Algeria

Algeria
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dettaglio dettaglio
Motto:  
300px|Localizzazione geografica
Informazioni
Denominazione: Al Jumhūrīyah al Jazā'irīyah
ad Dīmuqrāţīyah ash Sha'bīyah

الجمهوريّة الجزائرية

Lingua ufficiale: Arabo. Le lingue berbera e francese non sono ufficiali ma sono usate spesso dall'amministrazione
Capitale: Algeri (1.507.241 ab./ 1987)
Politica
Forma di governo:  
Capo di stato: Abdelaziz Bouteflika
Capo del governo: Ahmed Ouyahia
Indipendenza: Dalla Francia
5 luglio 1962
Ingresso all' ONU: 1962
Area
Totale: 2.381.741 km²
Pos. nel mondo: 11°
% delle acque: trascurabile%
Popolazione
Totale: 32.818.500 ab. (2002)
Pos. nel mondo: 34°
Densità: 13,3 ab./km²
Geografia
Continente: Africa
Fuso orario: UTC +1 (CET)
Economia
Valuta: Dinaro Algerino
Consumo energia:   kW/ab.
Varie
TLD: .dz
Prefisso tel.: +213
Sigla autom.:  
Inno nazionale: Kassaman
Festa nazionale: 1 novembre)
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Fa inoltre parte della Lega Araba (1962), dell'Unione del Maghreb Arabo (1989), dell'Organizzazione della Conferenza Islamica (1969), del Movimento dei Non-Allineati e dell'OPEC (1969).
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L'Algeria è una repubblica dell'Africa settentrionale, il nome ufficiale in arabo è الجمهوريّة الجزائريّة الدّيمقراطيّة الشّعبيّة. Confina a nord col Mare Mediterraneo, a est con Tunisia e Libia, a sud con Niger, Mali e Mauritania, a ovest con Sahara Occidentale e Marocco.

Indice

Storia

La zona che ora è rappresentata dall'Algeria fu abitata da cacciatori, visibili nelle pitture rupestri di caverne, che indicano come la regione fosse una savana (ora trasformata in deserto). Secondo varie teorie la desertificazione della zona è stata dovuta alla catena dell'Himalaya che, innalzandosi per la pressione della placca indiana contro quella asiatica, ha causato un cambio delle correnti e quindi una modificazione del clima a livello globale.

Le notizie intorno alle civiltà degli antichi abitatori berberi (Numidi, Mauri e Getuli) vengono documentate nelle iscrizioni, per lo più funerarie, in parte di età romana. Tra le costruzioni indigene figurano le cosiddette tombe a ciuffo. I dolmen, i cromlech ed i menhir sono invece, in gran parte, di età romano-cristiana ed anche più tardi. Gli abitanti, in parte sedentari e in parte nomadi, vivevano in comunità patriarcali: la religione era essenzialmente animistica. Varie tribù si unirono in stati di tipo monarchico, come avvenne in Numidia e Mauritania.

Le popolazioni che abitavano l'odierna Algeria furono coinvolte, dal V secolo AC, in tutte le lotte dell'Africa nordoccidentale: in particolare i Numidi, malgrado i loro sforzi per serbare l'indipendenza, finirono con il cadere tra il 46 e il 44 a.C. sotto il diretto dominio di Roma, conquistati da Cesare. Gli arabi si affacciarono per la prima volta nell'attuale Algeria dopo il 660 e vi si insediarono completamente al principio del secolo VIII, portando con loro l'islam e la lingua araba. Per lungo tempo, la regione ebbe sorti comuni con la vicina Tunisia: dominio degli Aghlabiti (IX secolo) e dei Fatimidi (X), passati i quali in Egitto fiorì in Algeria la dinastia dei Banu Hammad.

Assorbita dalla metà del XI secolo a quella del XIII secolo negli imperi nordafricani degli Almoravidi e Almohadi, riebbe allo sfaldarsi di questi ultimi una dinastia locale con gli Abd-al-waditi di Tlemcen. Nel 1500 cominciò anche per l'Algeria il periodo degli stati barbareschi dell'impero ottomano. Lo stato barbaresco di Algeri, sotto l'alta sovranità della Porta, si mantenne fino al XIX secolo Fu durante questo periodo, che lo stato algerino moderno ha cominciato ad emergere come territorio distinto in mezzo Tunisia e Marocco.

