Androide

[[Immagine:Spiner as Data.jpg|thumb|200px|right|L'androide Data (Brent Spiner) in Star Trek - The next generation. Immagine con ]]

Nell'immaginario fantascientifico, l'androide è un essere artificiale, un robot, con sembianze umane (il termine deriva dal greco anèr, andròs, "uomo", e quindi può essere tradotto "a forma d'uomo"). In taluni casi l'androide può risultare indistinguibile dall'essere umano. Differisce dal cyborg, il quale è costituito da parti biologiche oltre che artificiali.

Il termine androide risalirebbe al 1727, quando l'alchimista Alberto Magno lo utilizzò per definire esseri viventi creati dall'uomo per via alchemica.

Il corrispettivo femminile del termine androide è l'assai poco frequente ginoide.

Indice

Letteratura

Nella letteratura il primo classico riferito alla creazione di un essere umano artificiale è in genere considerato il romanzo Frankenstein (1818) di Mary Shelley. La creatura del dottor Frankenstein era assemblata con parti di cadaveri, utilizzando per infonderle la vita una strumentazione scientifica e l'energia elettrica, studiata solo da pochi anni da Alessandro Volta.

Il primo ad utilizzare il termine androide in un romanzo fu il francese Mathias Villiers de l'Isle-Adam nella sua opera più celebre L'Ève future (1886), nel quale mette in scena il geniale Edison, inventore di una donna artificiale quasi perfetta.

Un precursore del moderno androide è da molti considerato il Golem, la temibile creatura protagonista di una vecchia leggenda del ghetto ebraico di Praga, poi ripresa e resa famosa dal romanzo Il Golem del 1915 di Gustav Meyrink. In questo caso si tratta di una statua d'argilla che prende vita grazie alla magia cabalistica e non alla tecnologia scientifica.

Tra il 1940 e il 1941 Isaac Asimov, con la collaborazione dell'editor John Campbell, elabora le mitiche Tre leggi della robotica, divenute un punto fermo della letteratura sui robot. Pur avendo inserito numerosissimi robot antropomorfi nella sua sterminata produzione di racconti e romanzi, Asimov tuttavia non usa in genere il termine androide, reso popolare solo negli Anni Cinquanta quando apparve in alcuni racconti di Jack Williamson.

Uno degli autori di fantascienza che fanno maggior uso degli androidi è stato Philip K. Dick il quale, poco interessato agli aspetti strettamente tecnico-scientifici, li utilizzava soprattutto come sostituti robotici degli uomini e dunque inquietanti simboli, rispecchiamento/rovescio dell'essere umano, definendoli spesso simulacri. Vedi ad esempio i romanzi:

Cinema

Esempi famosi di androidi nella cinematografia:

TV

Fumetti

Nei fumetti i robot e gli androidi appaiono di pari passo con i romanzi di fantascienza. Uno dei primi è certamente Astroboy, personaggio creato del giapponese Osamu Tezuka all'inizio degli anni '50.

Passando al vasto campo dei supereroi, uno dei primi androidi è la Torcia Umana originale, un personaggio degli anni quaranta facente parte dell'universo Marvel Comics, la quale nei suoi fumetti ha sempre fatto uso massiccio di esseri cibernetici. Fin dai primissimi numeri, ad esempio, i Fantastici Quattro si trovano a combattere non solo con robot, ma anche con gli incredibili androidi del Pensatore Pazzo; praticamente tutta la loro storia è legata a doppio filo con questi esseri. Tra i personaggi della DC Comics, Superman nelle sue avventure ha incontrato migliaia di robot più o meno antropomorfi, servendosene egli stesso: negli anni '50 troviamo infatti già i primi super-robot da lui costruiti per sostituirlo come sosia. Anche Batman negli anni '50-'60 si è fatto talvolta sostituire da un sosia robot (perfino il suo partner Robin).

Voci correlate

Risorse esterne

Androide

See also: Androide, 1727, 1818, 1886, 1915, 1927, 1940, 1941, 1964, 1969