A.C.F. Fiorentina
La A.C.F. Fiorentina (già Associazione Calcio Fiorentina) è la principale società calcistica di Firenze. Nel suo palmares - oltre a numerosi successi in campo internazionale (Coppa delle Coppe, Mitropa Cup) - vi è la conquista di due scudetti - uno nella stagione 1955-1956 e l'altro in quella 1968-1969 - di sei Coppe Italia e di una Supercoppa Italiana.
Divise Ufficiali
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Gli inizi
Fu fondata il 26 agosto 1926 dalla fusione tra il Club Sportivo Firenze e la sezione calcio della Polisportiva Giovanile Libertas. I colori sociali erano inizialmente il bianco ed il rosso che vestivano a grosse righe le maglie di gara.
Il primo incontro ufficiale lo disputò il 22 settembre di tre anni dopo, nel 1929, in una amichevole con la A.S. Roma; fu quella la prima volta che la squadra Fiorentina adottò la caratteristica maglia viola con il giglio (da cui l'aggettivo gigliati con cui i giocatori della squadra vengono spesso citati)
Nella sua prima stagione di Serie B la Fiorentina si classificò quarta, ma l’anno successivo - stagione 1930-1931 - concluse il campionato al primo posto guadagnando la promozione in Serie A.
Il campo di calcio su cui la squadra disputa i suoi incontri è lo stadio comunale intitolato ad Artemio Franchi, che fu inaugurato il 13 settembre del 1931 (in coincidenza con il debutto in serie A) e che venne costruito grazie al Marchese Luigi Ridolfi che intendeva regalare alla città un nuovo e prestigioso impianto. Il precedente stadio, situato nella Via Bellini, venne così' accantonato e la Fiorentina fu pronta al grande salto del calcio professionistico di allora.
Il primo scudetto
Nella stagione 1955-56 la squadra gigliata ottiene il suo primo scudetto. Il presidente di allora, Enrico Befani, costruì un'ottima squadra, soprattutto con gli innesti dell'attaccante Miguel Montuori e dell'asso brasiliano Julio Botelho detto Julinho, i quali, con il loro estro e la tecnica sopraffina, fecero aumentare notevolmente la capacità offensiva del gioco. Gioco rifornito assiduamente da un centrocampo di alto spessore tecnico, costituito dalla mezzala Guido Gratton e dal mediano Armando Segato, coadiuvati da un'ala tornante, ruolo ricoperto a turno da Maurilio Prini e Claudio Bizzarri. Completava la formazione un reparto difensivo, arcigno e grintoso nei contrasti come lo stopper Beppe Chiappella ed il terzino Ardico Magnini, ma anche classico e capace di passaggi precisi come il centromediano e capitano Francesco Rosetta e l'altro terzino Sergio Cervato. Il portiere era un giovanissimo Giuliano Sarti che in futuro avrebbe ricoperto quel ruolo nella leggendaria F.C. Internazionale degli anni 60. La squadra allenata da Fulvio Bernardini con i gol di Montuori e di Giuseppe Virgili stracciò ogni rivale con 33 risultati utili consecutivi meritandosi nettamente il tricolore.
Il secondo scudetto
Dopo aver partecipato alla Coppa dei Campioni dopo il primo scudetto, ed aver collezionato una serie numerosa di secondi posti nonché il successo nel 1960-1961 della prima edizione in assoluto della Coppa delle Coppe contro i Glasgow Rangers, nel 1968-69 la Fiorentina vince il suo secondo titolo nazionale. Dopo una partenza in sordina, la Fiorentina si inserisce fra Milan e Cagliari, le stacca e non si fa più riprendere. Protagonisti principali di questa squadra furono Luciano Chiarugi, Giancarlo De Sisti, Amarildo, ma anche Esposito, Merlo, Maraschi, Ferrante, Brizi, Rizzo e Superchi.
La Fiorentina moderna
Gli anni 70, a parte la vittoria della Coppa Italia, sono abbastanza deludenti per la compagine viola. Negli anni 80 subentra una nuova dirigenza, quella dei Pontello, che porta in viola tanti campioni del calibro di Bertoni, Passarella, Diaz, Dunga e soprattutto Roberto Baggio. Ma la bandiera di quel periodo della Fiorentina è senz'altro Giancarlo Antognoni, campione del mondo nel 1982 con la nazionale italiana e in maglia viola da metà anni settanta fino a fine anni 80. Nel 1991 i Pontello, contestatissimi per aver venduto Baggio ai rivali storici della Juventus, cedono il testimone vendendo la Fiorentina all'imprenditore cinematografico Mario Cecchi Gori, che però scomparirà pochi anni dopo. L'effettiva dirigenza della società la assume il figlio Vittorio, che ha il merito di portare a Firenze grandissimi campioni come Francesco Toldo, Manuel Rui Costa, Andrei Kanchelskis, Brian Laudrup, Enrico Chiesa, Edmundo e soprattutto Gabriel Batistuta, autentico idolo e bandiera per 9 anni della squadra gigliata. Ma Vittorio Cecchi Gori ha anche il demerito di due retrocessioni in Serie B (1992-93, la squadra risale in A in un anno soltanto) e della scomparsa dell'amata squadra nel 2002. La Fiorentina infatti negli anni 2000 ha attraversato un periodo buio a causa di vicissitudini societarie che portarono il tribunale civile di Firenze a decretarne il fallimento il 27 settembre 2002.
Nacque così - in attesa che la prestigiosa società rinascesse dalle sue stesse ceneri - nella stagione 2002-2003 la Florentia Viola, iscritta al campionato italiano di calcio di serie C2. La squadra riuscì a vincere il proprio girone e, successivamente, il proprietario, l'imprenditore Diego Della Valle - acquistando il logotipo della vecchia Fiorentina e il nome, riuscì a riportare in vita l'antica società calcistica fiorentina, anche se dovette chiamarla "ACF Fiorentina" per problemi legali dovuti a delle scissioni che ne aveva fatto Cecchi Gori del marchio.
La nuova Fiorentina, ammessa per via amministrativa al campionato di serie B 2003-2004 è riuscita a riguadagnare il prestigio della Serie A. È durata perciò lo spazio di un campionato la storia della Florentia Viola che per un anno ha tenuto vivo lo spirito dell'A.C. Fiorentina, pur non potendone portare i colori né, tanto meno, il nome.
Aneddoti
- La Fiorentina è la prima squadra italiana ad aver disputato una finale di Coppa Campioni, precisamente nel 1956 contro il grande Real Madrid di Alfredo Di Stefano, perdendo 2-0 al Bernabeu di Madrid ma uscendo a testa alta e condannata da alcuni episodi sfavorevoli.
- La Fiorentina è stata la prima squadra a vincere il trofeo della Coppa delle Coppe: nella prima edizione, del 1961, batté in una doppia finale i favoritissimi scozzesi del Rangers di Glasgow.
- È stata inoltre la prima squadra italiana di club a vincere contro un club inglese a Wembley, battendo in Champions League con un gol di Gabriel Batistuta l'Arsenal nel 1999. È stata anche l'ultima, dal momento che lo stadio di Wembley è stato demolito per far posto al nuovo, modernissimo e avveniristico stadio nazionale, costruito in previsione di ospitare un torneo mondiale od europeo. Il Milan, nel 1963, ha sì vinto la finale di Coppa dei Campioni a Wembley, ma giocando contro la squadra portoghese del Benfica.
- Si dice che le maglie viola furono adottate per un caso fortuito: le maglie a righe biancorosse vennero lavate in un fiume e persero colore, diventando appunto viola.
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