La spedizione francese del 1830, cominciata con l'occupazione di Algeri, sostenne una lunga e tenace guerriglia durata circa un trentennio per il totale dominio del paese. Piegata la valorosa resistenza di Abd el-Kader, non vi furono più che sporadici focolai di rivolta, domati uno dopo l'altro (l'ultimo nel 1871). Dopo di allora, la penetrazione politica, culturale e demografica della Francia nella regione fu così profonda, che l'Algeria dal 1947 venne parificata al territorio metropolitano francese.

Una nuova leadership musulmana emerse in Algeria ai tempi del prima guerra mondiale e maturò tra il 1920 e il 1930. Questo fatto non impedì tuttavia che si sviluppasse in Algeria un movimento organizzato per la liberazione nazionale. Già in precedenza (1945) erano scoppiati in Cabilia movimenti insurrezionali duramente repressi. Nel 1954 fu fondato il Comitato Rivoluzionario d'unione e d'azione (CRUA). Alcuni suoi membri (Ait Ahmed, Ben Bella, Khidder) insediatisi al Cairo provvidero alla fornitura di armi per i gruppi clandestini che si andavano organizzando. L'1 novembre 1954 si scatenò la lotta partigiana che dalla Cabilia dilagò in tutto il paese sotto la guida del Fronte di Liberazione Nazionale (FLN), fu una lotta di guerriglia e da entrambe le parti si usarono tattiche terroristiche. Nel settembre 1955 la questione algerina fu portata all'ONU. Dopo l'arresto nel 1956 di alcuni capi del FLN (Ben Bella, Ait Ahmed, Khidder, Bitat, Bugiaf) i dirigenti algerini diedero vita ad un Comitato di Coordinazione e di Esecuzione (CCE) guidato da Belkacem Krim e Ben Khedda. Nel 1957 le forze francesi intrapresero azioni di polizia (battaglia di Algeri) al fine di privare i rivoltosi di una guida. Ma se la lotta languì nella capitale, continuò sulle montagne. Le inquietudini della popolazione europea portarono il 13 maggio 1958 a un putsch contro il governo metropolitano accusato di condurre una politica di abbandono. Crollò così la IV Repubblica e al potere giunse il generale Charles De Gaulle, il quale riconobbe agli algerini il diritto all'autodeterminazione provocando la violenta opposizione della popolazione europea che si manifestò con gravissimi disordini (giornate delle barricate, gennaio 1960). L'annuncio degli incontri franco-algerini di Evian (1961) provocò da parte degli ultras un movimento insurrezionale (putsch di Algeri sotto la guida dei generali Salan, Challe, Zeller e Jouhaud), che fallì. Il putsch portò alla formazione di un movimento clandestino, l'Organizzazione dell'Armata Segreta (OAS). Intanto il CCE si era trasformato nel Governo Provvisorio della Repubblica Algerina (GPRA) sotto la guida di Ferhat Abbas. Nonostante le azioni terroristiche dell'OAS la pace fu firmata il 19 marzo 1962 a Evian. Gli accordi di Evian, inoltre, hanno previsto i rapporti economici, finanziari, tecnici e culturali, con le disposizioni amministrative ad interim fino a che un referendum sull'autodeterminazione non potesse essere tenuto. L'1 luglio 1962 veniva indetto un referendum per l'autodeterminazione con esito positivo e la Francia dichiara l'Algeria indipendente il 3 luglio. I mesi che seguirono furono caratterizzati da una crisi dovuta ai contrasti tra il GPRA e i partigiani di Mohammed Ben Bella. Il 20 settembre 1962 si svolgono le elezioni per l'Assemblea Nazionale Costituente che segnano l'affermazione definitiva di Ben Bella con la designazione dello stesso a capo del primo governo algerino. L'anno seguente (8 settembre 1963) l'Assemblea approva una nuova Costituzione che trasforma l'Algeria in una Repubblica presidenziale e Ben Bella viene eletto presidente. Subito dopo alcuni elementi contrari al nuovo governo (Aï Ahemed) danno inizio ad una ribellione subito repressa da Ben Bella. In questo periodo ha inizio un ciclo di riforme di tipo socialista di cui la più importante fu la nazionalizzazione della terra. Nel 1965 Ben Bella è deposto da un colpo di stato guidato dal ministro della difesa colonnello Houari Boumedienne, che ha portato il paese a nuovi disordini e numerosi arresti, soprattutto di elementi di sinistra, e alla formazione di elementi di opposizione al regime militare. Molti oppositori politici andarono in esilio nel 1966. Nel 1967 un tentativo di rovesciare Boumedienne fu schiacciato. L'Algeria dichiarò guerra ad Israele nella guerra Arabo-Israeliana del giugno 1967, anche se truppe algerine non parteciparono mai al conflitto.

