19.600.000 kw.
Pesca: 1.150.000 tonnellate.
Petrolio: 573.771 b/g.
Allevamento: pecore 16 milioni, capre 34 milioni, bovini 55 milioni, cavalli 3 milioni.
Minerali: petrolio, gas naturale, carbone, ferro, zinco, piombo, stagno, uranio, argento.
Agricoltura
L'agricoltura occupò dapprima le terre pampeane ma si spinse anche nell'interno, nelle pianure del Paraná, nelle conche e nelle vallate preandine. Nonostante le inevitabili flessioni dovute a fattori contingenti e all'imporsi sul mercato mondiale di altri produttori di carni e cereali (USA e Canada soprattutto), non si pensò mai a una diversificazione dell'economia. Allevamento All'inizio l'allevamento forniva soprattutto pelli e cuoiami (limitata era invece la produzione di carni, lavorate localmente in grandi saladeros); nella seconda metà del XIX secolo l'invenzione delle celle frigorifere e la loro introduzione sulle navi consentirono un sfruttamento ben più redditizio dell'attività zootecnica, in quanto fu resa possibile l'esportazione di carni in Europa. Ben presto l'Argentina divenne un grande paese esportatore: all'azione avventurosa e pionieristica del gaucho si sostituì una complessa organizzazione produttiva e commerciale che porto benessere nel paese.
Pesca
Risorse minerarie
Industria
Trasporti
Strade: 61.440 km
Autostrade: 378 km
Ferrovie: 34.059 km
Canali navigabili: 11.000 km
Navi: 513 per un totale di 579.400 tsl.
Aeroporti:
- Ezeiza Inti (Buenos Aires)
Turismo
1 visitatore ogni 7,9 abitanti
Esportazioni
Brasile 31%, USA 8%, Cile 7%, Paesi Bassi 3%, Cina 3%, altri 48%.
Importazioni
Brasile 23%, USA 20%, Italia 6%, Germania 5%, Francia 5%, altri 41%.
Cultura
Alfabetizzazione
Tasso di alfabetizzazione: 96,5%
Studenti universitari: 1.070.000.
Istruzione
Dopo il periodo coloniale l'educazione seguì il sistema spagnolo. Nel 1884 fu promulgata una legge che stabiliva un'educazione laica e gratuita e la scolarità obbligatoria fra i 6 e i 14 anni. Durante il governo di Perón venne attuato un controllo statale sulle istituzioni culturali; contemporaneamente un piano quinquennale per la scuola ridusse in buona parte l'analfabetismo, che è attualmente fra i più bassi dell'America latina. L'insegnamento primario è gratuito, obbligatorio, dura sette anni e i programmi variano solo in minima misura da una regione all'altra. Dopo 12 anni si possono intraprendere i corsi di baccellierato normale, che si articolano in cinque anni, quelli di baccellierato commerciale (quattro o cinque anni), o quello di baccellierato tecnico e agrario, che durano sei anni. Esistono poi scuole nazionali di apprendistato industriale e agricolo, di lingue, di belle arti e di musica. In Argentina esistono tre categorie di università (53 in totale): statali (26), provinciali (3) e private (24).
Sanità
Sistema sanitario pubblico.
Ambiente
Il 2% del territorio è protetto, il 2% parzialmente protetto.
Parchi Nazionali
- Lago Puelo
- Parco Nazionale Chaco
- Reserva Nazionale Formosa
- Monumento Naturale Bosque Petrificado
- Baritú
- Los Arrayanes
- Ischigualasto-Talampaya
- Campo de Los Alisos
- El Leoncito
- Monte León
- Palmar de Colón
- Mburucuyá
- Predelta (o Diamante)
- Copo
- El Impenetrable
- Calilegua
- Salar de Pozuelos
- Finca El Rey
- Iguazú
- San Antonio
- Laguna Blanca
- Lanín
- Los Alerces
- Los Glaciares
- Lihue Calel
- Los Cardones
- Nahuel Huapi
- Perito Francisco P. Moreno
- Pilcomayo
- Quebrada de Los Condoritos
- Tierra del Fuego
et Aconcagua,Iberá,Humahuaca,Cueva de las Manos,Península Valdés ecc.
