Apartheid

La parola apartheid significa in lingua afrikaans "separazione" e sembra che sia stata usata per la prima volta in senso politico nel 1917 dal primo ministro sudafricano Jan Smuts. Viene correntemente usata per descrivere la politica di segregazione razziale che il governo bianco sudafricano istituì nel dopoguerra e che è rimasta in vigore fino al 1990. L'apartheid è stato proclamato crimine internazionale da una convenzione delle Nazioni Unite, votata dall'Assemblea Generale nel 1973 e entrata in vigore ne 1976 (International Convention on the Suppression and Punishment of the Crime of Apartheid) ed è stato recentemente inserito nella lista dei crimini contro l'umanità che la Corte penale internazionale può perseguire.

Indice

L'apartheid in Sudafrica

Le origini

In Sudafrica Mentre i neri costituivano l'80% circa della popolazione, i bianchi si dividevano in coloni di origine inglese e afrikaner. Questi ultimi, che costituivano la maggioranza della popolazione bianca, erano da sempre favorevoli ad una politica razzista.

Con le elezioni del 1924 vennero introdotti nel paese i primi elementi di segregazione razziale. Ma nel 1939 Smuts(ex capo del governo africano) tornò al potere e il nazionalismo afrikaner non poté proseguire il suo progetto politico.

Durante la seconda guerra mondiale un gruppo di intellettuali afrikaner influenzati dal nazismo completò la teorizzazione del progetto dell'apartheid. La filosofia dell'apartheid affermava di voler dare ai vari gruppi razziali la possibilità di condurre il proprio sviluppo sociale in armonia con le proprie tradizioni. Come si sarebbe visto, questa giustificazione non era che un paravento per una politica razzista. Venne creata un'organizzazione segreta per promuovere gli interessi degli afrikaner.

L'istituzione dell'apartheid

Fu nel 1948(1954-1958) che l'apartheid prese definitivamente forma.

Le principali leggi che hanno messo in piedi il sistema sono state:

Nel 1956 la politica di apartheid fu estesa a tutti i cittadini di colore compresi gli asiatici. Negli anni 60 3,5 milioni di neri, etichettati come Bantù, furono sfrattati con la forza dalle loro case e reinsediati nelle "homeland del sud" (Bantustan). I bantustan erano una specie di riserve con governi neri fantoccio all'interno del Sudafrica, in cui il governo voleva obbligare i neri a trasferirsi in base alle proprie discendenze etniche. I neri erano privati di ogni diritto civile e politico. Potevano frequentare solo l'istituzione di scuole agricole e commerciali speciali. I negozi dovevano servire tutti i clienti bianchi prima dei neri. Dovevano avere speciali passaporti interni per muoversi nelle zone bianche, pena l'arresto o peggio.

La lotta contro l'apartheid

In un primo tempo sia neri che bianchi (partito unito e partito laburista ), organizzarono proteste contro l'apartheid, che venivano puntualmente soffocate con brutalità dalle forze di sicurezza governative. Nel 1960 l'ANC insieme a una scheggia del gruppo di soli neri, il Pan-African Congress of Azania, dovettero utilizzare la forza. L'ANC, che aveva una solida tradizione pacifista, si limitò agli obiettivi strategici come distruggere le centrali elettriche (motivo di arresto del futuro presidente Nelson Mandela) e altre infrastrutture, mentre il Pan-African Congress si dedicò ad atti più casuali e più generali di terrorismo. Nel 1975, i burocrati decisero di fare rispettare una legge a lungo dimenticata: ogni norma doveva essere scritta in lingua africana. questa legge si estese presso tutte le scuole in cui, sia insegnanti che alunni, dovevano tenere le lezioni nella lingua dettata. in molti si opposero e vennero espulsi dalle scuole. Questa era solo una delle tante leggi imposte e gran parte della popolazione nera si rifiutava di rispettarle scatenando rivolte e proteste per far si che il governo cadesse.

Fine dell'apartheid

Gli anni 90 portarono alla fine dell'apartheid, con la liberazione di Nelson Mandela: le ultime elezioni hanno visto la schiacciante vittoria dell'ANC che ha promulgato una nuova costituzione totalmente democratica e da allora governa ininterrottamente il paese, prima con Nelson Mandela, quindi con Thabo Mbeki come presidente.
La Commissione per la Verità e la Riconciliazione, istituita nel 1995, si è occupata di raccogliere testimonianze sulle violazioni dei diritti umani e ha concesso l'amnistia (= cancellare pena o/e reato) a chi confessasse spontaneamente e pienamente i crimini commessi agli ordini del governo. La Commissione ha anche stabilito l'ammontare dei risarcimenti che il governo è tenuto a versare a chi è stato vittima del vecchio regime. Il Sudafrica post-apartheid ha aggiunto nove lingue africane native all'afrikaans e all'inglese come lingue ufficiali, portando il totale a undici. Un altro gesto del nuovo governo è stato lo smantellamento dell'arsenale nucleare sudafricano. Attualmente il Sudafrica deve ancora lottare ancora contro l'esclusione sociale ed economica (le disuguaglianze di reddito, eredità dell'era dell'apartheid, sono tra le più alte del mondo).

See also: Apartheid, 1917, 1924, 1948, 1954, 1956, 1958, 1960, 1975, African National Congress