Nel 1971 l'industria petrolifera viene nazionalizzata, Boumedienne prosegue nella riforma agraria e nell'istituire un servizio di assistenza nazionale, la costituzione dà vita ad uno stato socialista (1976). Nel 1978 Boumedienne muore, gli succede Benjedidi Chadli che stabilisce un regime di tipo presidenziale con elezione quinquennale del presidente della repubblica. Ben Bella viene rilasciato dalla prigionia, viene firmato un accordo con la Francia per incentivare il ritorno in patria di 800.000 immigrati algerini. Nel 1984 viene riconfermato presidente, e ancora nel 1988 e in seguito ai moti del 1988, ha promosso un processo di democratizzazione e revisione costituzionale. Una nuova costituzione viene adottata nel 1989 che ha permesso la formazione di altre associazioni politiche oltre all'FLN. Il Fronte Islamico di Salvezza Nazionale vince le amministrative del 1990 e si aggiudica il primo turno delle elezioni politiche del dicembre 1991. Il voto viene annullato, il processo di democratizzazione viene interrotto bruscamente: scioglimento del FIS (Fronte Islamico di Salvezza) di Abassi Madani, censura dell'informazione, arresto degli oppositori. Nasce il Gruppo Islamico Armato (GIA). Nel 1992 il presidente della giunta militare, Muhammad Boudiaf, viene assassinato; il suo successore è Ali Khafi. Nel 1993 la giunta ha rotto le relazioni diplomatiche con Teheran. L'estate del 1994 è stata segnata da sanguinosi attentati agli stranieri, con l'uccisione di preti cattolici (1996). Nel 1997 si sono tenute nuove elezioni e viene eletto a presidente Zeroual, nel 1999 gli succede Abdelaziz Bouteflika, grazie anche al ritiro degli avversari che boicottano le elezioni, con la possibilità di uno spiragli di speranza di pace per il paese.

Geografia

Geografia fisica

Le regioni naturali sono tre:

Morfologia

Nei suoi attuali confini l'Algeria ha inglobato anche un'ampia sezione del Sahara, che durante l'epoca coloniale costituiva un'area con una sua particolare amministrazione. La parte più vitale, importante e popolata del paese è però il Maghreb, con il quale in pratica l'Algeria si identifica sebbene rappresenti in superficie un settimo circa del territorio nazionale. Il Maghreb forma una regione naturale ben distinta da quella sahariana e costituisce, con i suoi allineamenti montuosi, la prosecuzione dei rilievi del Marocco. È formato da due principali fasci di pieghe (Atlante del Tell o Telliano o semplicemente Tell, e Atlante Sahariano) che corrono paralleli alla costa e sono separati da una serie di altopiani. Come in Marocco, il Maghreb algerino fu interessato dall'orogenesi alpina, manifestatasi in due differenti fasi. Alla più recente, pliocenica, si devono i rilievi più settentrionali dell'Atlante del Tell, costituito da una serie di catene sovrastate da massicci di rocce calcaree, tra cui si incuneano intrusioni granitiche. Caratterizzato da una morfologia assai tormentata, ha le massime cime nell'Ouarsenis (1983 m.) e nelle catene del Babor (2004 m.) e della Djurdjura (2308 m.), che dominano rispettivamente la Piccola e la Grande Cabila. Affacciato alla costa, il Tell determina la morfologia del litorale, accidentato da promontori rocciosi tra cui si interpongono brevi falciature sabbiose; si hanno pianure relativamente più ampie in corrispondenza di depressione tettoniche, come la piana alle spalle di Algeri e quelle di Annata e Orano, e di valli fluviali colmate da materiale alluvionale, tra cui principalmente quella dello Cheliff. L'Atlante sahariano, di origine più antica, eocenica, subì più a lungo l'azione erosiva e ha pertanto cime meno elevate; comprende brevi catene (Ksour, Amour, Ouled, Nanil), resti di pieghe arenacee e calcaree che toccano al massimo i 2000 m di altezza; ma a est si innalza l'imponente massiccio coevo dell'Aurès (2328 m) dalle forme più aspre. Presentano linee monotone gli altipiani interni, formate da una successione di pianure mosse da lunghe creste collinari, di altezza variabile tra i 600 e i 1200 m; hanno la loro massima estensione nel settore occidentale, mentre ad est si fondono con le catene del Tell proseguendo in territorio tunisino. Più semplice è, nei suoi lineamenti geomorfologici, l'Atlante sahariano; qui lo zoccolo archeozoico, costituito da rocce cristalline con predominanza di micascisti e gneiss, è stato interessato da movimenti orogenetici nell'era paleozoica ma i suoi rilievi sono quasi del tutto demoliti. Una serie di abbassamenti di tutta la piattaforma provocò a più riprese l'ingresso del mare e la copertura delle rocce più antiche con strati sedimentari calcari, arenarie, argille; solo in corrispondenza del massiccio dell'Ahaggar, che raggiunge i 3000 m, lo zoccolo riemerge, in parte ricoperto da lave basaltiche. La regione ha subito profondamente la degradazione meteorica e le rocce superficiali si sono frammentate, dando luogo ad alcuni dei più interessanti esempi di morfologia desertica, con superfici rocciose lisciate dal vento (Hamad di Tademait), aree sabbiose (Grande Erg Occidentale e Orientale) e ciottolose (reg o serir).

