Abies alba
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Morfologia
L'abete bianco è un albero longevo, che può raggiungere e superare i 300 anni d'età. Assieme al raro abete dei Nebrodi (Abies nebrodensis), è uno degli abeti (conifere) spontanei in Italia: abbondante sulle Alpi venete, diventa meno frequente verso ovest, dove lascia spazio al larice comune e al pino silvestre.
Portamento
Alto fino a 45 metri (talvolta raggiunge i 75 m), con fusto colonnare e chioma conica. I rami sono orizzontali e mai penduli.
Corteccia
Colore grigio chiaro, che si stacca in sottili placche.
Foglie
Sono costituite da aghi appiattiti (ensiformi), inseriti singolarmente, lunghi circa 1,5-3 cm e larghi 1,5-2 mm, con la punta arrotondata. La pagina superiore (verde) è lucida, mentre quella inferiore ha due strisce biancastre. Disposti ai lati dei rami in una o due file, anche se sono inserite radialmente.
thumb|230px|Illustrazione di A.alba
Fiori
Sono riuniti in coni maschili e femminili, compaiono in primavera.
- Macrosporofilli: Formano infiorescenze cilindrico-ovali, hanno brattee più lunghe delle squame; si rinvengono nella parte superiore dei rami del primo anno e nella parte alta della chioma.
- Microsporofilli: Formano coni amentiformi ovoidali, sono raggruppati nella parte inferiore dei rami del primo anno.
Strobili
Comunemente chiamati "pigne", sono quasi cilindrici, eretti, lunghi 10-18 cm e larghi 3-5 cm, rosso-bruni a maturità. A settembre-ottobre gli strobili si sfaldano, le squame cadono lasciando il rachide nudo sul ramo (caratteristica del genere Abies). La fruttificazione è di solito piuttosto tardiva (dopo i 30 anni), soprattutto per le piante in bosco.
Habitat
Vive in zone montane, tra i 500 e 1800 m s.l.m. Nel limite inferiore forma boschi misti (p.es. con il faggio), nel limite superiore forma boschi misti con l'abete rosso (Picea abies).
Diffusione
In Italia è abbondante sulle Alpi e cresce sull'Appennino tosco-emiliano. Al centro, invece, si trovano gruppi isolati sui monti della Laga e nel bacino del Trigno. Si rinviene anche in Aspromonte e nel Basento.
Differenze con altre piante
Si distingue dall'abete rosso (o peccio)
- per gli aghi: nell'abete rosso hanno una forma quadrangolare, mentre nell'abete bianco sono piatti;
- per la corteccia: nell'abete rosso è più scura, rossastra, e si stacca in placche rotondeggianti o irregolarmente rettangolari (di circa 1/2 cm);
- per le pigne: nell'abete bianco sono erette, non cadono ma si sfaldano, mentre nell'abete rosso sono pendule e cadono intere (si possono dunque osservare sul terreno);
- per il portamento dei rami: nell'abete rosso (peccio) quelli principali sono orientati verso l'alto e quelli secondari sono penduli, mentre l'abete bianco li ha esclusivamente orizzontali.
L'abete bianco (come tutti gli abeti) si distingue dal pino silvestre e dal larice comune - con i quali condivide nelle Alpi l'habitat - per l'attacco degli aghi: nei pini e nei larici gli aghi sono raggruppati a ciuffetti, mentre negli abeti sono inseriti singolarmente sui rametti. Questa è una delle caratteristiche che distingue gli abeti anche dai cedri.
L'abete bianco è abbastanza simile anche all'abete di Nordmann (Abies nordmanniana Spach.), accanto al quale può ritrovarsi in parchi e giardini. Quest'ultimo abete, in genere, ha le brattee degli strobili più lunghe e più sporgenti dalle squame. I suoi rami inferiori, inoltre, di solito sono presenti anche in età avanzata, mentre gli altri abeti tendono a perderli.
Altre notizie
Il Corpo Forestale dello Stato, in un proprio censimento sugli alberi monumentali d'Italia, segnala un grande esemplare di abete bianco a Lavarone (TN), in località Malga Laghetto: è alto 50 m e ha una circonferenza di 4,8 m.
Voci correlate
Collegamenti esterni
http://www.corpoforestale.it/wai/serviziattivita/Progetti_Ricerche/ricerche/alberimonum/index.html
Categoria:Specie botaniche
Categoria:Gimnosperme
