Amiga
thumb|150px|right|Amiga 1000
Amiga è una piattaforma informatica ideata nei primi anni '80 e commercializzata da Commodore, azienda in quel momento forte per il successo del C64, a partire dal 1985. I computer Amiga introdussero il concetto di multimedialità per mezzo di speciali chip custom che permettevano all'utenza comune di elaborare grafica, video ed audio a costi irrisori rispetto alle altre piattaforme dell'epoca. Le capacità dei chip custom erano coordinate dal sistema operativo AmigaOS che già in quell'epoca forniva un preemptive multitasking, insieme ad una interfaccia grafica (GUI) a colori e una tecnologia di autoconfigurazione delle periferiche (AutoConfig).
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Storia e caratteristiche principali
thumb|150px|right|Amiga Color Checkmark Logo Ideata inizialmente da Jay Miner come console per videogame con il nome in codice di Lorraine (dal nome della moglie di uno dei progettisti), venne successivamente ridisegnata come piattaforma multimediale: potente, veloce, con un elegante sistema operativo, l'AmigaOS, che già allora offriva un reale Preemptive multitasking.
Era il 23 luglio 1985 quando venne mostrato al mondo l'Amiga 1000 in un evento che vide la partecipazione tra gli altri di Andy Warhol. Un anno prima Apple aveva presentato il primo Mac (Macintosh 128K, monocromatico, gennaio 1984); nello stesso periodo invece la Microsoft iniziava a proporre il suo MS-DOS su PC IBM compatibili con MDA (Monocromatic Display Adapter).
Date le eccezionali caratteristiche per una macchina consumer dell'epoca, Amiga raccolse un notevole seguito tra gli esperti e gli appassionati di informatica. Gli utenti di Amiga, dagli esperti ai principianti, si caratterizzavano e si caratterizzano tuttora per lo spirito di comunità che riuscirono a mantenere viva la piattaforma sino ad oggi.
Notevoli sono state infatti le modifiche proposte da produttori di hardware di terze parti e sostenute dall'aiuto concreto della comunità Amiga. Innovazioni che hanno permesso di aggiornare sistema ai mutevoli standard del mondo dell'IT. In particolar modo, sono state rese disponibili schede acceleratrici con processori PowerPC, schede di espansione slot con bus PCI, schede audio a 16 bit, periferiche USB. Addirittura si è giunti ad introdurre nuovi modelli di computer Amiga a dieci anni dal fallimento di Commodore.
Amiga in origine era un sistema composto da hardware e sistema operativo proprietari che ha causato agli utenti innumerevoli vicissitudini legate al fallimento della Commodore prima, Escom e Viscorp poi, per finire nelle mani di Gateway 2000 e all'attuale proprietaria Amiga Inc. Lo sviluppo dell'hardware e del software prosegue ancora, anche se a ritmo estremamente ridotto. La comunità di utenti si è progressivamente rimpicciolita, per ridursi oggi solamente ai cultori di questo sistema.
Le eccezionali (per l'epoca) caratteristiche del software e dell'hardware Amiga, che furono la ragione del suo successo iniziale, sono poi diventate le cause che hanno reso difficile una sua naturale evoluzione: il sistema operativo mancava di protezione della memoria, fatto che portava a blocchi del sistema quando alcuni programmi, evidentemente scritti male, si appropriavano di memoria senza restituirla, rendendo difficile la successiva introduzione della stessa, in quanto i programmatori si erano ormai abituati a farne a meno.
Le grandi capacità grafiche e sonore derivavano da chipset specializzati proprietari non facilmente aggiornabili, mentre i PC poterono contare su un numero sempre più elevato di potenti schede grafiche, grazie alla forte concorrenza fra i produttori di schede video, stimolati perciò a migliorare le prestazioni dei propri prodotti.
Innovazioni concettuali e caratteristiche peculiari
L'Amiga è stata la macchina che ha reso concreto il concetto di multimedia.
Grazie ad essa sono nate alcune innovazioni oggi assai comuni come il puntatore del mouse animato, icone animate, oggetti file format IFF standardizzati (Interchange File Format) e molto altro. Alcune delle possibilità di manipolare file, che oggi riteniamo scontate sono nate su Amiga. Valga un esempio per tutti: gli oggetti multimediali (file audio) incorporati all'interno di un file documento.
