Albert Einstein

thumb|left|180px|Albert Einstein

center|100px|Premio Nobel
Nobel per la fisica

Albert Einstein (Ulma, Württemberg, Germania, 14 marzo 1879 - Princeton, New Jersey, USA, 18 aprile 1955) è stato un importante e notissimo fisico, matematico e filosofo. Per il complesso del suo apporto alla scienza e alla fisica in particolare è indicato come uno dei più importanti studiosi del XX secolo.

Conosciuto soprattutto per le sue teorie sulla relatività ristretta e sulla relatività generale, diede anche importanti contributi alla nascita della meccanica quantistica e alla critica dei suoi fondamenti, alla meccanica statistica e alla cosmologia.

Fu vincitore del Premio Nobel per la fisica nel 1922 grazie alla sua spiegazione dell'effetto fotoelettrico e "per i suoi contributi alla fisica teorica". Dopo la formulazione, nel novembre 1915, della teoria della Relatività generale la fama di Einstein dilagò in tutto il mondo. Era un successo insolito per uno scienziato e durante gli ultimi anni della sua vita, la fama di Einstein non fece che aumentare, superando quella di qualunque altro scienziato della storia. Nella cultura popolare, il suo nome divenne ben presto sinonimo di intelligenza e di grande genio. La sua faccia rimane a tutt'oggi una delle più conosciute al mondo. Questa popolarità ha inoltre portato ad uso molto diffuso della sua immagine nel mondo della pubblicità, giungendo persino alla registrazione di "Albert Einstein" come marchio.

Indice

Biografia

Gioventù e studi liceali

Immagine mancante
Young_Albert_Einstein.jpg
Il giovane Einstein

Albert Einstein nacque a Ulma nel Württemberg, in Germania; 100 km a est di Stoccarda. I suoi genitori erano Hermann Einstein, proprietario di una piccola azienda che produceva macchinari elettrici, e Pauline Koch. Si sposarono a Stuttgart-Bad Cannstatt. La famiglia era ebrea (non-osservante); Albert frequentò una scuola elementare cattolica e, su insistenza della madre, gli furono impartite lezioni di violino.

All'età di cinque anni, suo padre gli mostrò una bussola tascabile, e Einstein realizzò che qualcosa nello spazio "vuoto" agiva sull'ago spostandolo in direzione del nord; descriverà in seguito quest'esperienza come una delle più rivelatorie della sua vita. Benché sviluppò modelli e dispostitivi meccanici per divertimento, il suo ingresso nel mondo della scienza ufficiale avvenne abbastanza tardi, forse a causa della dislessia, della semplice timidezza, o della significativa rarità e particolarità della sua struttura cerebrale (il suo cervello fu esaminato dopo la sua morte). Più tardi egli stesso attribuì lo sviluppo della teoria della relatività a questa sua lentezza, dicendo che pensando allo spazio e al tempo più tardi della maggior parte dei bambini, fu in grado di applicare uno sviluppo intellettuale maggiore. Un'altra, più recente, teoria riguardo il suo sviluppo mentale è che soffrì della sindrome di Asperger, una condizione simile all'autismo.

Einstein cominciò a studiare matematica all'età di dodici anni. Gira voce che venne bocciato in questa materia, ma non è vero. Due suoi zii promossero i suoi interessi intellettuali durante la sua tarda infanzia e l'inizio della sua adolescenza, suggerendogli e fornendogli i libri sulla scienza e sulla matematica.

A causa dei continui problemi economici la famiglia Einstein dovette trasferirsi spesso, sin da quando il piccolo Albert non aveva nemmeno due mesi di vita; prima a Monaco, poi nel 1894 a Pavia, in Italia e, due anni dopo a Berna, in Svizzera.

Il suo fallimento all'esame d'ingresso presso l'Eidgenössische Technische Hochschule (il Politecnico di Zurigo) fu una dura battuta d'arresto; fu mandato dalla sua famiglia a Aarau, in Svizzera, per concludere gli studi superiori, dove ricevette il diploma nel 1896.

Nel 1898, Einstein incontrò e si innamorò di Mileva Marić, una sua compagna di studi Serba (amica di Nikola Tesla). Nel 1900, gli fu garantito un diploma da insegnante dall'Eidgenössische Technische Hochschule e fu accettato come cittadino svizzero nel 1901. In questo periodo Einstein discuteva dei suoi interessi scientifici con un ristretto gruppo di amici, inclusa Mileva. Lui e Mileva ebbero una figlia, Lieserl, nata nel gennaio 1902. I loro genitori erano contrari ad un loro matrimonio e considerarono la piccola Lieserl una figlia illegittima. La bambina morì di scarlattina o più probabilmente fu data in adozione, ma ben presto se ne persero le tracce. Nel 1905 Einstein ottenne il dottorato mentre lavorava presso l'ufficio brevetti di Berna.