Lingua e letteratura
La lingua ufficiale è il castigliano approvato dalla Reàl Academia Española, cioè quello che comunemente è chiamato spagnolo; la lingua però comunemente parlata in ambito non ufficiale è diversa da quella di Spagna per alcune particolarità causate dalla comunanza con le lingue indigene (quechua, guaranì e araucano), dalle correnti immigratorie, notevole l'italiana, ma sopratutto per la forte fossilizzazione della lingua spagnola portata dai conquistadores che ha mantenuto un vocabolario molto arcaicizzato e forme verbali antiche. Fortì influssi ebbe poi sulle classi colte argentine la lingua francese. Le prime manifestazioni della letteratura nazionale sono le cronaca della conquista spagnola (ad opera di L. de Miranda, U. Schmidel, ecc., oppure da scrittori 'criollo' come Ruy Diaz de Guzmán,e ,nel s.XVII il cordobese Luis de Tejeda). Durante la colonizzazione cresce la tendenza ad una letteratura indipendente. Una letteratura con prevalenza di ricordi autobiografici e liriche nasce in seguito alla dichiarazione d'indipendenza delle Province Unite del Rio della Plata, esponenti sono Esteban de Luca y Patrón, J. Crisóstomo Lafinur, il poeta C. Rodríguez, il 'padre' Castañeda, Juan Cruz Varela, ecc.
Maggiori esponenti del romanticismo argentino, nel XIX secolo, sono Esteban Echeverría, J. Mármol, D.F. Sarmiento. Con Hilario Ascasubi e José Hernández, autore de il Martín Fierro si afferma la poesia guachesca; l'indirizzo realista è rappresentato da E. Cambaceres, M. T. Podestá, L. V. López, J. Martel, Olegario V. Andrade, Joaquín V. González, Gregorio de La Ferrere. La letteratura argentina sebbene abbia riecheggiato motivi e correnti letterarie europee postromantiche ha, tuttavia, trovato un proprio modo di esprimersi. Tra i maggiori esponenti della poesia e della narrativa nel XX secolo sono: L. Lugones, Horacio Quiroga, A. de Estrada, A.Güiraldes, E. Banchs, C. Ortiz, Alfonsina Storni, E. Carriego, Macedonio Fernández, Mastronardi,Santos Discepolo, Antonio Porchia, Leopoldo Marechal, Castilla, M. Ugarte, C. A. Leumann, A. Sux, A. Ghiraldo, Ricardo Gutiérrez, Raúl González Tuñón, Jorge Luis Borges, Julio Cortazar, Roberto Arlt,Héctor Tizón,Oliverio Girondo, Alberto Girri, Omero Manzi, Olga Orosco, Osvaldo Soriano, Manuel Mujica Láinez, Ernesto Sabato, Adolfo Bioy Casares, Juan Filloi.
Arte
L'arte non ha mai avuto come fonte le tradizioni indigene. Nell'architettura, ad esempio, alle prime case di Buenos Aires, fatte di terra battuta e legno grezzo, con copertura di paglia (XVI-XVII secolo), servite da modello al rancho argentino, si sostituirono in seguito edifici di mattoni, uniformati al tipo della casa spagnola. Dalla seconda metà del XIX secolo si diffuse uno stile eclettico ispirato all'architettura europea. Oggi le costruzioni sono ispirate alle tradizioni ispano-americane. Fra gli edifici sacri notevoli la cattedrale di Buenos Aires e quella di Córdoba, e le chiese de San Ignacio Miní de stilo barroco-americano (XVIII sec.). La pittura ha in Prilidiano Pueyrredon il suo vero esponente. Suoi contemporanei (XIX sec.) furono E. de la Cárcova, E. Sivori, M. A. Malharro,il "naïf" Candido López,nel XX secolo: Lino Spilimbergo, Fernando Fader, Benito Quinquela Martín, Molina Campos, Xul Solar(Schultz-Solari), Alonso, Emilio Pettoruti,Seiko Yagi, Tivón de Livián, Raquel Forner, Kasuya Sakai, Castagnino, Antonio Berni, Antonio Seguí. Importante l'influsso esercitato sui giovani dal gruppo del Nexus (1907-1908). Nel XX secolo i pittori argentini si uniformarono ai vari movimenti europei. Tra gli scultori spiccano L. Corréa Morales e F. Cafferata, Lucio Fontana, Curatela Manes, Julio Le Parc, Urrutia, Sesostrís Di Tullio, Lola Mora, Lucía Pacensa, lo scultore argentino Goya (da non confondere con il geniale pittore spagnolo dallo stesso cognome). Nel fumetto (chiamato in Argentina:historieta) spicano i disegnatori: Quino, Copi, Mordillo, Lang, Hermenegildo Sabat, i Breccia, Ciruelo,[ [Giménez]], Cognini, Langer, Salinas, Dante Quinterno, Villagrán, Ferro, Crist, Fontanarossa, Oski, Landrú, Brascó, Ciccone, Maitena, Sansol,Nine, "Lolo" Amengual, Andrés Cascioli.