Idrografia

La rete idrografica è assai povera, limitata praticamente al Maghreb, dove però, a causa della particolare configurazione morfologica, ha un andamento piuttosto complesso. I fiumi che si riversano nel Mediterraneo sono gli unici con corso perenne, ma di lunghezza assai modesta; i principali sono lo Cheliff, il Soummam, l']. Gran parte degli altopiani sono bacini chiusi endoreici (sebkha) nei quali si formano laghi salati (chott). Essi sono alimentati anche dai fiumi dell'Atlante sahariano, che sul versante meridionale danno vita, oltre che ad analoghi laghi salati, a numerose oasi pedemontane.

Clima

Il Maghreb appartiene all'area climatica mediterranea, ma solo nelle limitate zone costiere i caratteri sono decisamente tali; più all'interno la continentalità fa sentire i suoi effetti: così ad Algeri la media annua si aggira sui 18 C (media invernale 12 C, estiva 24 C) mentre nel bacino dell'alto Cheliff si possono verificare d'inverno condizioni di gelo mentre d'estate di registrano anche 47 C. Il regime delle precipitazioni è legato all'alterna azione delle masse d'aria umida di origine atlantica e di quelle continentali sahariane. Su rilievi meglio esposti del versante esterno dei Tell cadono annualmente fino a 1000 mm di pioggia, negli altopiani interni 300-400, oltre tali valori nuovamente sui pendii settentrionali dell'Atlante sahariano. Nell'Algeria sahariana il clima presenta estrema aridità; le escursioni termiche sono fortissime, anche quelle giornaliere, e il gelo notturno non infrequente. Le precipitazioni sono irregolari e in genere inferiori ai 10 mm annui (solo sull'Ahaggar superano i 200 mm); in talune zone si hanno unicamente sporadiche piogge che gonfiano repentinamente gli uidian.

Temperatura e precipitazioni

center|frame|Temperature e precipitazioni mensili

Geografia umana

Popolazione

Densità: 13 per km²
Città principali, oltre la capitale, sono: Orano, Costantina, Bona, Sidi-bel-Abbès, Tlemcen, tutte superiori a 50.000 abitanti.

L'elemento berbero rappresenta il sostrato etnico dell'Algeria; esso ha però subito profonde trasformazioni in seguito alla penetrazione araba (VII secolo) che non solo ha modificato il tipo umano ma ha soprattutto "acculturato" in senso islamico il paese. Nel Sahara il popolamento più antico sembra rappresentato dall'elemento negro; in età preistorica vi erano però stanziate popolazioni bianche: tali erano i favolosi Garamanti, di cui si conserva traccia sin quasi all'inizio dell'epoca storica. Ma al tempo della penetrazione romana si ebbe lo spostamento di elementi berberi dall'Atlante con occupazione delle oasi e passaggio al seminomadismo; in seguito anche gruppi nomadi arabi si insediarono nel Sahara.

