Albert Kesselring

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Albert Kesselring

Albert Kesselring (Bayreuth, 8 agosto 1881 - Bad Nauheim, 16 luglio 1960) fu un feldmaresciallo tedesco che comandò il Gruppo di Armate C durante la Seconda Guerra Mondiale.

Figlio di un insegnante, entrò nell'esercito nel 1904 e diventò un ufficiale cadetto nel 2° Reggimento d'artiglieria Bavarese a Metz. Durante la Prima Guerra Mondiale fu spostato nel Servizio Aereo dell'esercito Tedesco dove instaurò uno stretto rapporto di amicizia con Hermann Göring.

Tra le due guerre Kesselring rimase nelle forze armate e fu promosso a maggiore nel 1932. In seguito entrò a far parte della neonata Luftwaffe sotto il comando di Erhard Milch dove, nel 1936, divenne Capo di Stato Maggiore.

Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale si trovava al comando della 1a Flotta Aerea con la quale fornì supporto aereo al Gruppo Armate Nord comandato dal generale Fedor von Bock. L'anno seguente passò nella 2a Flotta Aerea con la quale partecipò all'invasione di Belgio, Olanda e Francia. Il 19 luglio 1940 sebbene criticato per le sue performance a Dunkerque fu promosso feldmaresciallo.

Nell'Operazione Barbarossa supportò il Gruppo Armate Centro del generale Fedor von Bock durante l'invasione dell'Unione Sovietica. Quindi fu spostato al comando di tutte le forze aeree e di terra nella zona del Mediterraneo. Ordinò il bombardamento di Malta ma dovette fermarlo in seguito alla richiesta di Hitler che voleva rivolgere tutti gli sforzi della Luftwaffe sul fronte orientale.

In seguito Kesselging supportò Rommel in Africa e fu spostato in Italia dove negli anni 1943-1944 guidò la ritirata tedesca lungo tutta la penisola. Il 25 ottobre 1944, fu seriamente ferito in un incidente stradale e il suo posto in Italia venne preso dal generale Heinrich Vietinghoff. Una volta guarito Hitler lo nominò comandante supremo di tutto il settore sud.

Kesselring, fu catturato a Saalfelden il 6 maggio 1945. Processato, il 6 maggio 1947 fu condannato a morte da un tribunale alleato per crimini di guerra e per l’eccidio delle Fosse Ardeatine, ma la sentenza fu commutata in carcere a vita. Nel 1952 fu scarcerato e fece ritorno in Germania dove si unì ai circoli neonazisti bavaresi. L'anno successivo al suo rilascio pubblicò la sua biografia intitolata A soldier to the last day. È morto a Bad Nauheim per un attacco di cuore il 16 luglio 1960.

Monumento

Poco dopo il suo rientro in Germania Kesselring dichiarò che non aveva nulla da rimproverarsi e che anzi gli italiani gli avrebbero dovuto dedicare un monumento per il suo operato sul suolo italiano. Il monumento a lui dedicato si trova nell'atrio del palazzo comunale di Cuneo. Si tratta di una lapide ad ignominia, opera di Piero Calamandrei, che recita:

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
resistenza

Voci correlate

Kesselring

See also: Albert Kesselring, 16 luglio, 1881, 1904, 1932, 1936, 1940, 1943, 1944, 1945