Musica
Nel S.XVII spicca a la città de Córdoba il meritorio compositore italiano Domenico Zipolli. Soltanto nel XX secolo l'interessamento per la musica è venuto concretizzandosi in uno sforzo per favorire la formazione di una scuola con caratteri nazionali. Importante, per tale fine, fu l'istituzione (1915) della Sociedad Nacional de Musica. In generale i musicisti argentini hanno attinto al folclore nativo (criollo o incaico) altri invece tendono ad allinearsi con le scuole europee. Le migliori composizioni sono di musica strumentale. Tra i principali musicisti nazionali:J.B.Alberdi, A. William, A. Beruti, C. Gaito, A. Faleni, C. López Buchardo, J. Aguirre, R. Rodríguez, C. Piaggio, H. Siccerdi,Daniel Beremboim,Alberto Ginastera,Ariel Ramírez,Leandro "Gato" Barbieri, 'Atahualpa Yupanqui', Martha Argerich, María Sol Gabetta, ecc. L'influsso nero è evidente nei candombes e, indirettamente, nel tango:Osvaldo Pugliese e Ástor Piazzolla. Il Teatro Colón a Buenos Aires è uno dei più importanti teatri lirici del mondo.
Flora
Dalla varietà di condizioni climatiche deriva una notevole diversità di ambienti. Quello più caratteristico, più tipicamente argentino, è la pampa, grande pianura erbosa, alimentata dalle piogge invernali, che verso l'interno più arido si fa steppica, ma in genere sempre su ricchi suoli agricoli adatti alla cerealicoltura. Nel nord subtropicale umido, il passaggio fluviale è caratterizzato da lembi forestali dove si trova anche l'Ilex paraguariensis. Il Chaco è un ambiente savanico, con palme e associazioni arboree di quebracho nelle aree più umide. La Patagonia è l'unica regione steppica, talora desertica, con vegetazione oasica raccolta lungo i fiumi. I primi rilievi andini presentano una vegetazione cespugliosa xerofila (caratteristica l'associazione detta monte formata da [[mimosacee]). Sugli altopiani settentrionali si trova il desolato ambiente della puna e solo nella sezione meridionale, oceanica, compare la foresta, con conifere e latifoglie, che crescono talora ai margini delle lingue glaciali. Nella Terra del Fuoco queste si spingono sino al mare, dato che, come si è detto, il limite delle nevi perenni in queste zone australi è molto basso.
Fauna
Anche la fauna è quanto mai varia. Nella pampa i pochi cervidi rimasti sono confinati nelle zone più aride; numerosi sono invece roditori, donnole, furetti, volpi, guanachi, tapiri, armadilli e, fra gli uccelli, i nandù. Nel chaco vivono cebi e callitrici, vampiri, puma, giaguari, formichieri e armadilli. Nella Mesopotomia argentina numerose sono le scimmie, i serpenti, i giaguari e i tapiri. Nelle Ande caratteristiche sono le vigogne, che vivono solo oltre i 3500 m, il guanaco, alcuni cervidi e il condor. Infine nella Patagonia, ricca di armadilli e guanachi, vivono roditori e pappagalli, mentre sulle rive gelate della Terra del Fuoco si trovano uccelli antartici e leoni di mare.
Politica
Il potere esecutivo spetta al presidente della repubblica, eletto ogni 4 anni a suffragio universale diretto; il potere legislativo è esercitato dal Congresso Nazionale, composto dal Senato (72 membri) e dalla Camera dei deputati (257 membri).
Vedi anche:
- Testo integrale della costituzione argentina in spagnolo
Politica estera
Bibliografia
Collegamenti esterni
Voci correlate