Teoria della relatività ristretta

In quell'anno pubblicò l'articolo Zur Elektrodynamik bewegter Körper (Sull'elettrodinamica dei corpi in movimento), che aveva come oggetto come viene vista l'interazione fra corpi carichi in movimento ed il campo elettromagnetico da diversi osservatori in stati di moto differenti.

Grazie a questo articolo, vennero risolte le controversie che avevano caratterizzato la fisica di fine '800 per quel che riguardava l'esistenza o meno di un sistema di riferimento assoluto. La teoria che ne scaturì fu indicata come teoria della Relatività ristretta.

Nello stesso 1905, pubblicò una nota che forniva una spiegazione dell'effetto fotoelettrico utilizzando il concetto di quanto, ipotizzato qualche anno prima da Max Planck. Questo lavoro diede una grande spinta alla meccanica quantistica, la cui concezione stava formandosi proprio in quegli anni. Ancora in quello stesso annus mirabilis sviluppò una teoria del moto browniano.

Dal 1908 insegnò a Berna e nel 1911 passò a Praga; nel 1914 fu nominato direttore dell'Istituto di Fisica dell'Università di Berlino, dove rimarrà fino al 1933. In quegli anni effettuò alcune ricerche sulla meccanica statistica e sulla teoria della radiazione, mentre stava concependo l'estensione delle teorie relativistiche.

Teoria della relatività generale

Immagine mancante
Albert_Einstein_and_Leo_Szilard.jpg
Albert Einstein e Leo Szilard

Il 1915 è un anno importante per la fisica teorica: in tale anno infatti, Einstein propose una teoria relativistica della gravitazione, indicata come Relatività generale, che descriveva le proprietà dello spazio-tempo a 4 dimensioni. In tale teoria si concludeva che i sistemi inerziali potevano avere senso solo in assenza di campi gravitazionali. Nonostante sia meno universalmente conosciuta e compresa, per le difficoltà del modello matematico usato per la descrizione, la relatività generale è una teoria molto più rivoluzionaria di quella ristretta, in quanto criticava alla base schemi universalmente accettati.

Nel 1917 mostrò il legame esistente tra la legge di Bohr e la formula di Plank dell'irraggiamento del corpo nero. Nello stesso anno introdusse la nozione di emissione stimolata, che sarebbe poi stata applicata alla concezione del laser.

Nobel nel 1922

Nel 1922 ottenne il Premio Nobel per la Fisica (la nomina fu del 1921, ma fu comunicata solo nel 1922) per il suo lavoro del 1905 sulla spiegazione dell'effetto fotoelettrico. In quegli anni Einstein cominciò a dedicarsi alla ricerca di teorie del campo unificate, argomento che lo appassionò fino alla fine, assieme ai tentativi di spiegazioni alternative dei fenomeni quantistici: infatti, la sua concezione del mondo fisico mal si conciliava con le interpretazioni probabilistiche della meccanica quantistica.

Nel 1933 si trasferì all'Institute of Advanced Studies a Princeton, dove proseguì con le sue ricerche, studiando anche alcuni problemi cosmologici e le probabilità delle transizioni atomiche.
Si trasferì in America a causa delle persecuzioni antisemite che già imperversavano in Germania e in Europa. Morì a Princeton nel 1955.

I vari lavori di Einstein operarono una rivoluzione di tale portata da poter essere paragonata solo con quella di Isaac Newton. La sua onestà scientifica si esplicitò nel dare impulso alla meccanica quantistica, tramite lo studio sull'effetto fotoelettrico, anche se non fu mai convinto del significato di quella teoria (famosa è la sua frase in polemica con Niels Bohr secondo cui Dio non gioca a dadi), non potendone accettare l'aspetto probabilistico.

Anche filosofo

Immagine mancante
Einstein_Memorial.jpg
Statua in memoria di Albert Einstein

(questa sezione andrebbe ampliata)

Alla figura dello scienziato si affianca quella non meno importante di uomo calato nel suo tempo e di filosofo. Come era intransigente come scienziato, così lo fu come persona; nel 1913 rifiutò di firmare un manifesto a favore della guerra di un buon numero di scienziati tedeschi.

Nel 1939, su sollecitazione di Leo Szilard, scrisse al presidente Roosevelt per sostenere l'opportunità che gli USA costruissero la bomba atomica, preoccupato della possibilità che il regime nazista potesse dotarsi per primo di quella terribile arma; successivamente invece non fu ascoltato quando nel 1945 si oppose al lancio della stessa bomba sul Giappone.