La maggior parte della popolazione (oltre l'80%) vive oggi nel Tell, specie nella sezione orientale, dove si hanno 90 ab./km² negli altipiani e sull'Atlante sahariano si trova l'11% e nel Sahara il 9% del totale. La densità media che è di 9,6 ab./km², ha pertanto poco significato perché in realtà il paese è sovrappopolato. Infatti la popolazione supera ormai i 22 milioni. La maggior parte della popolazione vive nei villaggi; l'urbanesimo non ha d'altronde tradizioni antiche. I primi centri a svilupparsi sono stati i porti, dove si è andata potenziando l'attività commerciale fin dai tempi dell'invasione araba, e alcune località dell'interno del Tell per l'attrazione che esercitavano sulle aree agricole circostanti: è il caso di Mostaganem, di Orano, della stessa Algeri, di Bejaia, di Annata. Tutte queste città hanno avuto grande incremento sotto la dominazione francese, ma tra esse hanno prevalso Algeri, divenuta capitale e centro di controllo di tutto il paese, Orano, che svolge funzioni portuali, Annaba e Bejaia che hanno ricevuto impulso in quanto sbocchi del petrolio sahariano. Più all'interno sono città con funzioni commerciali (Tlemcen, Sidi-Bel-Abbès, Ech-Cheliff, Sétif), mentre Costantina è importante nodo di raccordo sulle vie che legano il Tell al resto dell'Algeria.

Etnie

Il gruppo etnico è formato principalmente da arabi (75%), berberi (24%) ed europei (1%). Tra questi ultimi prevalgono i francesi e gli italiani.

Religione

Religione: musulmana sunnita (99%); minoranze di cattolici ed ebrei (1%).

Geografia politica

L'Algeria è suddivisa in 48 province (wilaya)

Suddivisione amministrativa
Suddivisione Capoluogo Area Abitanti Densità
Adrar Adrar 422.500 216.931 0,5
Ain-Defla Ain-Defla 4.557 536.205 117
Ain-Témouchent Ain-Témouchent 2.491 271.454 109
Algeri Algeri 263 1.687.579 6.416
Annaba Annaba 1.196 453.951 379
Batna Batna 12.121 757.059 62
Béchar Béchar 163.000 183.896 1,1
Béjaia Béjaia 3.280 697.669 213
Biskra Biskra 16.327 429.217 26
Blida Blida 1.597 704.462 441
Bordj Bou Arreridj Bordj Bou Arreridj 4.136 429.009 104
Bouira Bouira 4.572 525.460 115
Boumerdes Boumerdes 1.619 646.870 399
Chlef Chlef 4.205 679.717 161
Costantina Costantine 2.150 662.330 308
Djelfa El-Djelfa 23.328 490.240 21
El Bayadh El Bayadh 79.912 155.494 1,9
El-Oued El-Oued 73.200 379.512 5,2
El Tarf El Tarf 3.144 276.836 88
Ghardaia Ghardaia 87.000 215.955 2,5
Guelma Guelma 4.291 353.329 82
Illizi Illizi 260.000 19.698 0,1
Jijel Jijel 2.350 471.319 200
Khenchela Khenchela 10.596 243.733 23
Laghoaut Laghoaut 25.403 215.183 8,5
Mascara Mascara 5.846 562.806 96
Médéa Médéa 8.834 650.623 73
Mila Mila 3.490 511.047 146
Mostaganem Mostaganem 1.977 504.124 255
M'Sila M'Sila 17.852 605.578 34
Naama Naama 30.801 112.858 3,6
Orano Oran 2.114 916.578 433
Ouargla Ouargla 280.000 286.696 1
Oul el Bouaghi Oul el Bouaghi 6.259 402.683 64
Relizane Relizane 5.016 545.061 108
Saide Saide 6.129 235.240 38
Sétif Sétif 6.648 997.482 150
Sidi Bel Abbès Sidi Bel Abbès 9.258 444.047 48
Skikda Skikda 4.120 619.094 150
Souk Arhas Souk Arhas 4.435 298.236 68
Tamanghasset Tamanghasset 570.000 94.219 0,2
Tébessa Tébessa 14.984 409.317 27
Tiaret Tiaret 19.921 574.786 29
Tindouf Tindouf 153.000 16.339 0,1
Tipaza Tipaza 2.072 615.140 297
Tissemsilt Tissemsilt 3.477 227.542 65
Tizi-Ouzou Tizi-Ouzou 3.025 931.501 308
Tlemcen Tlemcen 9.335 707.453 76

Geografia economica

Prodotto Nazionale Lordo: 1500$ pro capite (52° posto della classifica mondiale).