Sono stati realizzati per Amiga alcuni dei primi programmi di Authoring (Amiga Vision), e i primi linguaggi di animazione interpretati (The Director).
Sono nati in ambiente Amiga i primi programmi di modellazione e animazione di scene tridimensionali disponibili al grande pubblico a costi contenuti, quali: VistaPro, Imagine, Caligari Truespace 3D, Lightwave 3D, Maxon Cinema 4D. Resi disponibili su altre piattaforme, questi programmi hanno ottenuto un notevole successo e rivoluzionato il modo di fare grafica 3D, sia per uso hobbystico che per motivi professionali.
Notevole la disponibilità di programmi per la videotitolazione, cui, fra tutti emerge Scala, divenuto poi programma di Authoring multimediale col nome di Scala Multimedia e reso disponibile anche nel mondo PC.
Tutt'oggi riconosciuta è la semplicità d'uso di alcuni programmi di grafica quali DeLuxe Paint che permetteva caratteristiche di tutto rilievo, quali il ritaglio di parti dell'immagine da usare come pennello brush (effetto timbrino di Adobe Photoshop) senza però dover ricorrere necessariamente alla copia in clipboard o aver bisogno di alpha channel.
L'architettura dei programmi Amiga fu presa ad esempio da molte software house: ad esempio, il programma sequencer e editing audio Bars and Pipes fu acquistato dalla Microsoft la quale utilizzò alcuni concetti presenti in questo programma per la progettazione della componente audio di DirectX.
Da notare, per il suo interesse artistico, culturale e tecnico (ingegneria di tecniche di programmazione estreme) lo sviluppo della demoscene, già esistente per altri computer, ma che trovò in Amiga la piattaforma di riferimento assoluto, in quanto la comunità demoscene Amiga fu favorita dalle caratteristiche grafiche e sonore intrinseche dell'hardware e in particolare del Blitter, che apparve per la prima volta proprio su Amiga ed è oggi utilizzato nelle attuali schede grafiche.
Meritevole d'attenzione è la tastiera, simile a una comune tastiera PC a 101 tasti, con alcune sottili differenze: la ripetizione continua del carattere (ottenuta tenendo premuto a lungo il tasto corrispondente) non è gestita dal BIOS, ma dal sistema operativo risultando perciò sincronizzata con la stampa a video e consentendo all'utente un'esperienza d'uso più interessante, specie se si pensa che i PC all'epoca consentivano al massimo trenta ripetizioni al secondo. Il layout della tastiera si distingueva sia per la presenza degli speciali tasti "Amiga" nelle posizioni in cui attualmente si trovano i tasti "Windows" e dei tasti "Help" e "Del" in luogo dei tasti "PagSu", "PagGiù", "Home", "Fine", "Ins" e "Del", sia per l'assenza dei tasti "Stamp", "BlocS", "Pausa" e dei tasti funzione 11 e 12.
Una delle più importanti caratteristiche di Amiga è stata quella di poter definire ogni periferica, device, o partizione con un nome-dispositivo univoco a sé stante e di farne il mounting per usi interni, in maniera totalmente indipendente, sin dal 1987 grazie alla tecnologia AutoConfig. Peculiarità che su altri sistemi è apparsa solo nella seconda metà degli anni novanta sotto il nome di Plug and Play.
Amiga era, negli anni '90, una delle pochissime piattaforme a poter riconoscere l'intera rete Internet come una comune periferica o come un "qualsiasi altro" disco rigido.
Esempio:
C:home/me# TYPE TCP:wikipedia.org/index.html:80 RAM:IndiceWikipedia.html
(type=cat)
O ancora, Amiga era capace di mandare in esecuzione un brano presente in un disco rigido, in un CD o nella ramdisk, "copiandolo" direttamente nel sottosistema audio.
