Archiloco
Archiloco (680 AC ca. - 645 AC ca.) fu un poeta greco.
Nato a Paro nelle Cicladi, da un nobile, Telesicle, e da una schiava tracia di nome Enipò (tuttavia il nome potrebbe essere fittizio, nato da un'assonanza con il sostantivo greco enipè, rampogna). Fu soldato e poeta e, secondo la tradizione, morì combattendo, in giovane età. Delle sue opere restano circa 140 frammenti, scritti in una grande varietà di metri: elegia, giambo e epodo.
È considerato il primo poeta giambico greco, o il primo lirico in assoluto.
Com'era tradizione per i poeti giambici della Grecia arcaica (in questo caso si possono trovare analogie specialmente con la biografia di Ipponatte), Archiloco aveva un nemico giurato contro il quale scatenava tutte le proprie invettive. Costui era Licambe, che avrebbe promesso al poeta in sposa la figlia Neobule per poi rifiutarla; la leggenda narra che Licambe stesso si sia impiccato insieme alle figlie a seguito della cattiva fama provocatagli dai versi del poeta.
Per quanto riguarda lingua e stile, il suo aspetto peculiare è la capacità di innovare partendo da mezzi tradizionali, ovvero dal linguaggio omerico, che adotta per parlare di temi e valori totalmente opposti a quelli dell'epos. Archiloco dev'essere inoltre stato un notevole innovatore nel campo della musica: a lui secondo la tradizione si deve l'invenzione della parakataloghè, il recitativo musicale tipico della poesia giambica. A tutt'oggi, però, non è ancora chiaro in cosa quest'ultimo si differenziasse dal recitativo dell'epica.
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