Bilancia dei pagamenti: 2,4 miliardi di $.

Inflazione: 3% (stima 2002)

Disoccupazione: 31% Dal punto di vista economico l'Algeria, entra nel novero dei paesi in via di sviluppo, presentandosi tra i più dinamici del continente africano; la sua situazione è resa tuttavia difficile dall'assai alta concentrazione di popolazione nelle poche aree adatte agli insediamenti e alle colture e dalla scarsità di quadri tecnici. La colonizzazione francese ha lasciato segni profondi, benché l'economia fosse stata impostata secondo le necessita e i vantaggi dei coloni, senza giungere ad una pur minima integrazione con la realtà interna, creando anzi quegli squilibri che proprio con l'indipendenza sono venuti prepotentemente alla luce.

In Algeria, il settore degli idrocarburi è la base dell'economia, conta approssimativamente il 52% delle entrate di bilancio, il 25% del P.I.L. e più del 95% delle voce esportazione.

Punti di forza: petrolio e gas naturale. Una recente collaborazione con le compagnie petrolifere occidentali dovrebbe incrementare la produttività. Il gas naturale è esportato in Europa.

Punti di debolezza: il prezzo del petrolio è crollato nel 1986 e non si è rialzato abbastanza con i rincari del 1996. A seguito dei disordini c'è stato un esodo degli europei e di altri lavoratori stranieri importanti per le attività economiche. Agricoltura poco estesa. Carenza di prodotti alimentari di base. Prospero mercato nero.

Risorse

Produzione di energia elettrica: 6.000.000 kw.

Pesca: 106.246 tonnellate.

Petrolio: 822.000 b/g.

Allevamento: pecore 16,8 milioni, capre 3,1 milioni, bovini 1,2 milioni, asini 210.000.

Minerali: manganese, uranio, ferro, fosfati, piombo, zinco, rame, piriti, diamanti, argento.

Agricoltura

L'agricoltura era stata ben sviluppata, ma sempre sulla base degli interessi francesi; oggi il governo di Algeri si sforza di realizzare la totale conversione del settore, mediante la progressiva riduzione delle colture coloniali e avviate all'esportazione (vino soprattutto) e il corrispondente incremento di quelle alimentari, come i cereali, destinati al consumo interno: tuttavia il paese deve ricorrere all'importazione di taluni prodotti alimentari.

Sono state costituite alcune migliaia di cooperative, localizzate nei villaggi sorti sulle terre espropriate ai coloni francesi; inoltre si è dato inizio ad una vasta opera di bonifica delle terre sottratte al deserto, mediante una fascia di vegetazione denominata "diga verde", profonda una ventina di chilometri, che dovrebbe attraversare l'intero territorio, dal confine marocchino a quello libico, raddoppiando la superficie coltivabile del paese. Con tutte le sue carenze e benché arativo e colture arborescenti occupino il 3,1% della superficie territoriale, l'agricoltura impegna il 24% della popolazione attiva e contribuisce in larga misura alla formazione del prodotto nazionale.

L'agricoltura commerciale è rappresentata in primo luogo dalla vite (3,6 milioni di q di uva, 1 milione di hl di vino), dall'ulivo, dagli agrumi, dalle primizie orticole e da diverse piante fruttifere mediterranee; l'agricoltura algerina tradizionale fornisce soprattutto frumento (7,5 milioni di q.), orzo e altri cereali, datteri (2,1 milioni di q.) nelle oasi e fichi nella Cabila. Ancora più esigua è l'area boschiva; principali essenze sono il pino d'Aleppo, la quercia da sughero, il cedro.; sugli altipiani si raccoglie l'alfa.

L'agricoltura nel Tell ha avuto un incremento notevole, per le accresciute possibilità di irrigazione. Gli altipiani danno in abbondanza l'alfa (usata nella fabbricazione della carta) e anche il crine vegetale ricavato dalla palma nana.

Allevamento

Il patrimonio zootecnico è cospicuo: bovini (1,4 milioni)., pecore (13 milioni di capi), capre (3.7 milioni),, dromedari; diffuso l'allevamento degli animali da cortile. Notevole è l'esportazione di animali vivi, di lana e delle uova.