Esempio:
C:home/me# COPY RAM:FileAudio.wav TO AUDIO:
Infine, un'altra caratteristica tuttora insuperata dell'Amiga era il sistema di bus per gli slot delle schede di espansione. Dotato di caratteristiche Plug & Play, il bus, denominato Zorro ("La Volpe", come il noto bandito dei libri e del cinema) per la sua capacità di autoconfigurarsi velocemente e per quella di riconoscere le schede al volo con una "furbizia" quasi "umana". Il sistema Bus Zorro di Amiga era presente in due versioni:
- Zorro II a 16 bit, dotato di funzionalità di accesso diretto alla memoria (DMA)
- Zorro III a 32 bit e 33 MHz anch'esso con funzionalità di accesso diretto alla memoria e in grado di gestire anche le schede a 16 bit, e la possibilità di poter lavorare sia in modalità sincrona che asincrona: in quest'ultima, la scheda Zorro, una volta ricevuta l'autorizzazione dalla CPU, diventa autonoma e non necessita più di istruzioni da essa, fino al successivo comando diretto esplicito.
È da notare che il sistema BUS Zorro III a 32 bit è nato diversi anni prima dell'analogo sistema a 32 bit PCI.
Gli effetti grafici del Copper e la semplicità con cui era possibile utilizzare un Genlock per poter effettuare editing video su segnali televisivi in tempo reale sono tuttora ineguagliate: molte reti televisive possiedono ancora un Amiga, acquistato molto tempo fa, per le loro necessità grafiche, e contano di utilizzarlo per il maggior tempo possibile.
Amiga al giorno d'oggi
Oggi Amiga sta affrontando una lenta rinascita grazie all'impegno di Amiga Inc/KMOS, le aziende che attualmente detengono i diritti sulla piattaforma, le quali hanno concesso in licenza alla casa produttrice Eyetech la fabbricazione delle schede madri AmigaONE basate sull'architettura PowerPC, ed alla software house Hyperion lo sviluppo di una nuova versione del sistema operativo AmigaOS.
Oltre all'iniziativa di KMOS/Amiga Inc, occorre ricordare che:
- dal 2002 l'azienda Genesi produce e distribuisce Pegasos, una propria piattaforma ad architettura PowerPC predisposta per l'esecuzione di MorphOS, una reimplementazione non ufficiale di AmigaOS, oltre a svariate distribuzioni GNU/Linux e altri sistemi oprativi.
- dalla fine del secolo scorso, un gruppo di appassionati di Amiga ha deciso di reimplementare AmigaOS sull'architettura Intel, dando origine al progetto open source AROS.
I Chip Custom Amiga
L'architettura base su cui poggiava la piattaforma Amiga degli anni '80 e dei primi anni '90 era di tipo proprietario e faceva capo ad una CPU di tipo Motorola 68000. La CPU era supportata da un insieme di chip custom che all'epoca offrivano delle capacità grafiche e sonore uguagliate dalla concorrenza solo nella seconda metà degli anni '90 e rappresentavano una soluzione piuttosto economica rispetto alle architetture rivali dell'epoca. La tradizione Amiga prevedeva inoltre che ogni chip dei chipset venisse chiamato con un nome proprio umano generalmente di donna. Le macchine Amiga dotate di quest'architettura vengono oggi definite "Amiga Classic". Esistono tre generazioni di Amiga Classic, ciascuna delle quali è caratterizzata da un diverso insieme di chip custom, più precisamente si hanno:
- Gli Amiga Classic dotati di Original Chip Set (OCS)
- Gli Amiga Classic dotati di Enhanced Chip Set (ECS)
- Gli Amiga Classic dotati di Advanced Graphical Architecture (AGA)
OCS, ECS ed AGA elaborando i dati riguardanti l'audio e la grafica, lavoravano in totale modalità DMA (Direct Memory Access), lasciando così la CPU libera di elaborare altri dati. I chipset gestivano inoltre una particolare modalità grafica chiamata Hold And Modify (HAM), con cui era possibile visualizzare contemporaneamente tutti i colori che i chipset riuscivano a gestire offrendo così risoluzioni fino a 12bit (OCS/ECS) e 24bit (AGA). I chipset erano in grado di interfacciarsi sia alla TV di casa sia ai monitor e rendevano gli Amiga Classic una piattaforma adatta a diverse esigenze dell'utente.
