Admeto (mitologia)
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Mitologia greca</small> |
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Admeto è una figura della mitologia greca, era figlio di Feres.
Era il re di Fere, in Tessaglia.
Presso di lui, Apollo fu costretto a vivere per un anno in qualità di pastore, come punizione per aver ucciso i ciclopi.
Admeto si dimostrò un buon padrone, tanto che Apollo volle aiutarlo nei momenti di difficoltà: Artemide si offese per non aver ricevuto un sacrificio dopo il matrimonio di Admeto con Alcesti e fece trovare al novello sposo dei serpenti nel talamo al posto della sposa. Apollo intercedette per lui presso Artemide, convincendola a perdonarlo e a concedergli la facoltà di poter sostituire la sua morte con quella di qualcun altro.
Giunto il momento della sua morte, mentre Apollo faceva ubriacare le dee del destino, Admeto andò dai suoi genitori, ma questi si rifiutarono di morire per lui, dicendo che trovavano ancora piacere nella vita e che ognuno doveva subire il proprio destino.
Solo sua moglie, Alcesti, si offrì di morire per lui e si avvelenò.
Una versione del racconto da parte di Euripide, riferisce che, quando Alcesti raggiunse il mondo sotterraneo, Persefone gli rifiutò l'accesso, rimandandola al suo sposo.
Da questo tema Christoph Willibald Gluck ha tratto un'opera lirica.
In una seconda versione, fu Eracle a battersi con Tanato, il messaggero dell'Ade, e a ricondurre Alcesti al suo sposo.
Admeto nell'arte
Teatro
Musica
- Admeto - Dramma per musica di Georg Friedrich Händel.
- Alcesti - Tragedia per musica di Christoph Willibald Gluck.