Pesca
Risorse minerarie

Sono stati valorizzati i giacimenti petroliferi e di gas naturale del Sahara, scoperti e sfruttati a partire dal 1950 ad opera di compagnie francesi e straniere; con l'indipendenza la gestione delle attività petrolifere è passata in mano algerina, in obbedienza alla politica di nazionalizzazione, che è stata ed è alla base delle scelte economiche del paese e che interessa tutte le sue molteplici risorse minerarie: idrocarburi, manganese, uranio, ferro, fosfati, piombo, zinco, rame, piriti, diamanti, argento, ecc.

Industria

L'industria ricevette un certo incentivo poco prima dell'indipendenza, sotto la pressione delle prime rivendicazioni algerine. Negli anni settanta le linee di politica economica si erano orientate verso una industrializzazione pesante e di rigida pianificazione, secondo una formula di accumulazione socialistica molto simile a quella sovietica degli anni venti. Ciò fu fatto nel tentativo di affrancarsi da ogni servitù dai vecchi partners coloniali, trascurando i rapporti politico-economici con i paesi limitrofi. Dalla notevole concentrazione di potere nelle mani di una cinquantina di enti che gestivano l'assoluta maggioranza dell'apparato economico algerino erano però derivati non pochi scompensi tra i vari settori dell'economia. Gli anni ottanta segnano un cambiamento profondo di tale situazione con il prevalere di una politica più pragmatica e liberista anche sul piano internazionale. Da rilevare che sono stati raggiunti importanti accordi per forniture di gas alla Francia e all'Italia e che si è deciso di incrementare gli investimenti in agricoltura per rivitalizzare il territorio rurale. I piani allestiti puntano a recuperare spazi e produttività, ma con molto realismo si prospetta per l'Algeria un ricorso massiccio all'approvvigionamento estero, per sfamare una popolazione che le proiezioni del 2000 voglio di 38 milioni di individui. Industrie tessili, chimiche, saponifici, cementifici, fabbriche di fiammiferi e conserve, manifatture di tabacchi. In rapido sviluppo è l'attività industriale connessa alle risorse metanifere. In rinascita è l'artigianato, con lavori di oreficeria, ceramiche e soprattutto tappeti.

Trasporti

Rete stradale: 93.800 km

Autostrade: 608 km

Ferrovie: 4.219 km

Porti: Algeri, Annaba, Arzew, Bejaia, Beni Saf, Dellys, Djendjene, Ghazaouet, Jijel, Mostaganem, Orano, Skikda, Tenes.

Ci sono 5 aeroporti internazionali.

Turismo

635.000 turisti l'anno.

Provenienza: Marocco 22%, Tunisia 7%, Francia 5%, Libia 1%, altri 65%.

Esportazioni

Il commercio dell'Algeria è principalmente marittimo; si effettua soprattutto attraverso i porti di Algeri, Orano, Bona. Italia (22,8%), USA (13,9%), Francia (14,6%), Spagna (13,9%), Olanda (6%).

Importazioni

L'importazione registra combustibili, tessili, macchine, veicoli, utensili vari, ecc.

Maggiori Paesi da cui vengono importate merci: Francia (37,7%), Italia (10%), USA (11,3%), Germania (7,6%), Spagna (7%), Brasile (5%).

Cultura

Alfabetizzazione

Tasso di alfabetizzazione: 60%

Studenti universitari: 347.410.

Istruzione

Nel periodo coloniale, l'Algeria seguì la linea generale dell'educazione francese per le colonie. Il tasso di analfabetismo raggiungeva punte dell'80-85%. Negli ultimi anni del periodo coloniale la presenza nelle scuole di bambini arabi era molto ridotta; a partire dall'indipendenza, nel 1962, è stato attuato un intenso programma educativo: la presenza nella scuola primaria a raggiunto l'80% alla fine degli anni settanta. La spesa totale per l'insegnamento, notevolmente incrementata nello stesso periodo, rappresentava nel 1979 il 28% del bilancio statale. L'istruzione è obbligatoria per 8 anni (dai 6 ai 14 anni di età), è riservata interamente allo stato dal 1976, anno in cui sono state abolite tutte le scuole private; dal 1973, inoltre, l'arabo è venuto a sostituire il francese sia come lingua d'insegnamento sia nei libri di testo, soprattutto nella scuola primaria. L'analfabetismo, tuttavia, è ancora tra i più alti nel mondo (50%). Oltre all'Università di Algeri, costituita nel 1879, vi sono altre due università ad Orano (1965) e a Costantina (1969). Centri universitari di più recente costituzione a Tlemcen, Annata, Tizi-Ouzou, Sétif, Batna, Tiaret.