Da segnalare infine che nel 1989 la Commodore stava lavorando ad un nuovo chipset che avrebbe accompagnato la successiva generazione di Amiga Classic, denominato Advanced Amiga Architecture (AAA). Tuttavia il progetto fu abbandonato nel 1993, anno in cui iniziarono dei timidi lavori per un AmigaOS indipendente dai chip custom di difficile e costoso aggiornamento.
Original Chip Set
L'OCS era composto da 3 chip custom: Denise, Agnus e Paula. Tutti i chip erano prodotti da MOS Technology.
- Denise: era il chip responsabile di generare il segnale video (15KHz). I dati gli erano forniti da Agnus via DMA. Conteneva una palette di 32 colori da 4096, eccezionale per l'epoca. Disponeva di una modalità a bassa risoluzione (320x256) ed una ad alta risoluzione (640x256). Gestiva nativamente l'interlacciamento per arrivare fino a 320x512 o 640x512. Le temporizzazioni video erano parzialmente programmabili e si poteva dunque ottenere risoluzioni prive di bordi (overscan). Denise poteva segnalare sul connettore video se stava visualizzando il colore di background o meno. Questo permetteva di realizzare dei genlock in chroma key economici. Interlacciamento, overscan e genlock resero Amiga la macchina di riferimento per le produzioni video a basso costo. L'organizzazione della memoria grafica era basata sul concetto di bitplane (per certi versi opposto a quello di chunky). Questa organizzazione permetteva di risparmiare preziosa RAM (preziosa al punto che A1000 uscì con soli 256KB di RAM). Il risparmio derivava dal fatto che si poteva scegliere di usare solo il numero di bitplane (da 1 a 6) strettamente necessari.
- Esistevano modalità video a palette da 2 colori (1 bitplane) fino a 32 colori (5 bitplane).
- La modalità EHB (Extra Half Brite) utilizzava 6 bitplanes e aggirava il limite della palette a 32 valori utilizzando il sesto bit per ottenere una versione a luminosità dimezzata del colore. Curiosità: questa modalià non era presente nei primi A1000.
- La modalità DP (Dual Playfield) utilizzava 3+3 bitplanes per realizzare 2 piani sovrapposti a 8 colori capaci di scorrere indipendentemente uno dall'altro. Questà modalità era la chiave per ottenere lo scrolling parallattico, effetto speciale che decretò la superiorità di Amiga sul suo rivale Atari ST.
- La modalità video che però rese famoso Amiga fu quella HAM (Hold And Modify) con cui era possibile visualizzare fino a 4096 colori sullo schermo. Questa modalità utilizzava solo 6 bitplanes invece dei 12 teoricamente necessari. Questo era possibile perché era una codifica differenziale in cui ogni pixel poteva differire dal precedente solo per una componente cromatica (RGB).
- Erano supportati fino 8 sprite per linea. Gli sprites erano larghi 16 pixel con 4 colori dalla palette. Si poteva fare attach di due sprite per ottenerne uno a 16 colori. In hardware erano rilevate eventuali collisioni tra sprite e playfields. Utilizzando tutti gli sprite il fetch dei dati video non poteva iniziare troppo presto e dunque il bordo sinistro dello schermo doveva restare molto largo. All'epoca il sottosistema sprite era già obsoleto ed infatti venne utilizzato pochissimo nei videogiochi che invece fecero largo uso del Blitter.
- Agnus: era il responsabile dei 25 canali DMA a disposizione della macchina e del refresh della DRAM (detta Chip ram). Agnus conteneva:
- Copper: era un processore dotato di 3 istruzioni (MOVE, WAIT, SKIP). Permetteva di cambiare i registri hardware in sincronia con il pennello video, liberando la CPU da questo onere. Questa tecnica permetteva ad esempio di cambiare modalità video nel mezzo dello schermo, visualizzare più colori e più sprites. AmigaOS traeva vantaggio del Copper per implementare il concetto di "Schermo". Il Copper non era una novità, Jay Miner aveva già realizzato qualcosa di molto simile sugli Atari a 8 bit con le display list di ANTIC. Per capire le capacità del Copper e la flessibilità dell'hardware si consideri che in un gioco (Battle Squadron) gli sprite invece di essere 'alimentati' dal DMA, come d'uso, venivano alimentati dal Copper arrivando a creare dei nuovi sprites a 2 colori e più di 8 sprites per linea.