Visione politica

Einstein si considerò sempre un pacifista [1] ed un umanista [2], e negli ultimi anni della sua vita, anche socialista. Descrivendo il Mahatma Gandhi, Albert Einstein disse "Le future generazioni difficilmente potranno credere che qualcuno come lui sia stato sulla terra in carne ed ossa". "Gandhi, il più grande genio politico del nostro tempo, ci ha indicato la strada da percorrere. Egli ci ha mostrato di quali sacrifici l’uomo sia capace una volta che abbia scoperto il cammino giusto." "Dovremmo sforzarci di fare le cose allo stesso modo: non utilizzando la violenza per combattere per la nostra causa, ma non-partecipando a qualcosa che crediamo sia sbagliato." Le opinioni di Einstein su altri argomenti, come il socialismo, il maccartismo ed il razzismo, furono male interpretate e la sua figura risultò moltro controversa negli Stati Uniti di quegli anni (vedi Einstein e il socialismo). Einstein fu inoltre cofondatore del liberale Partito Democratico Tedesco.

L'FBI raccolse un fascicolo di 1427 pagine sulla sua attività e raccomandò che gli fosse impedito di emigrare negli Stati Uniti secondo lo Alien Exclusion Act, aggiungendo che, insieme ad altri addebiti, Einstein “credeva, consigliava, difendeva o insegnava una dottrina che, in senso legale, era stata ritenuta dai tribunali, in altri casi, ' capace di permettere all'anarchia di progredire indisturbata' e che portava a 'un governo solo di nome' ”. Aggiunse anche che Einstein “era stato membro, sostenitore o affiliato a 34 movimenti comunisti tra il 1937 ed il 1954” e che “inoltre lavorò come presidente onorario in tre organizzazioni comuniste.”[3] [[Immagine:Mikhoels e Einstein 1943.jpg|right|thumb|Einstein e il presidente del Comitato ebraico anti-fascista Sovietico Solomon Mikhoels, ]]

Eistein si oppose ai governi dittatoriali e per questo motivo (e per le sue origini ebraiche) si oppose al regime nazista e abbandonò la Germania subito dopo la presa del potere da parte del partito nazista. In principio fu favorevole alla costruzione della bomba atomica al fine di prevenirne la costruzione da parte di Hitler e per questo scrisse anche una lettera [4] (del 2 agosto del 1939 probabilmente scritta da Leo Szilard ) al presidente Roosevelt incoraggiandolo ad iniziare un programma di ricerca per creare delle armi atomiche. Roosevelt rispose creando un comitato per studiare la possibilità di usare l'uranio come arma nucleare. Successivamente il Progetto Manhattan assorbì tale comitato. Tuttavia, dopo la guerra, Einstein fece pressioni per il disarmo nucleare e per l'istituzione di un governo mondiale. Affermò: “Non so con quali armi verrà combattuta la III guerra mondiale ma la IV verrà combattuta con clave e pietre.” Einstein fu un sostenitore del Sionismo. Sostenne l'insediamento ebraico nell'antica sede del Giudaismo e fu attivo nell'istituzione dell'università ebraica di Gerusalemme, in cui pubblicò (1930) un volume intitolato About Zionism: Discorsi e Conferenze del Professor Albert Einstein, e a cui donò i suoi scritti. D'altra parte si oppose al nazionalismo ed espresse scetticismo rispetto alla soluzione di uno stato-nazione ebraico. Forse immaginò che gli Ebrei e gli Arabi potessero vivere in pace nello stesso territorio. In tarda età gli fu offerto il posto di secondo capo di stato del nuovo stato di Israele ma declinò l'invito ritenendo di non avere le capacità necessarie. Einstein insieme ad Albert Schweitzer ed a Bertrand Russell combattè contro i test e le sperimentazioni militari della bomba atomica. Insieme a Russel firmò il Manifesto Russel-Einstein che dette vita alla Conferenza di Pugwash per la Scienza e gli Interessi del Mondo.

Voci correlate

Collegamenti esterni

Immagine mancante
CommonsLogo.png
Logo Commons

Su Commons sono presenti file multimediali su Albert Einstein.

Immagine mancante
Wikiquote.png
Logo Wikiquote

Wikiquote riporta una collezione di citazioni da o su Albert Einstein.

Einstein, Albert Einstein, Albert Einstein, Albert Einstein, Albert

See also: Albert Einstein, 14 marzo, 1879, 1894, 1896, 1898, 18 aprile, 1900