Sanità

Sistema sanitario pubblico. L'assistenza di base è arretrata al di fuori delle grandi città

Arte

La religione islamica ha fortemente influenzato l'arte nazionale. Moschee e minareti sono gli aspetti architettonici religiosi classici.

Ambiente

Il 3% del territorio è protetto (0,1% parzialmente protetto).

Aderisce alle convenzioni e ai trattati di: Ramsar, CITES, CBD (biodiversità), Basilea (rifiuti tossici), protocollo di Montreal (emissioni di CFC).

Flora

La vegetazione del Tell è tipicamente mediterranea, con la macchia, con aree degradate dove crescono ulivi selvatici e lentischi, ed in alto il bosco d'alto fusto a latifoglie (lecci, querce, specie quelle da sughero) ed aghifoglie (cedri e pini d'Aleppo); nelle regioni basse è stata largamente modificata dall'uomo, che ha diffuso le colture proprie del Mediterraneo (olivo, vite, cereali, alberi da frutto). Gli altipiani hanno steppe ad artemisia, con predominio dell'alfa, dell'artemisia, dell'aristida e qua e là, boscaglie. Nell'Atlante sahariano solo le zone più elevate, innaffiate da piogge, conservano un rivestimento di boschi.

La vegetazione propria dell'Algeria sahariana è limitata ai palmeti delle oasi, nelle quali però le colture hanno introdotto alberi da frutta e ortaggi.

Fauna

Politica

Una decennio di violenza terrorista in Algeria provocò più di 100.000 morti dal 1991. Anche se la sicurezza nel paese è migliorata, rimangono i problemi che l'hanno causata. In armonia con la relativa costituzione emendata, il governo algerino sposa la concorrenza del libero-mercato e la partecipazione democratica. Il governo ha dichiarato che continuerà ad aprire il processo politico. Attualmente sono attivi più di 40 partiti politici, rappresentanti un vasto segmento di popolazione. L'Algeria ha più di 30 quotidiani pubblicati (in arabo e francese), con una tiratura di più di 1,5 milione copie. Anche se relativamente liberi di scrivere scelgono (nel 2001 il governo ha modificato le disposizioni penali in materia di diffamazione e calunnia) di frenare la discussione sui punti critici nazionali. Il monopolio governativo sulla carta e sulla pubblicità è visto come un altro mezzo per influenzare la stampa. Per la costituzione del 1976 (modificata nel 1979 ed emendata nel 1988, nel 1989 e nel 1996) l'Algeria è uno stato multipartitico. Tutti i partiti devono essere approvati dal Ministero dell'Interno. Secondo la costituzione, nessuna associazione politica non può essere formata se "è basata su differenze religiose, di lingua, di razza o di regione." Il potere legislativo spetta all'Assemblea Nazionale eletta ogni cinque anni su lista unica. Il capo dello stato è il presidente della repubblica, eletto ogni cinque anni, rinnovabili. L'Algeria ha un voto a suffragio universale. Il presidente dirige il Consiglio dei Ministri e l'Alto Consiglio di sicurezza, nomina il primo ministro. Il primo ministro nomina il Consiglio dei Ministri.

Il Parlamento nazionale è bicamerale, costituito da una camera bassa, l'Assemblea Nazionale del Popolo (APN), con 380 membri e una camera alta, il Consiglio della Nazione, con 144 membri. L'APN è eletta ogni 5 anni. Due terzi del Consiglio della Nazione sono scelti dalle autorità regionali e comunali; il resto è nominato dal presidente. Il Consiglio della Nazione rimane in carica per sei anni. Il presidente o uno dei parlamentari può iniziare un iter legislativo. Le leggi devono essere approvate da entrambi i rami del Parlamento. Le sessioni del APN sono teletrasmesse. L'Algeria è divisa in 48 wilaya (province) dirette dai walis (governatori) che riportano al Ministro degli Interni. Ogni wilaya è suddivisa in comuni. I wilaya ed i comuni sono retti da una assemblea eletta.

Politica estera

Bibliografia

Siti archeologici

Città

Mari

Fiumi

Laghi

Montagne

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Collegamenti esterni

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Sahara Occidentale

See also: Algeria