- Blitter: anche questa fu una rivoluzione, prima di Amiga solo alcune costose workstation grafiche disponevano di Blitters. Era un coprocessore che implementava alcune primitive grafiche in hardware. Elaborando un bitplane alla volta poteva combinare tre zone rettangolari (A, B e C) copiandole in una quarta zona rettangolare (D). I cosidetti BLOB (BLitter OBject)) erano oggetti grafici mobili realizzati avendo come A e D il frame buffer, come B l'immagine del BLOB e come C la maschera del BLOB. Il Blitter implementava un'altra primitiva grafica: il disegno di una linea, durante il disegno di essa poteva effettuare anche un fill.
- Paula: integrava una porta seriale, gli ADC delle porte joystick, il codec MFM per il floppy drive ma sopratutto l'audio. Forniva 4 DAC PCM 8bit, 2 sul canale destro, 2 sul sinistro. Ogni canale aveva un volume a 6bit ed un controllo di periodo. Un canale poteva modulare l'altro in periodo o volume (da cui 8+6 = 14bit). I campioni audio potevano essere forniti via DMA o via CPU. Con il DMA la frequenza di campionamento, relata alle temporizzazoni video, era programmabile fino a circa 29Khz. Era possibile applicare un filtro passa basso sull'uscita audio. I 4 canali audio vennero col tempo ritenuti insufficienti e si svilupparono mixer software (trackers) capaci di spingere Paula ai suoi limiti. Alcuni mixer software erano abbastanza efficienti da essere utilizzati nei videogames. Dunque una hardware audio di tutto rispetto, tuttavia la mancanza di una economica porta MIDI integrata fece preferire gli Atari ST ai musicisti.
Erano presenti anche due chip CIA (Complex Interface Adapter), responsabili insieme a Paula delle varie operazioni di I/O che coinvolgevano i floppy drive, la porta seriale, la parallela, la porta del joystick e quella del mouse. I chip in questione erano dei MOS 8520 a 8 bit, evoluzione dei MOS 6526 usati nel Commodore 64.
I 3 chip potevano accedere esclusivamente alla cosidetta Chip Ram. Essa consisteva in 256 o 512KB di DRAM su bus a 16bit e girava alla stessa frequenza del 68000 e dell'OCS. Il 68000 per sua natura accedeva al bus solo nei cicli pari e dunque OCS aveva per se tutti i cicli dispari. Questo trucco permetteva di risparmiare ma non era privo di problemi. Quando si sceglievano modalità video con più di 4 bitplanes in bassa risoluzione (o 2 bitplanes in alta risoluzione) allora OCS iniziava ad accedere al bus anche durante i cicli pari rallentando il 68000. Questo era il motivo per cui il Workbench utilizzava di default solo 4 colori, quando se ne utilizzavano di più le prestazioni della CPU calavano drasticamente. La CPU aveva a disposizione anche la cosidetta Fast Ram. Essa era posta su di un altro bus a 16 bit su cui il 68000 girava a piena velocità essendo privo di contese. Sugli A500 era disponibile una baia d'espansione, la RAM qui installabile veniva detta Slow Fast Ram perché inacessibile ai chip custom e tuttavia soggetta a contese.
Enhanced Chip Set
Introdotto su A3000 venne poi esteso a tutta la gamma. Il chipset ECS era fondamentalmente l'Original Chip Set con alcune migliorie.
- SuperDenise, successore di Denise, introdusse la super alta risoluzione (fino 1280 pixel per linea) e la capacità di generare segnali video non interlacciati fino a 31 Khz, quindi adatti ai riposanti monitor multiscan. Un effetto collaterale del raddoppio delle frequenze video era il raddoppio della frequenza massima di campionamento di Paula.
- FatAgnus, successore di Agnus, riusciva a controllare fino al doppio di chip Ram (2MB) rispetto al predecessore.
Altri chips 'minori' comparsero o vennero aggiornati. Il nuovo chip custom Buster, chiamato SuperBuster, e il nuovo chip custom Gary, chiamato FatGary, supportavano i nuovi slot per espansioni di tipo Zorro III a 32bit ed i nuovi bus a 32bit;. Solo su Amiga3000, il chip custom chiamato Amber consentiva di visualizzare anche le modalità video originali (pensate per l'uso con i televisori) sui monitor VGA, incapaci di agganciare frequenze molto basse ottenendo dunque un flicker fixer, un componente hardware in grado di portare a 31Khz tutti i modi video Amiga. Infine con il modello Amiga600 fece il suo ingresso il chip custom Gayle che gestiva il controller IDE di questa macchina.
Advanced Graphical Architecture
Il chipset AGA presentava, al posto dei chip FatAgnus e SuperDenise, i nuovi chip Alice e Lisa.
- Alice: si distingueva pochissimo da FatAgnus e forniva esigui miglioramenti rispetto al suo predecessore
- Lisa: gestiva 256 colori simultanei da una palette di 24bit in tutte le risoluzioni disponibili. Inoltre in ogni risoluzione video poteva essere utilizzato HAM8 che consentiva una profondità colore di 24 bit. Lisa offriva tre classi di risoluzioni: bassa risoluzione, alta risoluzione e super alta risoluzione. Tutte le risoluzioni potevano essere visualizzate sia in modalità 15Khz (supportata dai televisori), sia in modalità 31Khz (il minimo per i monitor).
Amiga4000 includeva inoltre i chip custom Bridgette (nient'altro che un bus buffer integrato) e Gayle che fungeva da controller IDE. L'Amiga1200 presentava inoltre il chip custom Budgie, con funzione di bus controller e il chip custom Gayle. AmigaCD32 montava uno speciale chip custom chiamato Akiko deputato alla conversione hardware tra grafica bitplane e grafica chunky.
Modelli e varianti
I modelli di computer Amiga prodotti e le relative varianti:
- Chipset originale (OCS)
- Amiga 1000
- Amiga 500
- Amiga 2000
- Amiga 2500/20 (scheda acceleratrice A2620 integrata)
- Amiga 2500/30 (scheda acceleratrice A2630 integrata)
- Amiga 2500/UX (scheda acceleratrice A2620/A2630 e UNIX preinstallato. Il primo Unix ad uscire nel mercato con interfaccia grafica X Windows di serie)
- Amiga 1500 (privo di disco fisso ma con un lettore floppy aggiuntivo)
- CDTV SetTop Box multimediale basato su CD (Commodore Dinamical Total Vision)
- Enhanced Chipset (ECS)
- Amiga 500+
- Amiga 600
- Amiga 600HD (disco fisso integrato)
- Amiga 3000
- Amiga 3000T (versione in case tower)
- Amiga 3000UX (UNIX preinstallato)
- Advanced Graphical Architecture (AGA)
- Amiga 1200
- Amiga 1200HD (disco fisso integrato)
- Amiga 4000
- Amiga 4000T (versione in case tower)
- CD32 (la prima console a 32 bit ad impiegare i compact disc)
- Amiga 1200
- AmigaONE
- AmigaOne G3-SE
- AmigaOne XE
- AmigaOne G3-XE
- AmigaOne G4-XE
- microA1-C
- microA1-I
Cloni
Amiga ha visto relativamente pochi cloni attorno a sé, a causa delle politiche restrittive di Commodore. Di seguito si indicano i cloni che hanno effettivamente visto la luce:
- Eagle
- 4000T e 4000TE (prodotti su licenza, stessa motherboard dell'Amiga 4000, ma case stilisticamente differente)
- Macrosystems
- Casablanca (le prime versioni impiegavano AmigaOS su hardware proprietario compatibile)
- DraCo (primo vero clone degli Amiga. Non usava custom chip, ma comuni schede video)
- DraCo Vision (si differenzia dal Draco per il particolare case cubico)
Voci correlate
Collegamenti esterni
Lingua inglese
- Amiga, Inc. - Sito ufficiale
- The Big Book of Amiga Hardware - Guida completa a tutto l'hardware Amiga esistente
- Amiga.org - notizie dal mondo Amiga
- AmigaWorld - notizie dal mondo Amiga
Lingua italiana
Categoria:Computer
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Categoria:Amiga
